Dopo lo scudetto e la Coppa Italia conquistati la scorsa stagione, il Conversano fa tris e mette in bacheca anche la Supercoppa Italiana, la terza della sua storia, conquistata nella gara giocata sabato pomeriggio al Pala S. Giacomo contro il Noci, che è stato battuto con un eloquente 30-22 dagli uomini allenati da Pino Fanelli, che hanno cominciato quindi nei migliori dei modi la nuova stagione.
PRIMO TEMPO: Davanti ad un pubblico in maggioranza di fede nocese, all’avvio della nuova stagione, il Conversano si ripresenta con molte defezioni in formazione: su tutti gli infortunati Marocchi e Maggiolini, per i quali si prevedono, fra l’altro, lunghi tempi di recupero. I primi minuti della prima frazione di gioco sono caratterizzati da un botta e risposta fra le due squadre, con il Noci che risponde colpo su colpo agli attacchi del Conversano. Fino al break dei nocesi che vanno sul massimo vantaggio del primo tempo (+ 3) con un 7-4 che sembra un po’ bloccare il Conversano, che non riesce a far girare bene la palla, grazie ad un Noci molto ordinato in campo, che sfrutta la tattica del contropiede per mettere in difficoltà la retroguardia conversanese. Passata la metà del primo tempo, il Conversano torna in partita e riesce a recuperare lo svantaggio, grazie anche a tiri dalla distanza che impensieriscono il portiere avversario. Si va al riposo in parità: 12-12.
SECONDO TEMPO: Ad inizio ripresa le due squadre continuano ad affrontarsi a viso aperto, ma, dopo 10’ di perfetto equilibrio, sale in cattedra il Conversano che fa sua la partita, dominandola con passaggi veloci e precisi che mandano in tilt la difesa del Noci, che già a metà tempo è sul -6 (24-18). Il resto è un monologo Conversano, che prende letteralmente a pallate il Noci, incapace di reagire alla forza d’urto degli uomini allenati da Pino Fanelli che , a cinque minuti dal termine, si portano sul +8 infliggendo un duro kappaò al Noci, che comunque già da un pò non riusciva più a creare occasioni pericolose. Il divario di otto reti permane fino alla fine e il risultato finale è perentorio: 30-22 per il Conversano, che mette in bacheca il primo titolo stagionale.
CECCHINO DI LEO, ETERNO TARAFINO: Nuovo Conversano, vecchie abitudini e stessi protagonisti. Premettendo che il merito di questa vittoria è da dividere fra tutti i giocatori in campo, non si possono, però, non menzionare coloro i quali sono stati decisivi per la conquista dell’ennesimo trofeo. La garanzia Tsilimparis, autentico portiere-saracinesca per tutta la partita, il cecchino Piero Di Leo che trasforma tutti i 7 rigori concessi al Conversano e altre incredibili azioni. Non possiamo dimenticare, inoltre, l’eterno capitano Tarafino, che ha guidato per tutti i 60’ i suoi uomini alla conquista del trofeo, come un vero e proprio leader. Positivi anche gli esordi della nuova coppia di pivot Fantasia-D’Alessandro che si sono messi in luce con azioni offensive degne di nota. Unico neo della partita l’infortunio del terzino sinistro Radjenovic, che ha riportato un taglio al labbro, ricucito con tre punti di sutura. Quindi, Buona la prima Conversano! Sperando che questo trofeo sia di buon auspicio per una squadra che ha dimostrato di avere ancora fame di vittorie, e che ha lanciato un chiaro segnale alla concorrenza: per il tricolore quest’anno ci siamo anche noi.
Indeco Conversano – Intini Noci 30-22 (p.t. 12-12)
Conversano: Tsilimparis, Di Leo 11, Sperti, Gentile 1, Fantasia 4, Pivetta 2, Querin 4, D’Alessandro 2, Tarafino 4, Radjenovic 2, Jurina, Vitto, Colasuonno, Malena. All: Fanelli
Noci: Carrara 4, Tseliapneu 1, Doldan 3, Fovio, Tumbarello 2, Pulito, Viscovich 2, D’Aprile, Costanzo 4, Hojnik 5, Recchia, Laera 1, Corcione, Ignazzi. All: Trapani
Arbitri: Cosenza – Schiavone
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Commenti
La mia non era una critica nei confronti della dirigenza o presidenza..., ma bensì un invito a riprendere quel dialogo interrotto da tempo. Anche le locandine hanno il loro compito, potrebbero ideare una messaggeria, spot su emittenti radiofoniche locali, comunicati stampa, tutto quel che serve a riportare gente al Palasangiacomo per ridare "calore" alla pallamano conversano.
Sotto l'egìda (sic) dell'on. Tacco 12
Per l'accento egìda, si veda il ministro dell'istruzione (non più pubblica):
youtu.be/HTgqMCbmeio
io penso sia più colpa dei conversanesi, sinceramente. Sono anni che la squadra vince, e questa è la cosa più grande che possano fare dei dirigenti. Non dovrebbe essere nemmeno necessario attaccare delle locandine.