Eccoci qui, di nuovo, ad un ulteriore appuntamento con il nostro editoriale, che da adesso in poi diventerà fisso, ogni lunedì su queste pagine. Oggi vogliamo parlarvi della nostra storia, quella di un quotidiano indipendente che sta cercando con fatica di crescere, con fatica ma anche con tanto coraggio.
Il prossimo tre marzo, Conversanoweb, nato come una sfida di un giovanotto poco più che ventenne, che vuole misurarsi con la realtà dei grandi, compirà il suo primo anno di vita. Adesso che abbiamo abbondantemente superato i sette mesi di esistenza, possiamo tracciare un primo bilancio di questa splendida avventura. La domanda che ci siamo posti in redazione è: cosa abbiamo fatto finora e cosa possiamo dare alla comunità conversanese e al popolo del web? Dobbiamo premettere che il nostro è un lavoro non facile. Siamo stati chiamati per nostra stessa volontà ad essere puntuali su molti argomenti, e con un po’ di affanno, dovuto alla povera natura umana di noi manovali dell’informazione locale, pensiamo di esserci riusciti.
Il nostro lettore (di tutte le età e di ogni ceto) ha apprezzato la viva voce dei nostri interventi, perlomeno riconoscendoci l’onestà intellettuale di giocare a carte scoperte e senza mistificazioni. Lo diciamo non per vanto ma perché questa constatazione popolare rimanga agli atti di un processo informativo che espanderemo, con l’andare del tempo. Non siamo una schiacciasassi dell’editoria, sia chiaro, né è nostra intenzione diventarlo. Diversi sono i nostri propositi. Va detto innanzitutto che il sacro fuoco dell’informazione locale è un qualcosa che va custodito con tanto amore, e tra mille ristrettezze economiche. Proseguiremo, comunque, con la stessa cura e passione che contraddistingue il nostro portamento, solo sforzandoci di essere sempre più presenti e radicati sul nostro territorio.
Il nostro modo di rendicontare tutto quello che gravita attorno a Conversano (con qualche sporadico sconfinamento), rimarrà invariato: una meticolosa stenografia di quello che i nostri occhi vedono. Faremo ricorso sempre meno all’asciutta e sterile cronaca, che potrà essere servita in tante tavole calde dell’editoria, ma non qui. Conversanoweb allargherà i suoi orizzonti, passando per un più attento utilizzo dell’opinione, per la costruzione di un dibattito sano, anche se colorito. Ci rendiamo conto che questo non sarà facile, così come lo è spiattellare una velina che lascia il tempo che trova negli archivi di un quotidiano online. La cruda ricerca del particolare scabroso non sarà mai presa in considerazione: piuttosto, ci interessa perseguire l’obiettivo di un giornalismo etico e partecipato, al passo con i tempi ma a misura di paese.
Non abbiamo padroni, né mai li abbiamo avuti. Siamo orgogliosamente figli di nessuno, da un punto di vista politico ed editoriale. A nessuno abbiamo mai negato la possibilità di un confronto, con l’unica condizionale della civiltà, una dote che ad una città artisticamente valida come Conversano non dovrebbe mancare, e che invece molto spesso viene meno. Siamo aperti a tutte le forze sociali, culturali ed economiche che vogliano compiere con noi il definitivo salto di qualità. All’ideale passaggio di testimone che oggi consegniamo alle memorie di chi ci legge e chi ci leggerà, rispondiamo “presente”, con il furore della passione e l’entusiasmo giovanile che ci contraddistingue, nello spirito di servizio di cui la nostra comunità ha tanto bisogno.
Il prossimo tre marzo, Conversanoweb, nato come una sfida di un giovanotto poco più che ventenne, che vuole misurarsi con la realtà dei grandi, compirà il suo primo anno di vita. Adesso che abbiamo abbondantemente superato i sette mesi di esistenza, possiamo tracciare un primo bilancio di questa splendida avventura. La domanda che ci siamo posti in redazione è: cosa abbiamo fatto finora e cosa possiamo dare alla comunità conversanese e al popolo del web? Dobbiamo premettere che il nostro è un lavoro non facile. Siamo stati chiamati per nostra stessa volontà ad essere puntuali su molti argomenti, e con un po’ di affanno, dovuto alla povera natura umana di noi manovali dell’informazione locale, pensiamo di esserci riusciti.
Il nostro lettore (di tutte le età e di ogni ceto) ha apprezzato la viva voce dei nostri interventi, perlomeno riconoscendoci l’onestà intellettuale di giocare a carte scoperte e senza mistificazioni. Lo diciamo non per vanto ma perché questa constatazione popolare rimanga agli atti di un processo informativo che espanderemo, con l’andare del tempo. Non siamo una schiacciasassi dell’editoria, sia chiaro, né è nostra intenzione diventarlo. Diversi sono i nostri propositi. Va detto innanzitutto che il sacro fuoco dell’informazione locale è un qualcosa che va custodito con tanto amore, e tra mille ristrettezze economiche. Proseguiremo, comunque, con la stessa cura e passione che contraddistingue il nostro portamento, solo sforzandoci di essere sempre più presenti e radicati sul nostro territorio.
Il nostro modo di rendicontare tutto quello che gravita attorno a Conversano (con qualche sporadico sconfinamento), rimarrà invariato: una meticolosa stenografia di quello che i nostri occhi vedono. Faremo ricorso sempre meno all’asciutta e sterile cronaca, che potrà essere servita in tante tavole calde dell’editoria, ma non qui. Conversanoweb allargherà i suoi orizzonti, passando per un più attento utilizzo dell’opinione, per la costruzione di un dibattito sano, anche se colorito. Ci rendiamo conto che questo non sarà facile, così come lo è spiattellare una velina che lascia il tempo che trova negli archivi di un quotidiano online. La cruda ricerca del particolare scabroso non sarà mai presa in considerazione: piuttosto, ci interessa perseguire l’obiettivo di un giornalismo etico e partecipato, al passo con i tempi ma a misura di paese.
Non abbiamo padroni, né mai li abbiamo avuti. Siamo orgogliosamente figli di nessuno, da un punto di vista politico ed editoriale. A nessuno abbiamo mai negato la possibilità di un confronto, con l’unica condizionale della civiltà, una dote che ad una città artisticamente valida come Conversano non dovrebbe mancare, e che invece molto spesso viene meno. Siamo aperti a tutte le forze sociali, culturali ed economiche che vogliano compiere con noi il definitivo salto di qualità. All’ideale passaggio di testimone che oggi consegniamo alle memorie di chi ci legge e chi ci leggerà, rispondiamo “presente”, con il furore della passione e l’entusiasmo giovanile che ci contraddistingue, nello spirito di servizio di cui la nostra comunità ha tanto bisogno.
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Commenti
Ma credo non si possa possa pretendere troppo da quello che, dopotutto, è (poco più di) un blog collettivo.
[servirebbe un po' più di mordente e qualche altro galiota]
Niente di personale, Teresa.
A proposito, che lacapagira fosse un fascista travestito, l'ho sempre sospettato. E' una vita che muoio dalla voglia di dirglielo. "Autoritario, egoista, qualunquista, squadrista, ... pidiellino !!!"
noto in te molta rabbia...vivi nel mondo del polo delle liberta' ma da quando leggo oltre ad essere sempre polemico assumi anche caratteri autoritari.Sai quello che penso di te e di quelli come te....dovete cambiare la destinazione d'uso del termine casa delle liberta' col termine casa dei nostalgici fascisti squadristi,cosa molto di moda nei berlusconini senza un'idendita'.Il grande padre accoglie di tutto e di piu', cane e porci non fa' differenza,purche' esaltino il suo nome nel nome del potere:-)
GF:Appunto, non servirebbe quello (semmai potessero rilevarlo), figuriamoci l'IP.
buonanotte
2. ora non ho cambiato IP, contento? ma tanto nemmeno il MAC address servirebbe. se vuoi approfondiamo in separata sede
3. nemmeno "accortezza" c'azzecca. Attento, potrebbero farti sindaco alla prossima tornata, per demeriti lessicali
4. impunità? che punizione meriterei? e chi la potrebbe comminare? se non sei d'accordo, basta rispondere per le rime.
invidio la tua capacità di esserci sempre ad ogni articolo, ogni ora a commentare, forse siete davvero una squadra di 20 persone che si alternano. in ogni caso approfondiremo questo cominciando a guardare agli IP dei commenti, per quanto questi siano solo un indizio e non una prova certa.
il poco tempo a disposizione per risponderti (sai, io come tanti altri lavoro) mi ha fatto prendere una cantonata, invece di scrivere "contezza" avrei voluto scrivere "accortezza".
questo anonimato che da un lato ti tutela dall'altro ti garantisce una certa impunità, è una misura che il web permette ma che deve essere utilizzata con una certa cautela. mi spiace che tu sia così pignolo e meticoloso, sai non sempre è una cosa positiva.
Aggiungo un altro suggerimento: cambiate titolista.
Un dubbio: cosa intendevate con la frase seguente ?
Citazione:
Io so di non firmarmi MAI con nome e cognome, ne ho contezza, embè?
www.etimo.it/?term=contezza
Usiamo i termini a vanvera? Mi ricordate un'alta carica cittadina...
Quanto alla firma sul web:
e se mi firmassi Vitangelo Moscarda ?
e se in 10 ci facessimo chiamare tutti L4c4p4g1r4?
Santa ingenuità: sareste capaci di credere che il tanto vituperato Lodo Alfano sia stato scritto veramente dal nostro amico Angelino, che pare sia probabilmente l'unico a non avervi mai messo le mani
[Ma va là, va là, va là. Vi pare che per certe cose delicate non si chiamino invece altri giuristi strapagati ? Vedi lapsus previdenziale.]
Se proprio ci tenete, posso consigliarvi la PEC.
R0S4M C4P&, SP1N4M C4V&.
il passaggio del testimone è relativo non tanto alle singole persone, ma alla rinnovata voglia che noi (giovani giornalisti) abbiamo di fare notizie: abbiamo capito i nostri errori, abbiamo tratto forza dalle cose buone del lavoro fatto e siamo pronti ad andare avanti con slancio sempre maggiore. di questo era giusto rendere atto ai lettori, che sono i nostri veri giudici.
del resto, questo è un passaggio molto sentito da chi si occupa di mandare avanti, lo ripetiamo, fra mille sacrifici, questo quotidiano. era normale che fosse intriso di un po' di retorica e di stucchi. concedicelo, caro amico, e sappi che non abbiamo lesinato comunque parole più dure e meno barocche nei confronti di quei casi che scottavano e che meritavano un linguaggio più diretto e meno artificioso.
non abbiamo mai messo alla porta nessuno, nemmeno chi, come te, non ha contezza di firmare un solo commento con il nome e cognome di battesimo. tutto questo perché siamo liberi e consapevoli che le regole del web, al netto della decenza, comprendono anche questo.
ad ogni buon conto, sappi che le tue giuste osservazioni grafiche da molti altri prima di te sono state evidenziate. ti annuncio che abbiamo pensato anche a questo: a breve ci sarà un nuovo restyling del portale.
grazie per l'attenzione.
A parte il suo risultare onusto di retorica degna d'altri tromboni nonchè di locuzioni esilaranti da avvocaticchio prestato all'amministrazione, come "città artisticamente valida", non si capisce di che razza d'avvicendamento si voglia trattare. Che c'azzecca il passaggio di testimone, se state ancora là?
Prima di autocelebrarvi, a soli 7 mesi dalla partenza,
non potreste mettere mano al CSS e alla configurazione del sito,
ancora molto carenti?
modesti suggerimenti:
1. riaggiustare la config dei commenti (bold, italic,...) e ripristinare la possibilità di anteprima, se prevista
2. aumentare il margine del testo dalle immagini degli articoli
3. consentire ai lettori di aprire argomenti su un forum, in modo da poter dibattere anche notizie che non trovano ancora spazio sul blog ?
Grazie per l'attenzione.