Una giornata di pieno sole è l’ideale per ammirare la nostra bellissima cittadina, specialmente se si vuole ripercorrere i vicoli stretti e tortuosi che i nostri nonni percorrevano per tornare a casa, nel centro storico. Centro storico tra i più belli da vedere nel territorio. Peccato però che questo pezzo della nostra storia, queste incontaminate stradine di chianche siano un vero ostacolo per i disabili.
Chi, non per suo volere, è seduto in carrozzella, e vuole ammirare il nostro patrimonio artistico culturale, si trova di fronte ad una situazione a cui l’amministrazione comunale potrebbe senz’altro mettere una pezza, con piccoli accorgimenti. Per una persona normodotata, quella nella parte antica della nostra città è una semplice passeggiata; per un diversamente abile, provvisto di altra sensibilità, i piccoli impedimenti quotidiani diventano barriere (architettoniche e psicologiche) insormontabili, che scongiurano l’autonomia di un qualsiasi essere umano impossibilitato a camminare con le proprie gambe.
Tanto per cominciare, sembra un paradosso ma non lo è. Nel Casalnuovo un diversamente abile potrebbe addirittura non entrarci. Senza l’ausilio di auto per circolare, poche sono le aree di accesso attrezzate con rampe. Nei pressi di San Benedetto, accanto all’anfiteatro di Villa Belvedere, ce n’è una. Diversamente, per godere delle bellezze della pietra e del romanico pugliese all’ombra (si fa per dire) di un sole meridiano, s pot fé soltanto ripercorrendo a zig zag i vicoli dalle parti di San Cosma o di Via Arringo. Roba da maratoneti con gambe (pardon, ruote) in salute e cervello di ferro.
Naturalmente, una volta giunti al termine della salita, in Piazza Castello, e aver usufruito, come tutti gli altri, di un po’ della brezza proveniente dal mare (sempre che questa non sia ottenebrata dal piacevole profumino della discarica – obtorto collo, le disgrazie non vengono mai da sole), tornare a casa è quantomeno impervio. Parecchie delle vie di discesa hanno i gradini anti scivolo in pietra, difficili da percorrere già per chi usa le gambe, figuriamoci per chi ha quattro ruote a disposizione.
Capitolo chianche: le pietre, che per l’appunto sono “chianche”, ovvero dovrebbero essere liti di dimensioni notevoli, sono innanzitutto sbriciolate (le uniche che resistono sono quelle che non sono state mai ritoccate dopo la loro apposizione, un motivo ci sarà?), quando non presentano addirittura diverse buche, nelle quali, puntualmente le carrozzelle si bloccano senza via di scampo.
E, come se non bastasse, di mezzo ci si mette sempre la villania. Vogliamo infatti parlare di tutte le auto che puntualmente bloccano le rampe di discesa dai marciapiedi? Non è concepibile, in un paese che fa del proprio marchio “Città d’Arte” un vanto nei confronti di altri comuni, che non ci sia questo elementare rispetto per gli altri, più sfortunati di noi.
Speriamo che, come al solito, non ci sia spazio per le frasi del tipo: “non ci sono soldi per il centro storico”. È una questione di civiltà.
Chi, non per suo volere, è seduto in carrozzella, e vuole ammirare il nostro patrimonio artistico culturale, si trova di fronte ad una situazione a cui l’amministrazione comunale potrebbe senz’altro mettere una pezza, con piccoli accorgimenti. Per una persona normodotata, quella nella parte antica della nostra città è una semplice passeggiata; per un diversamente abile, provvisto di altra sensibilità, i piccoli impedimenti quotidiani diventano barriere (architettoniche e psicologiche) insormontabili, che scongiurano l’autonomia di un qualsiasi essere umano impossibilitato a camminare con le proprie gambe.
Tanto per cominciare, sembra un paradosso ma non lo è. Nel Casalnuovo un diversamente abile potrebbe addirittura non entrarci. Senza l’ausilio di auto per circolare, poche sono le aree di accesso attrezzate con rampe. Nei pressi di San Benedetto, accanto all’anfiteatro di Villa Belvedere, ce n’è una. Diversamente, per godere delle bellezze della pietra e del romanico pugliese all’ombra (si fa per dire) di un sole meridiano, s pot fé soltanto ripercorrendo a zig zag i vicoli dalle parti di San Cosma o di Via Arringo. Roba da maratoneti con gambe (pardon, ruote) in salute e cervello di ferro.
Naturalmente, una volta giunti al termine della salita, in Piazza Castello, e aver usufruito, come tutti gli altri, di un po’ della brezza proveniente dal mare (sempre che questa non sia ottenebrata dal piacevole profumino della discarica – obtorto collo, le disgrazie non vengono mai da sole), tornare a casa è quantomeno impervio. Parecchie delle vie di discesa hanno i gradini anti scivolo in pietra, difficili da percorrere già per chi usa le gambe, figuriamoci per chi ha quattro ruote a disposizione.
Capitolo chianche: le pietre, che per l’appunto sono “chianche”, ovvero dovrebbero essere liti di dimensioni notevoli, sono innanzitutto sbriciolate (le uniche che resistono sono quelle che non sono state mai ritoccate dopo la loro apposizione, un motivo ci sarà?), quando non presentano addirittura diverse buche, nelle quali, puntualmente le carrozzelle si bloccano senza via di scampo.
E, come se non bastasse, di mezzo ci si mette sempre la villania. Vogliamo infatti parlare di tutte le auto che puntualmente bloccano le rampe di discesa dai marciapiedi? Non è concepibile, in un paese che fa del proprio marchio “Città d’Arte” un vanto nei confronti di altri comuni, che non ci sia questo elementare rispetto per gli altri, più sfortunati di noi.
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Commenti
sarà colpa della pura ignoranza forzata ?
Saluto la redazione che ha la pazienza, ma c`e` chi la sta per perdere.
Saluto la redazione che ha la pazienza, ma c`e` chi la sta per perdere.
Ieri: Conversano tra le 100 città visitabili nell'ambito della festa del Touring con aperture speciali.
La pantomima in costume non ce la siamo risparmiata, come pure il biglietto da visita del parcheggio libero residenti nell'ingresso del castello. Si contavano n.5 auto, n.1 Ape, n.1 scooter.
Proposta: fateli rimuovere craxo!
Almeno quando volete fare bella figura....
A che serve installare il monta-scale se poi il disabile non ci può nemmeno arrivare o deve fare la gimkana ?
scritto da melania gasparro, 10 ottobre 2009 alle ore 15:27:30
ma invece di parlare di puttanate, nn potete trovare un modo di risolvere il problema scritto nell'articolo?
Quale e'stata la vs risposta?
Ma chi se ne frega di te e dei tuoi problemi abbiamo altro da discutere e per fare questo una pagina vale l'altra...VERGOGNATEVI!
Sapete qual'e' la differenza tra voi ed una famiglia di portatore d'andicap?
LA DIGNITA'...cosa a voi estranea:sad:
Tanto si deve a chi prende sul serio le mie battute.
Non saranno un granché ma sono o non sono il secondo più grande comico italiano degli ultimi 150anni ? (totò e benigni mi seguono a ruota)
Riferimenti
www.torinointernational.com/spot80/nonsolospot/promo-italia-1-matrioska-con-moana-pozzi.html
lo Scrondo
Più concretamente: si ha sempre diritto alla critica per il solo fatto di pagare le tasse senza necessariamente essere tenuti a controbattere con una contro-proposta. Io non mi sono candidato a nulla, loro sì, ergo trovino le soluzioni o si facciano da parte per manifesta incompetenza.
Citazione:
Capisco quello che dici, probabilmente si sarebbe potuto evitare, o probabilmente no. L'importante è che però l'azione giudiziaria continui.
Alla domanda di Pasquale Daniele rispondo dopo pranzo, dato che si sono fatte le 13:35 e lo stomaco invoca qualcosa!
(e non del fatto che sono il più grande intellettuale conversanese degli ultimi 150 anni e che, con la scusa del nickname, sono perseguitato da orde di fessacchiotti come nemmeno Gandhi, ML King, e Girolimoni. Dovrebbero darmi il premio nobel per la pace)
bucchi.blogautore.repubblica.it/files/2009/10/08-The-Voice.jpg
Quanto ai paradossi, vi rimando all'agile introduzione di Odifreddi, un altro intellettuale che fa veramente schifo (secondo il ministro della difesa I. Jafar LaRussa)
Scusami l4c4p4gir4 se mi sono permesso.
P.S: Capagira, non c'è bisogno di fare il saccente e soprattutto il superiore, perché tale è il tuo atteggiamento! Rifuggi ogni domanda mirata e chiara! Non sei per niente serio e credibile; quando scenderai dal tuo piedistallo, ti metterai al nostro livello e colloquierai piuttosto che fare monologhi senza mai proporre un bel niente, allora forse si potrà dire che in questo spazio sta nascendo qualcosa di democratico che può servire alla causa conversanese. Allo stato attuale dei fatti, evidenzi i problemi ma rimetti le soluzioni nelle mani di altri... E le tue te le lavi!
P.S.2.: caro Sig. Pasquale Daniele, io il sig. Capagira (si chiamerà così anche nella realtà?) non lo conosco nella realtà e quello che posso carpire della sua personalità non è il fatto che sia un anarchico semi-sovversivo (come se la cosa sia positiva poi!), ma piuttosto che sia tanto buono a trovare i problemi e mai le soluzioni. E allora, cui prodest? Vive all'ombra di chi fa, di chi agisce? Bella vita. Io vorrei essere protagonista della vita democratica del mio paese, il che significa anche e soprattutto proporre... Lui invece si nasconde dietro un'identità virtuale (incontriamoci in piazza, tanto è uguale) e spara a zero su tutti!
P.S.3.: certo che si può. Del resto se si è onesti e convinti di ciò che si va a fare, ed opportunamente vigilati da cittadinanza ed enti preposti, la "stranezza" della cosa dipenderebbe solo dal privato e non dalla parte pubblica. Quest'ultima infatti deve fare gli interessi della cittadinanza, e dunque se arrivano bei soldoni per gli eventi dell'estate, tanto meglio. Basta fare le cose con trasparenza...
P.S.4.: il comunismo è anacronistico, eddai!
nn è di vostra competenza, ok!, ma se tutti facessimo poco, Conversano sarebbe molto meglio....
vogliamo parlare di quante volte sicuramente avete ostacolato con le vostre auto gli scivoli x disabili e nn solo??? e nn parlo del centro storico, ma di via Matteotti, zona Pineta, via Castellana .... e tante altre vie. iniziate da questo e cercate di aiutare gli altri.
ripeto che, chi volesse scrivere su qst sito, può candidarsi come collaboratore e scegliersi tutti i titoli che vuole.
inoltre intendo ricordare che i pezzi pubblicati online, vengono prima visionati da un capo redattore, che può decidere di stravolgere sia l'articolo che io titolo scritto dal collaboratore giornalistico.
in ultimo ricordo, che prima di dare fiato alla bocca, contante fino a venti (a mente però!)
Non me ne voglia, signor Iudice ma io continuerò a leggere i suoi interventi con lo stesso interesse con cui leggo quelli degli altri. Con un unico limite, però ...anch'io sono comunista!