Egregia redazione di Conversanoweb,
siamo i genitori di un bambino di 4 anni, un bambino bellissimo, all’apparenza sano, ma con un ritardo mentale, o, per usare il termine medico con il quale viene definita la sua patologia, con un “ritardo cognitivo medio”.
Noi genitori stiamo facendo, o almeno ci proviamo, il possibile per garantire a nostro figlio una vita normale, una vita che si avvicini a quella di un qualsiasi altro bambino della sua età. Cerchiamo in tutti i modi di dare a nostro figlio gli stimoli di cui necessità e che non è in grado di crearsi da solo.
Per questo motivo, tra le varie terapie che segue con i medici, dovrebbe anche stare a contatto il maggior tempo possibile con i bambini della sua età. Così quando è possibile lo portiamo in una ludoteca qui a Conversano.
Quale luogo migliore per stare a contatto con altri bambini? Quale luogo migliore per socializzare, per apprendere dai suoi coetanei? Ma oggi nostro figlio non può più andarci in quella ludoteca, perché nostro figlio morde… Si, morde, morde gli altri bambini, e alcuni di loro hanno paura di lui.
E i loro genitori ne hanno ancora di più, visto che c’è una mamma che ha portato il proprio figlio a medicarsi in ospedale (per la qual cosa non possiamo fare altro che dispiacerci) minacciando, però, di rivolgersi ad un avvocato, mentre chi gestisce la ludoteca, dopo quest’episodio ci ha gentilmente invitato a non portare più nostro figlio lì, perché da quando frequenta la loro struttura alcuni genitori non portano più i loro figli, e poi…”ne va del buon nome della ludoteca”.
A questo punto, abbiamo deciso di scrivere questa lettera aperta perché volevamo ringraziare pubblicamente coloro i quali sono coinvolti in questa vicenda, dagli operatori ai genitori.
Li volevamo ringraziare per la loro sensibilità e per la loro comprensione…, volevamo far loro sapere quanta pena ci fanno, quanto ci dispiace per la loro miopia nel non riuscire a vedere al di là del loro orticello, quanto ci dispiace per la loro difficoltà nel capire quanto la perdita di nostro figlio sia per loro una mancata occasione di arricchire la propria anima, di comprendere e di conoscere meglio una realtà e un mondo che forse non appartiene loro direttamente, una realtà che li circonda e che nessuno mai può escludere a priori dalla propria vita, non volendo con questo augurare niente del genere a nessuno.
L’handicap è una parte del mondo, non un mondo a parte. Ah, dimenticavamo, nostro figlio morde perché non riesce a comunicare in altri modi la sua gioia, la sua felicità nello stare con altri bambini, poiché non parla e non ha ancora sviluppato quei meccanismi che gli permettano di controllare le sue emozioni.
Nostro figlio non è un bambino violento, come alcuni genitori possono pensare, anzi è di una dolcezza immensa, e quei morsi li tira principalmente a se stesso. Più l’essere umano è debole, più va difeso e garantito nel suo diritto ad accedere – pienamente, senza alcuna condizione e senza alcuna paura – alla cura, alla terapia, alla possibilità della salute e della guarigione.
È un diritto inviolabile che tocca l’essere uomini prima di ogni status anagrafico, giuridico, civile, sociale, religioso, culturale.
Grazie mille
Lettera firmata
siamo i genitori di un bambino di 4 anni, un bambino bellissimo, all’apparenza sano, ma con un ritardo mentale, o, per usare il termine medico con il quale viene definita la sua patologia, con un “ritardo cognitivo medio”.
Noi genitori stiamo facendo, o almeno ci proviamo, il possibile per garantire a nostro figlio una vita normale, una vita che si avvicini a quella di un qualsiasi altro bambino della sua età. Cerchiamo in tutti i modi di dare a nostro figlio gli stimoli di cui necessità e che non è in grado di crearsi da solo.
Per questo motivo, tra le varie terapie che segue con i medici, dovrebbe anche stare a contatto il maggior tempo possibile con i bambini della sua età. Così quando è possibile lo portiamo in una ludoteca qui a Conversano.
Quale luogo migliore per stare a contatto con altri bambini? Quale luogo migliore per socializzare, per apprendere dai suoi coetanei? Ma oggi nostro figlio non può più andarci in quella ludoteca, perché nostro figlio morde… Si, morde, morde gli altri bambini, e alcuni di loro hanno paura di lui.
E i loro genitori ne hanno ancora di più, visto che c’è una mamma che ha portato il proprio figlio a medicarsi in ospedale (per la qual cosa non possiamo fare altro che dispiacerci) minacciando, però, di rivolgersi ad un avvocato, mentre chi gestisce la ludoteca, dopo quest’episodio ci ha gentilmente invitato a non portare più nostro figlio lì, perché da quando frequenta la loro struttura alcuni genitori non portano più i loro figli, e poi…”ne va del buon nome della ludoteca”.
A questo punto, abbiamo deciso di scrivere questa lettera aperta perché volevamo ringraziare pubblicamente coloro i quali sono coinvolti in questa vicenda, dagli operatori ai genitori.
Li volevamo ringraziare per la loro sensibilità e per la loro comprensione…, volevamo far loro sapere quanta pena ci fanno, quanto ci dispiace per la loro miopia nel non riuscire a vedere al di là del loro orticello, quanto ci dispiace per la loro difficoltà nel capire quanto la perdita di nostro figlio sia per loro una mancata occasione di arricchire la propria anima, di comprendere e di conoscere meglio una realtà e un mondo che forse non appartiene loro direttamente, una realtà che li circonda e che nessuno mai può escludere a priori dalla propria vita, non volendo con questo augurare niente del genere a nessuno.
L’handicap è una parte del mondo, non un mondo a parte. Ah, dimenticavamo, nostro figlio morde perché non riesce a comunicare in altri modi la sua gioia, la sua felicità nello stare con altri bambini, poiché non parla e non ha ancora sviluppato quei meccanismi che gli permettano di controllare le sue emozioni.
Nostro figlio non è un bambino violento, come alcuni genitori possono pensare, anzi è di una dolcezza immensa, e quei morsi li tira principalmente a se stesso. Più l’essere umano è debole, più va difeso e garantito nel suo diritto ad accedere – pienamente, senza alcuna condizione e senza alcuna paura – alla cura, alla terapia, alla possibilità della salute e della guarigione.
È un diritto inviolabile che tocca l’essere uomini prima di ogni status anagrafico, giuridico, civile, sociale, religioso, culturale.
Grazie mille
Lettera firmata
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Commenti
Qualcosa ho letto qui (in inglese, se necessario traduco)
https://www.healthforums.com/library/1,1258,article~2653,00.html
Ma penso che il vostro pediatra vi abbia già dato analoghi consigli in merito
un abbraccio