Sono tanti i dubbi che emergono dal dibattito – sviluppatosi per diverse ore durante il Consiglio comunale del 14 giugno – riguardo la vicenda di via Gobetti.
Poche e vaghe le risposte che l’Amministrazione ha saputo dare durante l’assise. Di certo, i lavori per la realizzazione dell’impianto di carburante continueranno il loro corso nonostante la presunta violazione degli accordi presi con la Giunta da parte della ditta EDILECO.
“Presunta” perché, approvando la variante del progetto (che prevede, tra l’altro, la realizzazione della rotatoria – già operativa da qualche giorno – e l’edificazione delle uscite su via Gobetti) la Giunta ha consentito indirettamente alla ditta di poter eliminare gli alberi e quindi di poter gestire come meglio si ritiene l’area che li ospitava. In particolare ci si riferisce ai tanti punti non chiari della delibera del 24 maggio – approvata dalla Giunta – che in qualche modo ha permesso ai responsabili EDILECO di interpretare a proprio piacimento alcuni punti cruciali. In questo modo cade la tesi secondo cui le responsabilità sono di carattere tecnico-gestionali, in quanto emerge chiara la responsabilità politica dell’Amministrazione.
Il consigliere SEL Bonasora, dopo aver ripercorso le tappe principali della lunga e tortuosa vicenda, si è interrogato sull’effettiva capacità di vigilanza dell’Ufficio tecnico (il cui il dirigente Nicola Giandola ha preso parte all’assemblea) rivelando che “qualcosa non quadra tra il primo e il secondo progetto” e che “ il rondò complica maledettamente il traffico”. Infine ha richiesto la sospensione dei lavori, il ripristino degli alberi e la realizzazione di un piano di collocazione dei distributori di carburante.
In un clima di tensione l’assessore Bugna ha dichiarato di non sentirsi responsabile per l’accaduto, ammettendo tuttavia che vi è stato uno “scollamento tra parte politica e parte gestionale”. Ha inoltre aggiunto che da parte dell’amministrazione “ci sarà l’impegno per risolvere la questione”.
Il nodo della questione tuttavia sembra ruotare attorno all’ormai famigerata delibera del 24 maggio; a questo proposito Gianluigi Rotunno è stato autore di un duro intervento in cui ha messo in evidenza la totale mancanza di coordinamento tra l’Ufficio tecnico, l’Ufficio ambiente e l’organo di governo cittadino. Rotunno ha denunciato la “mancanza di attenzione della giunta nell’atto di approvare quella delibera”. Inoltre nella parte finale del suo intervento, il consigliere PD ha denunciato il “grave mancato intervento della parte tecnica che ha reso incontrastabile il disegno dell’impresa che mirava a prendere in giro la nostra città”.
A questo proposito, Covito (Conversano nel cuore) ha auspicato un reciproco rispetto tra ambiente politico e gestionale. Inoltre ha dichiarato di voler “attenuare gli effetti dannosi per l’area in questione.
Ulteriori spunti di riflessione sono suggeriti dal consigliere PDL Matteo Salzo, che si interroga sui tempi –molto veloci – con cui il progetto è stato approvato. A questa domanda ha risposto l’ingegnere Giandola rivelando che “non c’è niente di strano” e cercando quindi di allontanare l’ipotesi dell’esistenza di una corsia preferenziale per il progetto dell’impianto di carburante di via Gobetti. Ipotesi che a questo punto non sarebbe azzardata.
Tuttavia, sia le richieste del consigliere Bonasora sia quelle di D’Alessandro (no accessi in via Gobetti, ripristino dell’area pubblica) si sono scontrate con un “no secco” da parte di Giandola. Lo stesso ha infine dichiarato che gli unici interventi che il Comune di Conversano può effettuare riguardano l’area pubblica che circonda il cantiere, la stessa area che la ditta EDILECO ha pensato bene di “ristrutturare” a proprio piacimento.
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