“Ben venga un ricambio…”.
Di giunta?
“Più che di giunta…potrebbe anche essere quello che dici tu…ma un ricambio di giunta inteso come apportatore dall’esterno di nuove energie.”.
La ricetta non è ancora chiara. In un valzer di parole, Matteo Salzo, ai microfoni di Conversanoweb, capogruppo del Pdl, a margine di un acceso confronto in aula consiliare, mette il dito nella piaga del rimpasto. Di giunta? Mettiamola così, di energie, “perché - precisa il consigliere - dopo due anni penso che pur restando il manico, e dunque tutto il complesso consiliare di maggioranza e opposizione, converrebbe.”.
Salzo non si sbottona più di tanto, ma esce allo scoperto. Il ruolo ‘istituzionale’ di capogruppo lo tiene un po’ a freno dalle inibizioni: “come capogruppo non è che possa dire bisogna fare così…”.
Non è in realtà l’unico auspicio, il suo. Il confronto-scontro tra Fini e Berlusconi, secondo Salzo, andrebbe esportato anche a livello locale. Si intuisce, forse ci vorrebbe un Fini e un Berlusconi anche qui.
“Cosa vuole che sia - minimizza - è un fatto fisiologico. Noi riconosciamo in Berlusconi il leader, non a caso si sente quel ritornello…per fortuna Silvio c’è. Tutti vivono di luce riflessa per la presenza di Berlusconi che è un ottimo manager e accentratore; una figura di riferimento. Dopodiché è giusto che verosimilmente Fini abbia fatto e detto ciò che ha fatto e detto. Penso alle parole di Feltri, al ruggito del coniglio. Fini è uno statista, una persona per bene, però poi s’è visto quanti sono quelli che gli vanno dietro...”.
Matteo Salzo non ci trova nulla di strano. “L’opposizione all’interno di uno stesso partito è una cosa positivissima. Il Pdl è un grande partito, una confederazione all’interno della quale Fini è l’opposizione. Dico sempre, ai posteri l’ardua sentenza. A livello regionale e provinciale ci saranno verosimilmente dei cambiamenti…immagino per i coordinamenti, il capo, il vicecoordinatore. Tutto questo scorrere fluente degli eventi non fa che bene al partito. C’è una dialettica interna, non ci sono sempre le solite persone, in questa dialettica vince chi porta i risultati.”.
Dunque, se Lovascio è l’espressione finiana della maggioranza in consiglio comunale ed è a capo dell’amministrazione, rispetto a quanto accade nei piani alti di Montecitorio, a Conversano bisogna invertire i termini, ma il risultato non sembra cambiare. Le divergenze ci sono.
“A livello locale - fa notare il capogruppo Salzo - è tutt’altro discorso. Ci sono anche le amicizie private, per cui non si può controbattere tutto a spada tratta, ci sono delle resistenze provenienti dall’educazione di ciascuno di noi e dalla conoscenza diretta dei consiglieri. Io, a livello locale, prenderei a prestito il modello nazionale che vede in contrapposizione Fini e Berlusconi. Un confronto che, a mio avviso, porta nuova linfa. Allora ben venga un ricambio di giunta inteso come apportatore dall’esterno di nuove energie, perché dopo due anni penso che pur restando il manico, e dunque tutto il complesso consiliare di maggioranza e opposizione, converrebbe che si apportasse ancora maggiore sostegno all’azione del sindaco e di tutta l’amministrazione.”.
Siamo ostinati: per i coordinamenti locali di partito è ancora presto, ma il confronto è già aperto. “Aspettiamo, aspettiamo per ora ognuno è coordinatore di se stesso e di una parte” - incalza il consigliere sogghignando quasi profetico.
Consigliere, il momento amministrativo potrebbe condizionare i lavori per il coordinamento locale del Pdl?
“Si…però aspettiamo, vediamo, sicuramente ci sarà l’amalgama.”.
Cosa intende per amalgama? Un impasto, un rimestare…
“Parlo di componenti esterni di una ricetta. Amalgama non significa caos. Si intende aggregare.”.
“Aspettiamo, aspettiamo.”.
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