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Dal calderone infuocato del consiglio comunale di ieri pomeriggio escono in sequenza: una maggioranza che fatica a ritrovarsi e una richiesta, finalmente (quasi) univoca di tutta l’opposizione, di dimissioni del sindaco Lovascio.
Sul piatto della bilancia un documento politico forte, firmato dai nove consiglieri di minoranza (manca solo Di Mise, assente per motivi personali) e la palla passa adesso alla coalizione di governo, che avrà tempo una settimana per ritrovarsi e valutare, in attesa di un consiglio comunale che sarà comunque riproposto lunedì prossimo alle ore 18:00 in prima convocazione, in maniera speculare rispetto a quanto accaduto ieri.
La seduta si apre quasi subito con le scintille fra le due parti politiche principali, il Pdl e il Pd. Dopo le comunicazioni del presidente Gentile che annuncia un nuovo consiglio per il 16 (alle ore 16), in vista della venuta a Conversano del dott. Alessandro Calasso, direttore sanitario dell’Asl, tocca a Salzo precedere furtivamente il sindaco Lovascio e chiedere “una sospensione del consiglio per riunione dei capigruppo sui temi inerenti alla discussione”. “Non vorrei che il tempo maturato finora non fosse sufficiente per limare le ultime cose”, chiosa il medico ospedaliero.
Una provocazione che il suo antagonista D’Alessandro raccoglie in pieno: “Non si aspetta un consiglio comunale – il monito del capogruppo Pd – per poi sospenderlo, senza motivo, fra l’altro. Il Pdl sia più chiaro”. La genuinità del consigliere Tuccino Lofano rende esplicito che è intenzione di parte della maggioranza “riunirci per chiedere un rinvio di un giorno, per discutere ancora”. “Avete avuto tutta l’estate – risponde Rotunno – quattro mesi di sospensione, altro che cinque minuti”. “Non è possibile andare avanti così”, gli fa eco Raffaele Piemontese.
PRONTO A DISCUTERE. A fare da bilancia alle volontà di tutti ci prova il sindaco Lovascio. “Sono pronto alla discussione in qualsiasi momento, da parte mia, però è chiaro che c’è una richiesta di una parte politica importante nella nostra coalizione, vi chiedo di prenderla in considerazione con serenità e senza pregiudizi”. La Giunta perde un altro pezzo, intanto. Dopo l’assessore Frangiamore, dimessosi a marzo, anche Roberto Faedda lascia l’incarico, questa volta per motivi ancora più personali (conciliare gli impegni lavorativi con quelli politici “diventa difficile ogni giorno di più”, come spiegheremo in un articolo a parte).
Il sindaco ringrazia l’ex assessore: “Prima di concludere il suo lavoro, ha svolto un compito egregio che gli fa onore: quello di predisporre le carte per le prime assunzioni al Comune dopo 20 anni”. Ritornando alla richiesta di sospensione, Bonasora annuncia che non parteciperà alla conferenza dei capigruppo, Lonero rincara la dose rimarcando che il dibattito “in realtà è già aperto. Perché non continuare a parlarne adesso?”.
Un assist subito colto da D’Alessandro che si lancia in una ulteriore battaglia tutta politica: “Meglio approfondire la questione qui, alla luce del sole. È evidente che il sindaco non ha la maggioranza. C’è bisogno di fare chiarezza”. Il tempo di una serie di battibecchi e si vota per la sospensione. Tutti favorevoli tranne Bonasora, coerente con la sua dichiarazione.
Alle ore 19:30 si ferma il consiglio, per almeno dieci minuti che in realtà diventano quasi tre ore: fra conferenze dei capigruppo e riunioni delle varie fazioni politiche si ritorna in aula alle 22:25. Nel mezzo, una mozione di dimissioni del primo cittadino, firmata dai nove presenti all’opposizione: il rinvio della discussione “aggrava la crisi amministrativa” e “il paese non può ulteriormente reggere il rinvio di soluzioni politiche, sociali ed economiche”, come si legge nella nota, che sarà inserita al punto 2 del prossimo consiglio.
Alla fine, con l’astensione delle stesse opposizioni, a maggioranza passa il rinvio di una settimana (ci si ritroverà lunedì 14 alle 18). Della serie, zero a zero e palla al centro: si ricomincia, con sette giorni di fiato in più.
Sul piatto della bilancia un documento politico forte, firmato dai nove consiglieri di minoranza (manca solo Di Mise, assente per motivi personali) e la palla passa adesso alla coalizione di governo, che avrà tempo una settimana per ritrovarsi e valutare, in attesa di un consiglio comunale che sarà comunque riproposto lunedì prossimo alle ore 18:00 in prima convocazione, in maniera speculare rispetto a quanto accaduto ieri.
La seduta si apre quasi subito con le scintille fra le due parti politiche principali, il Pdl e il Pd. Dopo le comunicazioni del presidente Gentile che annuncia un nuovo consiglio per il 16 (alle ore 16), in vista della venuta a Conversano del dott. Alessandro Calasso, direttore sanitario dell’Asl, tocca a Salzo precedere furtivamente il sindaco Lovascio e chiedere “una sospensione del consiglio per riunione dei capigruppo sui temi inerenti alla discussione”. “Non vorrei che il tempo maturato finora non fosse sufficiente per limare le ultime cose”, chiosa il medico ospedaliero.
Una provocazione che il suo antagonista D’Alessandro raccoglie in pieno: “Non si aspetta un consiglio comunale – il monito del capogruppo Pd – per poi sospenderlo, senza motivo, fra l’altro. Il Pdl sia più chiaro”. La genuinità del consigliere Tuccino Lofano rende esplicito che è intenzione di parte della maggioranza “riunirci per chiedere un rinvio di un giorno, per discutere ancora”. “Avete avuto tutta l’estate – risponde Rotunno – quattro mesi di sospensione, altro che cinque minuti”. “Non è possibile andare avanti così”, gli fa eco Raffaele Piemontese.
PRONTO A DISCUTERE. A fare da bilancia alle volontà di tutti ci prova il sindaco Lovascio. “Sono pronto alla discussione in qualsiasi momento, da parte mia, però è chiaro che c’è una richiesta di una parte politica importante nella nostra coalizione, vi chiedo di prenderla in considerazione con serenità e senza pregiudizi”. La Giunta perde un altro pezzo, intanto. Dopo l’assessore Frangiamore, dimessosi a marzo, anche Roberto Faedda lascia l’incarico, questa volta per motivi ancora più personali (conciliare gli impegni lavorativi con quelli politici “diventa difficile ogni giorno di più”, come spiegheremo in un articolo a parte).
Il sindaco ringrazia l’ex assessore: “Prima di concludere il suo lavoro, ha svolto un compito egregio che gli fa onore: quello di predisporre le carte per le prime assunzioni al Comune dopo 20 anni”. Ritornando alla richiesta di sospensione, Bonasora annuncia che non parteciperà alla conferenza dei capigruppo, Lonero rincara la dose rimarcando che il dibattito “in realtà è già aperto. Perché non continuare a parlarne adesso?”.
Un assist subito colto da D’Alessandro che si lancia in una ulteriore battaglia tutta politica: “Meglio approfondire la questione qui, alla luce del sole. È evidente che il sindaco non ha la maggioranza. C’è bisogno di fare chiarezza”. Il tempo di una serie di battibecchi e si vota per la sospensione. Tutti favorevoli tranne Bonasora, coerente con la sua dichiarazione.
Alle ore 19:30 si ferma il consiglio, per almeno dieci minuti che in realtà diventano quasi tre ore: fra conferenze dei capigruppo e riunioni delle varie fazioni politiche si ritorna in aula alle 22:25. Nel mezzo, una mozione di dimissioni del primo cittadino, firmata dai nove presenti all’opposizione: il rinvio della discussione “aggrava la crisi amministrativa” e “il paese non può ulteriormente reggere il rinvio di soluzioni politiche, sociali ed economiche”, come si legge nella nota, che sarà inserita al punto 2 del prossimo consiglio.
Alla fine, con l’astensione delle stesse opposizioni, a maggioranza passa il rinvio di una settimana (ci si ritroverà lunedì 14 alle 18). Della serie, zero a zero e palla al centro: si ricomincia, con sette giorni di fiato in più.
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Commenti
Lovascio si è mostrato sì coerente e perseverante, ma in consiglio è stato messo seriamente in difficoltà da Lonero quando lo stesso leader de "il centro" si è addentrato nel merito e nel metodo delle questioni.
Purtroppo le buone intenzioni non bastano, e forse ha ragione qualcuno a dire e ribadire che si amministra con i partiti e dentro i partiti.
E questo mi sembra un grosso limite di questa compagine amministrativa.
Sta di fatto che il discorso del Sindaco non era fatto di sole parole, ma anche di fatti, ed un tale attaccamento non alla poltrona, quanto al voler fare bene il proprio lavoro per Conversano io non l'avevo mai riscontrato prima. E' nei momenti difficili probabilmente che più emergono le qualità di una persona, ed in questo momento Conversano ha bisogno di tenacia per mordere e stritolare ogni ostacolo verso una crescita totale del paese. Col sindaco Lovascio si può, non so tanto con gente come Salzo ed i suoi amichetti, ma mi auguro che in futuro Lovascio venga confermato magari affiancato da sole liste civiche e nessun partito (il mio sogno personale).
Per il resto questo "grande Lovascio" io non l'ho visto, considerato che ha la maggioranza composta da 11 unità (compreso il suo voto) e che ieri si è mostrato disponibile ad elargire qualche posto in giunta. Contenti voi.
Non sarebbe meglio ammettere di averci visto molto male accecati dalla rabbia sanguigna di arrivare a quella poltrona?
Sia chiaro, il discorso è bipartisan: così come Vendola non poteva non conoscere la portata di certi personaggi, Lovascio nel suo piccolo non poteva non sapere la tendenza storicamente inerziale di certi personaggi politici locali.
Ergo, credo che continuare a prendere in giro se stessi prima ancora degli altri sia profondamente irriguardoso verso la propria persona prima ancora che nei confronti di chi si è chiamati a rappresentare. Il sindaco deve prendere atto una volta per tutte di aver costruito un'armata Brancaleone che da un lato espelleva i "poteri forti" e dall'altro dava credito a degli insormontabili fenomeni cirrotici.
Credo che può bastare, altrimenti si sfonderà quel portone a cui ormai la città intera bussa da mesi, quello con un gran bel citofono con su scritto "RIDICOLI".
Questo è un dato che alcuni dimenticano troppo spesso.Torniamo alle urne???E a quei 10000 che lo votarono come lo giustifichiamo???Che qualcuno fa i capricci???Ma fatemi la cortesia..Un'altra cosa che mi farebbe piacere e che si tornasse più spesso in piazza a diretto contatto con i cittadini....
P.S Caro Gianvito,vorrei conoscerti(sono ASSOLUTAMENTE etero,nn ti far venire strane idee in testa
Grande Giuseppe Lovascio, prova di forza e coerenza, a differenza di Salzo che ha sparato cazzate a manetta (epocale il: cambiamo gli assessori anche se stanno lavorando bene)... Salzo, i tuoi interessi valli a fare altrove, FUORI DA CONVERSANO!!! Altro bel momento la citazione del Titanic totalmente sbagliata e priva di logica: non mi sembra tanto strano che i passeggeri della nave ballassero IGNARI della vicina collisione; semmai, si potrebbe citare l'orchestra che suonava pure mentre la nave colava a picco (e non colò a picco subito, ma dopo ore ed ore, sennò sarebbero morti tutti suppongo). Ma vabbè, il discorso è comunque stato privo di senso, logica, più volte mi sono girato verso dei miei vicini di posto per saggiare le espressioni facciale, tutte un misto fra incredulità, risate e quant'altro. Un discorso completamente improvvisato da una persona che non sa parlare e non dovrebbe poter avere un posto così importante, almeno Tuccino Lofano i fatti ce li mette, anche se la forma non è delle migliori (ma apprezziamo i contenuti). Fantastico poi il compagno di merende di Salzo che chiede una pausa di riflessione: che è, stiamo in Chiesa? Sono state chieste fin troppe pause, la realtà è che Lovascio è forte ed ha dalla sua L'ONESTA'.
I malfattori vadano via dalle palle!