Segnatevi questa data: 1 agosto 2009. Si tratta di un giorno importante, che segnerà la definitiva transizione nel ciclo dei rifiuti della trentennale storia del sito di smaltimento di contrada Martucci. In quella giornata saranno finalmente avviati i nuovi impianti di biostabilizzazione del rifiuto e produzione di cdr: lo ha stabilito la conferenza di servizi che era stata convocata per lo scorso 13 luglio tra le parti interessate.
L’impianto ultimato dalla società “Progetto Ambiente Bari 5 srl” e preso in carico lo scorso 23 dicembre con una cerimonia in pompa magna a cui furono invitate tutte le autorità politiche regionali. Il collaudo dinamico delle apparecchiature sarà realizzato con i primi rifiuti che saranno trattati, che non sono quelli leccesi come chiesto dall’amministrazione, ma quelli provenienti dal nostro bacino ATO Bari 5, almeno per tre mesi.
L’amministrazione si terrà comunque vigile quale futura proprietaria delle aree sede degli impianti: considerando anche il contenzioso pendente, l’assessore Pasquale Loiacono ha auspicato l’ausilio dell’Arpa e di un comitato tecnico costituito dai rappresentanti degli enti preposti, con funzione di comonitoraggio del collaudo.
Alla luce delle ultime non idoneità alle prove di collaudo acquisite di recente, le maggiori perplessità riguardano il corretto funzionamento degli impianti di trattamento dei rifiuti, soprattutto in relazione al regolare utilizzo della discarica di servizio annessa.
Sempre in sede di conferenza di servizi, la società “Progetto Ambiente Bari 5”, autorizzata alla realizzazione degli impianti con provvedimento dell’autorità commissariale, si è impegnata a produrre ogni documentazione idonea conseguire l’agibilità delle strutture interessate, e pertanto: formale richiesta corredata dal parere dei VV.FF., parere ASL, certificazioni SPESAL, accatastamento degli immobili, e via dicendo.
L’impianto ultimato dalla società “Progetto Ambiente Bari 5 srl” e preso in carico lo scorso 23 dicembre con una cerimonia in pompa magna a cui furono invitate tutte le autorità politiche regionali. Il collaudo dinamico delle apparecchiature sarà realizzato con i primi rifiuti che saranno trattati, che non sono quelli leccesi come chiesto dall’amministrazione, ma quelli provenienti dal nostro bacino ATO Bari 5, almeno per tre mesi.
L’amministrazione si terrà comunque vigile quale futura proprietaria delle aree sede degli impianti: considerando anche il contenzioso pendente, l’assessore Pasquale Loiacono ha auspicato l’ausilio dell’Arpa e di un comitato tecnico costituito dai rappresentanti degli enti preposti, con funzione di comonitoraggio del collaudo.
Alla luce delle ultime non idoneità alle prove di collaudo acquisite di recente, le maggiori perplessità riguardano il corretto funzionamento degli impianti di trattamento dei rifiuti, soprattutto in relazione al regolare utilizzo della discarica di servizio annessa.
Sempre in sede di conferenza di servizi, la società “Progetto Ambiente Bari 5”, autorizzata alla realizzazione degli impianti con provvedimento dell’autorità commissariale, si è impegnata a produrre ogni documentazione idonea conseguire l’agibilità delle strutture interessate, e pertanto: formale richiesta corredata dal parere dei VV.FF., parere ASL, certificazioni SPESAL, accatastamento degli immobili, e via dicendo.
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Commenti
La discarica che sta per chiudersi è quella privata. Poi c'è già bella e pronta quella pubblica, cosiddetta di servizio/soccorso. Io non la sottovaluterei.
Questa è una discarica di RSU a tutti gli effetti, è grande ed è stata realizzata tecnicamente a norma. E' al serizio degli impianti annessi, ma potrebbe essere messa a disposizione di qualsiasi emergenza si verificasse in futuo in Puglia e finanche a livello nazionele (c'è il commissario che non dà conto a nessuno e poi c'è la protezione civile -Bertolaso- che ha poteri straordinari e insindacabili in caso di emergenza rifiuti, come è successo l'anno scorso con Napoli e gli speciali arrivati a Canosa e a Taranto).
E' l'unica discarica del piano rifiuti regionale realizzata, così come gli impianti attigui. Con la scusa che c'è la biostabiizzazione (grossolana, approssimativa, innefficace come le analisi del collaudo hanno dimostrato) potrebbe arrivare di tutto e da qualsiasi parte.
La messa in moto di quegli impianti -che ora viene chiesta anche dagli amministratori- non risolve il problema della discarica e neanche il problema dell'impatto ambientale.
dopo 30 anni si mette un punto e basta alla discarica infinita...
per il resto bene fa a chiedere l'amministrazione ogni ulteriore verifica sul funzionamento degli impianti...
male fanno quelli che speculano sulla necessaria presenza della discarica di soccorso...che nulla ha a che fare con quanto accaduto fin qui...
siamo partiti con il piano FITTO...che era tutto un fiorire di inceneritori piazzati in tutta la regione...
nei limiti del possibile...(visto che i contratti erano già tutti firmati)...qualcuno di questi mostri non è mai stato costruito...
oggi non possiamo ambire a raccogliere il 70% di differenziata...ma almeno ci liberiamo dell'incubo discarica...