“Se la situazione rifiuti non si sblocca e se entro l’anno la continua spirale di emergenza non termina, io mi dimetto. Sono pronto a scommettere che, con le volumetrie residue nella discarica di contrada Martucci, saremo noi ad andare in emergenza, fra qualche settimana”. L’atto politico lo compie Pasquale Loiacono, assessore alle politiche ambientali del comune di Conversano, preannunciando il proprio disimpegno dalla compagine istituzionale nel momento in cui la questione ambientale non sarà risolta con il tavolo tecnico di domani.
Una forte dichiarazione d’intenti, che cozza con la situazione attuale del sito di smaltimento dei rifiuti del bacino Ato Bari 5, il cui destino è attualmente stritolato da una serie di contraddizioni: il continuo ricorso alla discarica tradizionale “per coprire falle nella programmazione regionale, con il Piano regionale dei rifiuti che va a rilento”, i nuovi impianti di produzione di cdr non ancora partiti (per il collaudo, il prossimo 13 luglio ci sarà la conferenza di servizi fra le parti interessate), le aree che ospitano gli stessi impianti, non acquisite al patrimonio comunale (“ci sono due ricorsi al Tar e una VIA contraria ancora pendenti”, precisa lo stesso Loiacono), tanto per citare alcuni dei punti ombra ancora irrisolti.
Loiacono contesta anche i dati sulle volumetrie residue della vecchia discarica e chiosa: “L’atteggiamento adottato dal commissario delegato per l’emergenza ambientale è di estrema superficialità; le comunità interessate non sono state per niente ascoltate, e questo è grave. Non vorrei che quella dei tempi fosse una presa in giro per coprire le falle di un Pinao regionale dei rifiuti che va a rilento”. Di qui la richiesta al presidente Vendola e al suo “collega” provinciale Schittulli di emettere una ordinanza di chiusura tombale del vecchio sistema discarica, per evitare ricorsi all’emergenza ed ostacolare il nuovo ciclo dei rifiuti con gli impianti di cdr pronti e ancora fermi.
Patti chiari, amicizia lunga. “Se entro martedì (domani per chi legge, ndr) il tavolo tecnico non darà delle risposte esaurienti, evitando fraintendimenti, sono pronto anche a mettere sul tavolo le mie dimissioni da assessore all’ambiente di questo Comune”. Gli impianti di cdr, secondo l’avvocato, “sono il punto nevralgico per risolvere il problema. Fra un mese in emergenza ci saremo noi, e allora dove andremo a scaricare?”.
Una forte dichiarazione d’intenti, che cozza con la situazione attuale del sito di smaltimento dei rifiuti del bacino Ato Bari 5, il cui destino è attualmente stritolato da una serie di contraddizioni: il continuo ricorso alla discarica tradizionale “per coprire falle nella programmazione regionale, con il Piano regionale dei rifiuti che va a rilento”, i nuovi impianti di produzione di cdr non ancora partiti (per il collaudo, il prossimo 13 luglio ci sarà la conferenza di servizi fra le parti interessate), le aree che ospitano gli stessi impianti, non acquisite al patrimonio comunale (“ci sono due ricorsi al Tar e una VIA contraria ancora pendenti”, precisa lo stesso Loiacono), tanto per citare alcuni dei punti ombra ancora irrisolti.
Loiacono contesta anche i dati sulle volumetrie residue della vecchia discarica e chiosa: “L’atteggiamento adottato dal commissario delegato per l’emergenza ambientale è di estrema superficialità; le comunità interessate non sono state per niente ascoltate, e questo è grave. Non vorrei che quella dei tempi fosse una presa in giro per coprire le falle di un Pinao regionale dei rifiuti che va a rilento”. Di qui la richiesta al presidente Vendola e al suo “collega” provinciale Schittulli di emettere una ordinanza di chiusura tombale del vecchio sistema discarica, per evitare ricorsi all’emergenza ed ostacolare il nuovo ciclo dei rifiuti con gli impianti di cdr pronti e ancora fermi.
Patti chiari, amicizia lunga. “Se entro martedì (domani per chi legge, ndr) il tavolo tecnico non darà delle risposte esaurienti, evitando fraintendimenti, sono pronto anche a mettere sul tavolo le mie dimissioni da assessore all’ambiente di questo Comune”. Gli impianti di cdr, secondo l’avvocato, “sono il punto nevralgico per risolvere il problema. Fra un mese in emergenza ci saremo noi, e allora dove andremo a scaricare?”.
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Pasquale Loiacono da Questi fantasmi
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