
La triste notizia dello striscione xenofobo esposto nella vicina Casamassima ad opera di Forza Nuova ha riacceso i riflettori sulla delicata questione degli immigrati e del diritto di cittadinanza.
Il Partito Democratico di Conversano propone ufficialmente che, in occasione della Festa della Repubblica nel prossimo mese di giugno, l’Amministrazione Comunale conferisca un “attestato di cittadinanza” ai nati in territorio italiano da lavoratori immigrati.
L’attestato non ha alcuna validità giuridica, pur tuttavia costituirebbe un gesto di alto, esemplare valore simbolico ed armonizzerebbe le esigenze della integrazione sociale con il tradizionale sentimento di accoglienza e di ampia ospitalità della nostra terra di Puglia e della città di Conversano, che, non dimentichiamolo mai, ha saputo dare alla collettività nazionale figure di testimoni e martiri per la libertà, la democrazia e la difesa dei diritti di tutti.
Il PD Conversano ricorda che lo scorso mese di novembre il Presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, ha sostenuto pubblicamente la necessità di modificare la legge attuale e che la stessa Chiesa appare fermamente schierata su questo fronte come testimoniato dal Presidente emerito del Consiglio per gli Affari Giuridici della CEI, Monsignor Mogavero.
Del resto appare irragionevole che ancora oggi, a causa del cosiddetto “ius sanguinis”, sia riconosciuta la cittadinanza italiana, ad esempio, a discendenti di italiani che sono emigrati da decenni dal nostro Paese e che hanno perso ogni rapporto con la loro terra origine ed ogni interesse per essa, mentre la si nega a chi condivide luogo di nascita, lingua, percorsi scolastici, passioni ed interessi con i propri coetanei figli di genitori italiani, ma ha un diverso colore della pelle.
La futura società italiana deve compiere un passo in avanti, nella direzione delle altre nazioni più evolute, rispetto al multiculturalismo, anche con lo scopo di bloccare rigurgiti xenofobi e qualunquismi di chi, in nome di un mero tornaconto politico, fomenta fenomeni volti a seminare veleno nel sistema delle regole e dei diritti, che tuttavia non fermeranno il processo di integrazione ed inclusione sociale.
Per questo, senza alcun dubbio nella disputa tra i sostenitori dello “jus sanguinis” e quelli dello “jus soli” noi siamo decisamente schierati con questi ultimi e vogliamo pensare che anche da parte della nostra città si possa esprimere tangibilmente la vicinanza ed il sostegno alla battaglia del riconoscimento dello “jus soli”, come diverse città italiane hanno già fatto.
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