COME TI ORGANIZZO UNA FESTA, UNA SAGRA, UN EVENTO, ECC.
Per capire quello che succede in altri comuni e come “funziona” a Conversano. Prendiamo ad esempio un articolo dall’Archivio Il Tirrenno: "Pizza, trippa e ciliegie con i signori delle sagre diventano fiumi di soldi" (20 luglio 2011 — pagina 10 sezione: Toscana).
«Spesso non li vedi o perlomeno non li noti, indaffarati come sono in cucina o lanciati a passo svelto tra i tavoli da servire. Ciononostante, dietro quel rito nazionalpopolare che celebra le masse, c’è un gruppo di uomini solo al comando. Parliamo dei signori delle sagre: membri di associazioni culturali, presidenti di squadre di calcio, appartenenti a comitati di quartiere o a qualche contrada.
Sono loro le figure che organizzano, realizzano (anche materialmente) e gestiscono le centinaia di eventi enogastronomici, di feste e di rievocazioni storiche che ogni anno si svolgono in Toscana, mettendo a tavola milioni di persone e creando un vero e proprio business della ristorazione alternativa.
Secondo Confcommercio Toscana, infatti, gli incassi dei ristoranti nei periodi ad “alta densità” di sagre diminuiscono del 26,9%. Fra le feste che incassano di più, c’è sicuramente la Festa della pizza e dei prodotti tipici che ogni anno si tiene a Orentano, una frazione del Comune di Castelfranco di sotto, in provincia di Pisa. Si tratta di un’autentica maratona: dall’8 giugno al 31 luglio, con una postilla di tre giorni ad agosto (dal 2 al 4). Più di 40 giorni, dunque, in cui ogni sera arrivano 400 persone e nei weekend addirittura 500. «La festa è organizzata dal comitato carnevale dei
bambini di Orentano e dai dirigenti della locale squadra di calcio – spiega Gioiello Buonaguidi, 65 anni - Siamo un gruppetto, sette o otto matti che ogni anno decidono di portare avanti questa iniziativa, a cui poi si aggiungono circa 150 persone fra giovani, adulti e anziani che servono ai tavoli e danno una mano in cucina. E tutto in forma volontaria.
Numeri ufficiali non ce ne sono, ma moltiplicando gli avventori per il costo medio di un pasto («10 euro e 50 centesimi», sostiene Buonaguidi) e i giorni della festa, si arriva a una bella somma incassata: 180mila euro. «Sì, i soldi entrano, ma abbiamo delle spese organizzative consistenti – prosegue Buonaguidi – il tendone sotto il quale si mangia, ad esempio, è costato circa 60mila euro.
E poi c’è la materia prima: pasta per la pizza, mozzarella, birra e via dicendo». Quel che rimane (e non è poco) viene reinvestito: «Il comitato per il carnevale – racconta Buonaguidi – qualche tempo fa ha aperto un mutuo con le banche di circa 300mila euro per realizzare, proprio nella zona in cui si tiene la festa, una sorta di villaggio dello sport con campi da tennis e piscina».
Spesso, infatti, il ricavato delle feste è utilizzato per coprire le mancanze degli enti pubblici, che avendo poche risorse a disposizione sono costretti a tagliare su iniziative culturali, sportive, promozionali e sugli investimenti per le infrastrutture. Una delle sagre più antiche si svolge a Lari, tra maggio e giugno. Si tratta della Sagra della ciliegia, organizzata dall’associazione “Vivi Lari”. “Dura solo cinque giorni - spiega Laura Martelli, 32 anni, responsabile dell’evento e titolare di un pastificio - Ormai, però, siamo alla 55esima edizione e la gente ci conosce, per cui ogni anno abbiamo oltre 10mila presenze. La ristorazione è gestita da un’associazione sportiva che ci si autofinanzia per un intero anno, mentre noi guadagniamo sui dolci venduti nei banchi dell’associazione. Il giro d’affari si aggira intorno ai 20mila euro, ma tolte le spese rimane poco. L’anno scorso il guadagno fu di 8mila euro, soldi reinvestiti in una serie di iniziative che si svolgono durante l’anno».
Un altro settore particolarmente penalizzato dal cattivo stato delle casse comunali è quello sportivo. Così ad Albinia, ormai da diversi anni, i dirigenti della locale squadra di calcio hanno deciso di organizzare una Sagra della gastronomia maremmana (dal 6 al 20 agosto), i cui proventi vengono utilizzati per mandare avanti la società. «Abbiamo circa 200 tesserati fra la prima squadra e i giovanissimi – spiega Luca Caselli, 45 anni, imprenditore e presidente dell’Albinia, ereditato dal padre Carlo – Siamo la terza forza calcistica della zona e mantenere la squadra nel campionato di Eccellenza costa. Un buon presidente mette mano al proprio portafogli, ma non può farlo in eterno. Così ci finanziamo con la festa, che ci garantisce 30-40mila euro di incasso».
Sport, sociale, infrastrutture: questi i principali settori di investimento ma c’è anche chi utilizza i soldi per rinverdire la storia e le tradizioni cittadine. Un po’ come fanno a Cascine di Buti, dove da maggio a settembre la zona sportiva è appannaggio delle contrade cittadine che a turno organizzano sagre di ogni genere (dalla trippa al ranocchio), per racimolare i soldi necessari a finanziare il palio cittadino e le manifestazioni storiche. Qualcosa di simile avviene nella frazione di Massarella, nel Comune di Fucecchio dove l’omonima contrada organizza la sagra della zuppa (dall’8 al 10 e dal 14 al 17 luglio). «Abbiamo le autorizzazioni per fare duecento coperti a sera - spiega David Giuggiolini, commerciante e presidente della contrada - Ma in passato, in occasione di grandi concerti, sono arrivate anche molte più persone. Il ricavato lo usiamo per comprare le bandiere, i foulard e i costumi che indossiamo nel corteo storico e poi anche per donazioni o interventi mirati da realizzare in paese». – Gianni Parrini
Quello che succede da noi è ben altra cosa. A Conversano, infatti, gli organizzatori, chiunque essi siano, hanno contributi dal Comune, dalla Provincia, dalla Regione e dagli Sponsors. Alla fine, però non c’è guadagno, anzi, (chissà perché), ci rimettono.
Delle due, l’una. O non sono troppo bravi o sono troppo poco scemi!
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Commenti
quando i figli di questo paese non vengono trattati allo stesso modo.
noi dell'associazione CTC per esempio quest'anno non abbiamo avuto la promessa di un finanziamento, e questo non è giusto anche se la colpa puo' essere del nostro presidente che non è in linea con l'assessore sibilia, pertanto un po' troppo scemo. onde evitare altri spiacevoli inconvenienti lo faremo dimettere .
con un intermezzo di spettacolo di 3 ore
"la cultura è un aldra cousa"