Sembrava che il risultato fosse stato incassato: allargamento e azzeramento della Giunta; nomi dei papabili assessori timidamente bisbigliati dalle labbra dei più e festa alla Corte dei Ricevimenti già prenotata.
Ma i tempi di un buon dramma devono essere almeno tre: dopo aver creato ad arte le circostanze per innescare il “problema”, inizia la “peripezia” – il rocambolesco viaggio – che conduce al lieto fine. Ci sarebbe anche quello che Aristotele chiama “orrido fatto”; per ora tralasciamo.
Stando alle informazioni finora attinte, attualmente siamo nella risacca del secondo atto: tutto è fragile e precario. Armati di pazienza, bisogna essere pronti ad ogni imprevisto, come ad esempio la possibilità di realizzare che sette assessori potrebbero non bastare a nutrire tutti i commensali.
Questo è quanto emerge dall’ultima riunione – non chiedeteci a quante siamo arrivati, tra ufficiose e ufficiali; allargate o per pochi intimi. I partiti protagonisti non sarebbero riusciti a trovare un terreno condiviso, e non sui punti “qualificanti” la fine consigliatura, ma sulle teste che faranno capolino dagli scranni riservati alla Giunta. Tanto basterebbe a dare giusta misura delle trattative che fervono in questi giorni nelle stanze di Palazzo; tuttavia, volendo evitare l’accusa di qualunquismo, scendiamo nei particolari.
A mescolare le carte, ancora una volta, è il PDL: il partito guidato dal tandem Savino-Boccardi e i suoi quattro consiglieri non ci stanno a essere trattati alla pari degli altri interlocutori. “Ideatori e mandanti” dell’allargamento, vogliono guidarlo dettando tempi e misure.
Difatti è al PDL che va il merito del coinvolgimento dell’UDC; il merito d’aver fatto firmare al partito scudocrociato una cambiale con una precisa data di scadenza: le elezioni del 2013. La coerenza? Solo un danno collaterale della realpolitik che impone di immolare le proprie convinzioni e sciogliere ogni riserva. Non ci sarebbe, dunque, da scandalizzarsi se chi fino a ieri poneva l’accento su ogni stortura, il giorno dopo, decidesse di entrare nello stesso meccanismo. E dalla porta principale, qualora venga confermato che la delega assessorile alle attività produttive sarà affidata a Saverio Di Palma.
È sempre del PDL l’onore di aver riannodato il filo interrottosi con Saverio Lonero (“Il Centro”) o, secondo i “testimoni oculari”, con la sua Onlus – ma non è il caso di sottilizzare. Ancora il PDL ha sfidato i veti di Conversano nel Cuore ed ha aperto con un atto di generosità le braccia al figliol prodigo Raffaele Piemontese. Quest’ultimo – smarritosi sulla strada del PD e illuminato su quella che porta alla Puglia Prima di Tutto – un po’ come San Paolo si è subito impegnato a convertire con successo Di Mise. La folla applaude e si ripromette di svernare nella nuova sede del partito, insediatasi in un centro storico sempre più somigliante alla “City” londinese che a un “salotto buono”.
Tanta fatica per ritrovarsi con un solo assessore? Neanche a parlarne: al PDL, per assicurare il “bene della città”, per “dare forza a Lovascio”, ne servono chiaramente due. E sempre per una questione di pubblica salute, di profilassi e igiene, all’Urbanistica si sarebbe proposto un medico, il dott. Matteo Salzo. Anche se diverse fonti dicono che non ci sarebbe nessuna volontà da parte del capogruppo boccardiano di ricoprire un ruolo in Giunta.
Le altre forze che partecipano alla partita – a una danza che lo stesso Sindaco ha dichiarato non necessaria ai fini della prosecuzione dell’attività amministrativa – chiedono il giusto indennizzo. Ecco la candidatura di Franco Giannini per le fila di Futuro e Libertà e quella di Piemontese che – almeno fino a prossima analisi introspettiva – difende la roccaforte di Fitto.
L’asta continua, tutti sono seduti allo stesso tavolo con la lingua intorpidita a ripetere pubbliche giaculatorie a cui nessuno crede più, neanche chi le recita. Riescono a guardarsi bene negli occhi e possono “distinguersi”. Da domani, se le suggestioni del Leviatano di Hobbes saranno evocate – la società politica è frutto di calcolo interessato e consenso assoluto – nessuno potrà scusarsi dicendo che c’era poca luce.
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Commenti
Domanda di matematica: Se Lovascio lascia, in quanti giorni credete i pupazzi gli ridarebbero i fili in mano? 1, 2 , 3,
Ma non c'è la crisi?
Non dovremmo fare sacrifici?
Mi sà che come al solito......tocca a noi pagare!!!
MEDITA....O POPOLO BUE.......MEDITA