Una delle doti che non può mancare a un “vero” giornalista – ancor più se parliamo di un navigato direttore – è la prospettiva delle analisi che propone al proprio lettore. Ultimamente i magist(rali) veterani del mestiere si sbracciano per convincere che lo “tsunami buono”, scatenato a Conversano da Boccardi-Fitto-Savino, stia già dando i primi risultati.
Come non essere d’accordo con tale consuntivo. Sicuramente le cene a Turi in casa Boccardi – ormai sede distaccata del Circolo del PDL di Conversano – hanno agevolato il ritrovo dell’unità interna del partito del predellino. Sarà solo un trascurabile incidente il fatto che nell’ultimo Consiglio due delle quattro “vedette conversanesi” (Lorusso e Mottola) fossero irreperibili. Così com’è trascurabile l’attacco, tutto politico, sferrato da Lofano al direttore dell’Ufficio Tecnico. Possibile che il Consigliere del nuovo PSI abbia trovato tanti difetti in una normale pratica edilizia e nessuno nel PIRP? La parte tecnica che ha sovrinteso a entrambi i provvedimenti non è cambiata. Un ingegnere capo passa da “dipendete incapace”, che va costretto alle dimissioni, a tecnico espertissimo e affidabilissimo quando sul piatto arrivano interessi per 6milioni di euro e 6 persone. Tutto in meno di un giro di ruota del carro fescennino della politica nostrana.
Arrivato da Turi con furore Boccardi ha deciso di fare l’asso piglia tutto. Basta un fax per prenotare una buona cena. E così, con qualche piatto delizioso, gli anchorman della corretta informazione settimanale ci fanno notare che si sono avviate “fruttuose trattative” con l’area moderata: come meglio definire 400mila euro erogati a occhi chiusi per accontentare le anime vaganti e assicurarsi due consiglieri? O il patto federativo con la Puglia Prima di Tutto rappresentata dalla squadra Piemontese-Di Mise-Lombardi, la cui lealtà potrebbe essere premiata con l’assegnazione della presidenza del consiglio.
Ma nell’idillio c’è sempre la fastidiosa voce fuori coro: l’UDC. Imperdonabile l’atteggiamento dei due consiglieri scudocrociati: insensibili alla voce delle sirene che offre loro l’occasione di far parte di una “grande maggioranza”, continuano a denunciare in pubblica assise quello che non funziona. Non si lamentino se poi la stampa coscienziosa si sente in dovere di redarguirli condannandoli alla gogna di spilli e graffette.
Eppure, se la “grande maggioranza” porta scolpiti i nomi e gli interessi di dubbi consiglieri regionali e di sconosciuti parlamentari nazionali. Se è in grado di dimenticare, tra le altre cose, l’esistenza di numerose deroghe bloccate nelle mani di un paio d’imprenditori (che recentemente, in quel di Cozze, sono anche riusciti a trasformare una strada da pubblica a privata) e di un traliccio che padroneggia indisturbato nonostante si dica difetti del collaudo statico. Ebbene, se è questa la “grande maggioranza”, più che un’occasione persa, si dovrebbe parlare di coerenza; parola su cui un tempo si giocava la partita politica.
Prospettiva, evidentemente, vuol dire anche avere un occhio rivolto ai meccanismi del passato – e pazienza per il rischio di strabismo. Riscoprire la bontà delle “ricette della nonna” per togliere ogni macchia dal petto di cavalieri e dame. Ed ecco arrivare l’ultimatum per gli indecisi, da Futuro e Libertà ai dissidenti del PDL, non dimenticando Conversano nel Cuore. Parola d’ordine allinearsi alle veline scritte a Roma, inviate a Turi per il placet e girate per conoscenza formale a Conversano. Scontati ingredienti e dosi da seguire per chi voglia garantirsi altri cinque anni d’eredità: azzerare la giunta, investendo in un’operazione di maquillage che dia più respiro alle manovre delle tante lobbies, finora non accontentate appieno; ingoiare silenti i prossimi provvedimenti urbanistici – con buona pace del proprio mandato di consigliere – e soprattutto ufficializzare da subito il nome del prossimo candidato sindaco. Il buon padre di famiglia, il venditore a cottimo di ricettari, si sta spendendo in prima persona per finanziare il debutto in società della propria figliuola: non si contemplano imprevisti.
Aveva ragione Derrick de Kerckhove quando affermava che l’uomo ha imparato prima la contabilità e dopo l’alfabeto. Il primo esercizio mentale è quello di contare e assegnare gli spazi; individuare la giusta direzione in cui allineare le tessere-sillabe (da sinistra a destra – ottima profezia). È così – per ritornare all’inizio – che nasce la prospettiva, la “divisione dello spazio in segmenti proporzionali”, e il suo “uso più o meno criminoso”.
Buon appetito a tutti.
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