L’ultimo Consiglio Comunale, tenutosi lo scorso 30 maggio, si è aperto con la lettura della missiva inviata dal Movimento Schittulli in cui il Segretario Stefano Costantino, in seguito al riscontro di numerose imprecisioni nelle tavole della variante al PRG, ha chiesto “l’immediata sospensione degli effetti delle delibere 21 e 22 del 14 aprile 2011 per dare ai tecnici la possibilità di correggere la cartografia e ai cittadini la certezza di non aver subito danni”.
La variante al PRG
La stessa richiesta era oggetto della mozione Bonasora-Rotunno, la cui discussione è slittata al prossimo Consiglio – previsto per il 7 giugno alle ore 14.30 – in quanto non ancora esaminata dalla Seconda Commissione.
E su questo passaggio in Commissione, avvenuto il 31 maggio, gli attriti si sommano: il presidente Salzo è stato formalmente ‘ammonito’, a mezzo di comunicazione scritta, dall’Assessore Walter Scazzetta per il mancato invito – nonostante l’architetto debba essere considerato “referente principale delle tematiche oggetto di discussione” – e per la “mancata consultazione preventiva, in ordine alla preparazione dei relativi fascicoli”. La lettera si chiudeva con la richiesta di “non porre in essere la discussione” tanto sulla mozione Bonasora-Rotunno quanto sugli altri argomenti calendarizzati, invitando il Presidente “al rinvio e all’approfondimento di dette tematiche con lo scrivente”. La mozione non è stata affrontata e Salzo avrebbe liquidato il “malinteso” affermando che, trattandosi di un aggiornamento di precedenti sessioni della Commissione, non era indispensabile la presenza della parte politica.
Emergenza Sanità
Ritornando al Consiglio, dopo un minuto di silenzio chiesto dal consigliere Mottola per commemorare la dipartita di Mons. Ruppi, l’assise ha affrontato il primo punto sull’emergenza sanità. Riassumendo, dopo sei ore di dibattito – due delle quali riservate alla sospensione per concordare un’integrazione del documento da votare – l’alzata di mano ha premiato l’ordine del giorno proposto dal capogruppo Salzo: 12 voti favorevoli contro l’astensione di Bonasora, Coppola, D’Alessandro, Gentile e Rotunno.
Il punto politico di questa votazione, sancito anche dai vari interventi, sta nella rottura del meccanismo che finora ha consentito di trovare posizioni di mediazione tra i vari schieramenti: citando le parole di Coletta, il Consiglio non si eserciterà più in quella “spasmodica ricerca dell’unanimità”.
Commissione Sanità
Il primo riscontro di questa spaccatura lo si ha nella Commissione Sanità: dopo le dimissioni di Rosa D’Attoma, arrivano anche quelle del Consigliere Matteo Salzo che prescrive un’iniezione di orgoglio e nuova linfa per un “baluardo sempre attento e utile” partito bene e poi “arenatosi nelle secche del silenzio assordante”. Rotunno, rifiutata l’immagine di una Commissione addormentata, precisa che in ben due circostanze il Sindaco e l’intero Consiglio Comunale sono stati inutilmente spronati ad un’azione di forte protesta. La Commissione, insomma, ha fatto il suo dovere: “Organo pseudo- tecnico e non politico, si è mossa nella direzione del reale sostegno all’Amministrazione”. Tuttavia, se il futuro prospetta una Commissione incapace di trovare una posizione di sintesi Rotunno si dice pronto a rimettere il suo mandato senza difficoltà.
Acqua Pubblica
“Conversano Comune per il SI all’Acqua Pubblica” questo era il secondo punto di discussione. La proposta, avanzata dal Consigliere Bonasora, appariva tra le più legittime e bipartisan: impegnare Sindaco e Giunta alla promozione di ogni iniziativa finalizzata alla vittoria del “si” per i due referendum che vogliono abrogare la privatizzazione dell’acqua. Causa sposata dalla maggior parte delle Amministrazioni pugliesi, anche quelle governate dal centro-destra, ma che a Conversano non riesce a concretarsi. I Consiglieri di maggioranza e il Sindaco votano compatti a sfavore; “Conversano nel Cuore” decide per l’astensione.
Il contenzioso
Debiti fuori bilancio a parte, l’ultimo argomento esaminato ha riguardato l’interrogazione congiunta dei due consiglieri Bonasora-Rotunno sul contenzioso in corso per il manufatto insistente in via Pacinotti. Come già illustrato, il Consiglio Comunale si era espresso all’unanimità chiedendo al Sindaco e alla Giunta di ricorrere; l’Amministrazione, dopo un primo ossequio a tale volontà – con relativo affidamento del mandato al proprio legale – preferiva la transazione. L’interrogazione, allora, mirava a chiedere lumi sul repentino cambio di linea, ipotizzando la presenza di un conflitto d’interessi, essendo indirettamente coinvolto nella vicenda un Consigliere di maggioranza.
La risposta è giunta dall’Assessore agli Affari Legali, avv. Tony Alfarano. Una minuziosa relazione ha ricostruito tutti i passaggi della vicenda iniziata nel luglio 1997 con un’ordinanza di annullamento della concessione edilizia e con una successiva richiesta, sempre da parte dell’UTC, di arretrare il corpo di fabbrica poiché non era stata acquisita dal privato “una scarpata di sostegno a via Pacinotti”, area divenuta di proprietà comunale in virtù di una cessione bonaria.
In seguito al parere positivo all’impugnativa espresso dall’avvocato dell’Ente, una serie di verifiche – nonché la volontà scritta del privato di giungere ad una transazione pacifica – hanno spinto la Giunta a evitare il giudizio e perseguire la via conciliatoria che, si legge nel documento, è a buon punto.
I Consiglieri proponenti hanno ritenuto non soddisfacente la risposta ottenuta convertendo l’interrogazione in mozione.
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“Conversano Comune per il SI all’Acqua Pubblica” questo era il secondo punto di discussione. La proposta, avanzata dal Consigliere Bonasora, appariva tra le più legittime e bipartisan: impegnare Sindaco e Giunta alla promozione di ogni iniziativa finalizzata alla vittoria del “si” per i due referendum che vogliono abrogare la privatizzazione dell’acqua. Causa sposata dalla maggior parte delle Amministrazioni pugliesi, anche quelle governate dal centro-destra, ma che a Conversano non riesce a concretarsi. I Consiglieri di maggioranza e il Sindaco votano compatti a sfavore; “Conversano nel Cuore” decide per l’astensione.
Perché votano a sfavore? Dato l'imperversare ultimamente di numerosi iscritti al PdL, sarei curioso che qualcuno desse una spiegazione in merito...