Pretendiamo rispetto. E se non lo riceviamo, ce lo prendiamo. Siamo Giovani sì, ma pure Democratici. Vogliamo, quindi, rispetto per il Partito Democratico. Per noi stessi.
I recenti fatti che hanno unito politica e giustizia, dal livello nazionale a quello locale, hanno mostrato ancora una volta la difficoltà del nostro Partito a prendere coraggio nel dire che nel particolare momento storico che stiamo vivendo chi è anche solo accostato a un reato importante debba fare un passo indietro.
Il principio di non colpevolezza sancito dalla Costituzione è un punto fondamentale di dignità di qualsiasi individuo, ma in un periodo di tale scollamento tra partiti politici e cittadini è necessario che chiunque, accusato, faccia un passo indietro per dimostrare la propria estraneità ai fatti ascritti, per poi tornare a rappresentarci più forte di prima.
Per non subire ricatti politici, il Partito Democratico dev'essere in grado di fare a meno dei tanti, piccoli e grandi, conflitti di interessi di cui numerosi suoi iscritti, candidati o eletti si fanno portatori. Viviamo le elezioni a tutti i livelli come protagonisti da diversi anni e sappiamo riconoscere coloro che si candidano per portare il loro contributo di idee e proposte alla causa della pubblica amministrazione e chi, di contro, è solo un «reuccio» capace pure di portare vagonate di voti (a primarie o consultazioni politiche vere), ma privo di qualsiasi apporto positivo.
La logica secondo cui tali soggetti siano irrinunciabili per il pacchetto di voti portato in dote alla propria candidatura ci sta stritolando, lasciandoci senza idee serie per migliorare il partito e spesso senza quei soggetti stessi, pronti ad abbandonare la nave se non ottengono immediatamente quanto richiesto. È per questo che vogliamo continuare a puntare sulla formazione, sulla preparazione e sull'esaltazione delle nostre professionalità e nuove idee: solo così potremo fare a meno delle incompetenze, delle “macchine da voti” e dei collusi.
Pertanto è necessaria un'autentica “selezione all'ingresso” di candidati e rappresentanti, con interventi decisi, seri e puntuali della segreteria provinciale quando le sezioni si trasformano in “califfati”. Altrimenti dimostreremo sempre di non essere alternativi a un modello che ha portato il nostro Paese alla totale implosione.
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Commenti
Chissà che parlando di idee non si riesca finalmente a trovare un dialogo al di là dei confini di partito.
In tutta la politica conversanese il momento è propizio per fare chiarezza. Lavoriamoci.