Otto seminari divisi in tre sessioni: “le Istituzioni e la governace locale”, “le politiche di governo del territorio” e “le risorse e gli strumenti” – la lectio più impegnativa del programma, laddove si ragionerà di bilancio e federalismo. Il tutto arricchito da laboratori e convegni di approfondimento su tematiche generali.
Così si presenta la “Scuola di formazione politico-amministrativa” che apre le sue aule dal 27 marzo al 5 giugno, con incontri a cadenza settimanale.
L’iniziativa, presentata ieri pomeriggio e fortemente voluta dal Segretario dei Giovani Democratici, Alessandro Lomele, si avvale del supportato dell’Associazione Demos e della Fondazione Di Vagno; una sorta di “commissione scientifica” – che ha seguito i GD nella redazione del programma e nella scelta dei relatori – costituita dall’avv. Mastroleo, dal consigliere Rotunno, dall’amministratrice regionale dott.ssa Annamaria Candela e da Nico Berlen, Assessore e Sindaco di Mola distintosi per le sue capacità.
È lo stesso Lomele a spiegare le ragioni del progetto che. La formazione politica è necessaria per risolvere l’afasia dei partiti che faticano “a recepire le esigenze della comunità” e a sostanziarsi di idee e opinioni utili a programmare il futuro”, deviando verso altre pratiche seriori come “la rivendicazione delle sole tessere”. La formazione amministrativa, invece, sarà utile per colmare le lacune che molti di noi hanno in materia: “Molto spesso non conosciamo il complesso delle norme che regolano l’istituzione e quindi, una volta intercettate le richieste del territorio, non conosciamo le risorse da adoperare per fornire una risposta tangibile”. Ignota ai più anche la funzione degli organi politici nelle istituzioni, “la relazione tra la parte amministrativa e quella partitica”.

Mastroleo:Recuperare il ruolo dei partiti
A seguire l’intervento dell’avv. Mastroleo che ha riassunto le motivazioni che l’hanno spinto a sostenere questa iniziativa. La prima risiede nel fatto che “la proposta è venuta dal basso, e questo è stato di grande incoraggiamento per noi perché ci ha rivelato un diffuso desiderio di conoscenza e di approfondimento”. La seconda ragione parte da una personale analisi della situazione italiana messa in crisi da “una sorta di reflusso rispetto a una stagione in cui la riforma delle istituzioni era il momento centrale dell’attività dei partiti e della politica”. Un reflusso incarnato da chi ha “l’ingenuità di ritenere che i risultati della politica si possano realizzare attraverso l’accorciamento della filiera dei poteri: deve esserci un passaggio diretto tra il cittadino e chi governa, tutto quello che è in mezzo dà fastidio, intralcia”. È importante, al contrario, recuperare quella cultura del bilanciamento dei poteri, ben riassunta da Norberto Bobbio, che identificava nei partiti la cerniera tra i cittadini e le istituzioni”, intese dallo studioso e dalla stessa costituzione come strumenti centrali della democrazia.
Infine, la Scuola potrà sanare la frattura consumata nei primi anni ’90 del secolo scorso: “Eventi del tutto estranei alla politica hanno spazzato via, nella maggior parte dei casi ingiustamente, un’intera generazione di una classe politica che non ha avuto modo di trasferire sapere, conoscenze e tensioni ideali”, inverando “una rinascita con pochi DNA”. Da qui il suggerimento di aprire la Scuola a tutti, a prescindere dagli orientamenti politici.
“Oggi pullulano tante scuole di politica ma non ci sono scuole di amministrazione” – esordisce Gianluigi Rotunno. E la differenza è sostanziale: “Le scuole di politica pura non determinano l’avvicinamento ai fatti concreti e reali di un territorio. Questa scuola si pone un obiettivo nobilissimo: imparare insieme agli altri a governare la cosa pubblica”.

Secondo il consigliere, la scuola arriva in un momento topico: “I partiti, sempre più slegati dalla società civile, non stanno svolgendo la loro funzione; proprio in questo periodo di recessione è, allora, vitale investire nel futuro, nella capacità di sfornare risorse umane che, se eletti, sappiano quello che devono fare. Persone capaci di voler bene alla propria città attraverso la conoscenza”.
Treglia: “Prepariamo i giovani per il futuro”
A chiudere la presentazione, Pierpaolo Treglia Segretario provinciale dei GD: “Questa scuola cui parteciperanno ragazzi di tutto il sud-est barese, s’inserisce all’interno di un ciclo di seminari che abbiamo avviato da tempo.
“La mia esperienza – continua Treglia – mi ha portato a capire che la più grande motivazione per cui un ragazzo si avvicina alla politica è fare del bene per il proprio Comune, qualcosa di concreto che possa incidere sulla vita quotidiana dei concittadini”. Tuttavia, “questa spinta naturale deve essere accompagnata sia dando i dovuti strumenti per concretare i progetti sia dai partiti che, oltre ad essere camera di trasmissione tra cittadini e istituzioni, dovrebbero assolvere al compito di formazione, ritornando ad essere luogo di scambio di idee per formulare delle proposte migliori per la collettività”.
I GD, quindi, partono da un obiettivo preciso: “Formarsi da un lato per essere pronti alla sfida dell’amministrazione comunale e dall’altro per mettere al servizio del partito la propria conoscenza, contribuendo a migliorare la classe dirigente di domani”.
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Commenti
brutta cosa gli aforismi decontestualizzati.
Soffermandosi a scoprire l'origine culturale di Lao-Tsu, non puoi che influire positivamente sulla mia tesi dell'anonimato.
Vuoi essere suddito sapiente e silenzioso (anonimo)? O superare questi schemi omertosi basati sulla paura del parlare a volto scoperto.
E di là discende un'opinione.
Mi spiace per la monotonia del concetto, ma l'unica opinione che possa farmi di un anonimo disfattista è di vigliaccheria.
Per il semplice motivo che è la parola di chi sale in cattedra, ma non ha il coraggio di prendere atto delle proprie teorie nel confronto con la realtà.
Vi prego, quindi, di firmarvi e dimostrare di essere cittadini, non meri spettatori da televoto.
Angelo: "chi sa fa, chi non sa insegna"
www.matematicamente.it/approfondimenti/problem_solving/chi_sa_fa,_chi_non_sa_insegna_%5Blao_tsu%5D_200810184582/
#13 Anna Maria Candela 2011-03-27 23:59
Io mi permetterei di proporre solo una cosa ai tanti "soloni" che intervengono in discussioni come questa via web - e ancor più in questa discussione che riguarda una scuola di formazione politico-amministrativa - e cioè di avere il coraggio delle proprie opinioni, perchè se uno non ha neppure le p***e di firmarsi, allora quello che dice non vale niente."
Spesso si valuta più chi esprime l'opinione che l'opinione stessa, no?
E poichè chi non fa non sbaglia, e chi fa sbaglia... si trova sempre facilmente qualcosa a cui un nullafacente anonimo possa attaccarsi. Ma solo per una critica sterile.
SVEGLIA
giuro che vengo
Perchè metter limiti alla Provvidenza?
A proposito, per me "vann" del Paciaro significa che i vecchi politici "vanno" coinvolti nel progetto di "scolarizzazione".
A chi sostiene che ci hanno messo in mezzo rispondo:li abbiamo messi noi in mezzo!!
v'hann (=vi hanno) e non vann (= parte oppure vanno)
è un seminario, che inizia e finisce nell'arco di poco tempo. Non si va certo a sostituire ai partiti.
Poi è facile fare politica con gli umori della gente, ignorando come applicare le belle idee. "tanto fino alla fine una dritta si trova"
forse una classe giovane, piena di tanta inventiva, ha bisogno anche di imparare come applicarla.
Dice bene Mastroleo...
“l’ingenuità di ritenere che i risultati della politica si possano realizzare attraverso l’accorciamento della filiera dei poteri"
Capito Giovani Democratici?
Dobbiamo Mangiare Tutti se no la Politica dei vecchi tempi non funziona.
Mangiare, Spartire, Rimpastare...dialogare e rimangiare.
[mod]