Dopo aver appreso la notizia dell’autosospensione dal Partito Democratico da parte del Consigliere Pasquale Coletta, abbiamo approfondito le ragioni di tale decisione attraverso l’intervista che vi proponiamo.
Il motivo della sua scelta?
“La mia autosospensione è avvenuta in coincidenza il momento di tensione interna che il PD in conseguenza alla mancata consegna della tessera ad Antonio Renna – cosa che non ho mai condiviso. In quello stesso periodo, altri Consiglieri comunali non avevano rinnovato la tessera. Le due situazioni avevano creato un disagio che non consentiva di svolgere in maniera tranquilla la nostra attività. Poiché Antonacci si era impegnato a trovare una soluzione condivisa, mi autosospesi per facilitare questo percorso, cosicché si aprisse un tavolo di confronto tra 'pari'. Una presa di posizione puramente politica, che non ha comportato l’interruzione dell’attività di partito né di quella amministrativa. Ebbene, la risposta è stata un anno di assoluto silenzio da parte di tutti, organi provinciali e locali”.
Si è poi aggiunta la vicenda delle commissioni.
“La mancata partecipazione alle commissioni del consigliere Rotunno su indicazioni del partito è la diretta conseguenza di questo silenzio: un problema politico interno si è trasformato in un problema amministrativo. I due livelli non possono essere posti sullo stesso piano e, anche in quel caso, ho mostrato le mie perplessità sull’opportunità e sulla tempistica dei gesti, che in politica devono essere ben valutati”.
Ovvero?
“Dopo un anno di silenzio da parte degli organi provinciali, per quale motivo improvvisamente ci si ricorda del problema e lo si trasforma da politico ad amministrativo? Io ho sostenuto e sostengo l’operato del segretario Ranieri, giacché sono abituato a seguire le indicazioni di partito, tuttavia mi pare che siano state fatte delle valutazioni in un momento poco opportuno, utilizzando la ridefinizione delle commissioni successiva al rimpasto di giunta”.
E infine il comunicato stampa del coordinatore regionale Blasi.
“È un comunicato di una gravità assoluta. Nella mia breve vita politica, non ricordo di aver mai visto un atto del genere. Stiamo parlando di un coordinatore regionale che delegittima nello stesso tempo il coordinatore provinciale, il coordinatore locale e due Consiglieri Comunali del proprio partito. Aggiungo che Blasi non ha la minima competenza in merito a quest’argomento, quindi le sue parole sono da considerarsi parole in libertà”.
La vostra reazione?
“Un nutrito gruppo di tesserati ha prodotto un documento, datato 17 dicembre, che chiedeva agli organi locali, provinciali e regionali di chiarire, in tempi rapidi e non biblici, cosa s’intendeva con quel comunicato. Sono trascorsi tre mesi e non c’è stata la benché minima risposta da parte di nessuno. Sottolineo che quel documento era firmato da un delegato nazionale del PD, quindi il silenzio è stato usato come una clava nei confronti non di un misero Consigliere Comunale ma anche di organismi del partito nazionale. Questa è la gravità della vicenda cui seguiranno conseguenze altrettanto pesanti”.
Una di queste probabili conseguenze potrebbe essere la fuoriuscita dal PD?
“È una delle possibilità ma non l’unica, c’è la speranza di un chiarimento che apra nuove prospettive. E questo mi piacerebbe giacché sono uno dei fondatori del PD. La mia storia è sempre stata segnata dal concetto d’inclusione: per la crescita del progetto del PD ho messo a disposizione il mio percorso e le mie risorse senza aspirare a nessuna posizione di privilegio, a differenza di altri che hanno pensato a ricoprire cariche “direttamente proporzionali” alle percentuali di voti di cui erano depositari”.
Quale pensa sia la ragione di questo comportamento da parte del Partito?
“È verificato che ogni qual volta il gruppo dirigente degli ex DS si confronta con il territorio, in una vera competizione, viene sconfitto. Per questa ragione stanno effettuando una “purga staliniana”: eliminano dal vertice ogni corpo che loro ritengono estraneo”.
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Commenti
non voglio essere da te considerato amico sulla base delle tue convinzioni del momento, amicizia è parola seria che va ponderata.
può essere questa la motivazione dell'autosospensione?
e ti pareva che non rispuntassero i comunisti, gli ex ds, le parole "...in libertà..." di un coordinatore regionale che si interessa dell'argomento e tenta di rimediare...
sono solo divisibili per se stessi e l'unità!
Bersani se ci sei batti un colpo....ma fatti annunciare.
Con tutte le buone ragioni che ci sono per uscire dal PD...
Vedremo dall'approdo scelto qual è la ragione vera [mod]