Interrogazione su interrogazione, e mozione su mozione, si è guadagnato l’appellativo di “rompiscatole”. Il presidente del Consiglio comunale Pasquale Gentile appare come il Fini della situazione che non piace al capo del governo.
Gentile chiede lumi sul fotovoltaico, presenta continue mozioni, non avrebbe onorato l’imparzialità insita nella carica ricoperta. Per questo starebbe per ricevere il picche dalla maggioranza.
“Ma quale imparzialità" - commenta Gentile ai nostri microfoni - "sono sempre stato in linea con le mie idee. Non mi nascondo dietro alle ipocrisie. Questa per me è una ipocrisia, un tentativo di mettermi il bavaglio. Solo perché un consigliere riveste il ruolo di presidente, di fronte a temi così importanti dovrebbe essere silente, oppure fare in modo che il capogruppo parli per lui? Ma per favore, io credo che le cose vadano invece affrontate per il piglio giusto, nei modi giusti, tant’è che venerdì c’è stata una conferenza dei capigruppo, al termine della quale la maggioranza ha chiesto tempo fino al 22 febbraio, perché non è pronta ad affrontare questi argomenti. Vogliono che tutti i consiglieri prendano coscienza, si documentino, si informino. Chi è all’organo di governo in questo momento affronti i problemi!”.
Gentile torna quindi sulla vicenda del fotovoltaico: “sono mesi, forse anche un anno che se ne parla. Sul fotovoltaico stiamo perdendo troppo tempo. E poi come si è documentato Gentile, così avrebbe potuto fare qualunque consigliere che abbia a cuore questo genere di problematiche, senza aspettare che siano altri a risolvere i problemi”.
Il presidente, in quota Udc - partito che, notizia di poche ore, potrebbe aderire al CLN di “liberazione da Berlusconi” lanciato da D’Alema - definisce la mozione di sfiducia nei suoi confronti “un metodo che qualificarlo feudale sembrerebbe fin troppo dolce”: “vogliono bloccare iniziative e imbavagliarmi, ma non ci riusciranno!”.
Gentile si difende anche da chi rivendica il suo ruolo di presidente super partes, qualità che verrebbe meno. “Non ho mai fatto venir meno il ruolo di garanzia, proprio su questo li voglio sfidare. Contestatemi un solo episodio in cui la mia posizione è stata predominante nel prendere decisioni o nel favorire qualcuno e io farò le mie valutazioni. Sono abituato a leggermi le carte, a valutarle e dove c’è da fare una critica la faccio. Posso dare un suggerimento rispetto alle sciatterie e trascuratezze che si stanno registrando su alcuni temi suggerendone rimedi da adottare, a mio modestissimo avviso”.
“Il bavaglio non riusciranno a mettermelo – assicura Gentile – E poi vorrei fargli una domanda. Mi contestano il fatto che io prepari continue interrogazioni. E se le facessi presentare dal mio capogruppo quale sarebbe la differenza? Non vedrebbero il mio nome? Ma non sarebbe lo stesso?”.
“Non ci sono divergenze nell’Udc" - risponde Gentile alle nostre osservazioni - "Il dottor Coppola è un libero professionista con molteplici impegni. Si è già preso la grande responsabilità di seguire deroghe, Pirp, Pug. Si sta dedicando anima e corpo, sacrificando giorni delle sue ferie”.
“Chi vuole sfiduciarmi lo dica senza nascondersi" – conclude con tono di sfida – "che qualcuno si assuma le responsabilità e contesti a Pasquale Gentile la sua presunta imparzialità o faziosità. Altri presentano mozioni perché compaia il loro nome sui giornali o perché si crei solo un movimento di opinione. A me piace andare a fondo nelle cose.”
RANIERI SULLA MOZIONE DI SFIDUCIA: 'METODI SPICCI'
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In via del tutto preliminare si deve affermare che il Presidente del Consiglio Comunale deve essere considerato come una figura istituzionale di garanzia nello svolgimento delle attività del Consiglio.
Il Presidente del Consiglio Comunale, nella funzione di presiedere il consiglio, può essere definito come l’alter ego del Sindaco. Inoltre, in senso lato, il Presidente del Consiglio Comunale può essere ritenuto come un organo del Comune insieme alla Giunta, al Consiglio ed al Sindaco, anche se la legge non lo riconosce espressamente come tale.
In sintesi, il Presidente del Consiglio Comunale decide gli interventi dei consiglieri, ammette le interpellanze, le interrogazioni e le mozioni dei singoli consiglieri comunali, dirige la seduta ed è responsabile dell’ordine pubblico all’interno della sala consiliare. Inoltre, il Presidente del Consiglio Comunale è anche titolare di un potere di polizia anche notevole all’interno della sala consiliare (può far sgomberare la sala avvalendosi delle forze dell’ordine che siano presenti nel Consiglio Comunale).
La funzione del Presidente del Consiglio Comunale è indirizzata al corretto funzionamento dell’istituzione ed è, quindi, del tutto neutrale. Tuttavia, nel caso di cattivo esercizio della funzione il Presidente del Consiglio Comunale può essere revocato. Più in particolare, la revoca della sua nomina può dipendere soltanto dalla accertata violazione delle regole di imparzialità, correttezza e di rappresentanza istituzionale che presiedono l’esercizio del suo ufficio.
Nei Comuni di grandi dimensioni il regolamento che disciplina il funzionamento del Consiglio può istituire un ufficio di Presidenza assegnando ad esso delle risorse umane e strumentali.
In conclusione, il ruolo del Presidente del Consiglio Comunale è proprio quello di essere un primus inter pares (dal latino, un primo fra persone uguali) con specifici poteri di direzione e di coordinamento nei confronti degli altri membri del collegio.