Su proposta di Rotunno e Bonasora, il consiglio impegna 100 euro per la campagna di comunicazione contro la corruzione in Italia.
MOTTOLA: 'Rendiamo pubblico il nostro modello 740, prima e dopo il mandato'
La proposta di Rotunno e Bonasora in consiglio comunale passa all’unanimità e innesca una singolare gara di solidarietà. L’arrivo del Natale avrà favorito il clima di umana pietas; ciascun consigliere col suo ideale in tasca. Qualcosa di simile è accaduto di recente, quando Mottola propose il Canto degli Italiani in apertura di consiglio.
In sostanza, il duo Bonasora – Rotunno propone l’adesione unanime all’appello, al Presidente della Repubblica Napolitano, delle associazioni ‘Avviso Pubblico’ e ‘Libera’ contro la corruzione in Italia.
Con un impegno di 100 euro, il consiglio alla fine aderisce alla campagna di comunicazione realizzata per diffondere l’appello promosso dalle Associazioni e raccolta firme da consegnare a Napolitano.
LE PROPOSTE E IL DIBATTITO - “Bello pensare in grande ma con i soldi degli altri. Perché non impegnare il nostro gettone di presenza, piuttosto che scomodare le casse comunali?” – apre il dibattito il consigliere Cosimo Covito.
Nico Mottola lancia una provocazione: “Rendiamo pubblico il nostro stato patrimoniale, sia a inizio che a fine mandato”. L’idea di Mottola andrebbe contestualizzata nella direzione del contrasto alla corruzione. Propone in sostanza, di rendere trasparente lo stato patrimoniale dei consiglieri, redditi e modello 740, a insediamento e alla scadenza del mandato, per vedere l’effetto che fa.
Matteo Salzo, che ieri ha confermato il proprio appoggio alla maggioranza con la ‘condizionale’, si dice “idealmente vicino a Mottola, ma logicamente distante”.
“Piuttosto che dare a questa associazione, organizziamo noi delle iniziative per elevare la cultura della legalità” – propone Vincenzo D’Alessandro. Per Francesco Masi “bisogna andare nelle scuole e fare campagna informativa”.
IL FENOMENO DELLA CORRUZIONE IN ITALIA - In un documento scritto, si riportano i dati allarmanti di Transparency International, la classifica internazionale che sorprende l’Italia in costante scivolamento dal 2010: davanti al nostro paese (67° posto), sopravanzano paesi come Ruanda, Ghana, Tunisia, Lettonia e Namibia.
Il 17% dei cittadini italiani nel 2008, secondo Eurobarometro, si sono visti chiedere o offrire una tangente. Pensate che la media europea si arresta al 9%.
In Europa i paesi scandinavi sono in vetta alla graduatoria sulla trasparenza, in coda Bulgaria, Romania, Grecia e Italia.
Pesa la corruzione sui bilanci pubblici italiani: il dato stimato dal procuratore generale della Corte dei Conti nel febbraio 2010 si attesta sui 60miliardi di euro l’anno e corruttori che con le loro imprese si aggiudicano appalti grazie all’assenza di competizione e di controlli (50% in media del valore di opere, servizi e forniture pubbliche).
Leggiamo ancora nel documento: “laddove la corruzione è prassi abituale intacca alla radice il vincolo di fiducia che lega i cittadini alle istituzioni rappresentative, producendo un costo politico e un deficit di democrazia”.
Si allarga la forbice tra corruzione praticata e corruzione denunciata: da 2mila crimini e oltre 3mila persone denunciate negli anni ’90 alle sole 220 denunce alle forze di polizia del 2009. Si rafforza la sensazione di impunità per via dell’aumento di reati portati a compimento con successo.
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Commenti
22 dic 19:11 | L'incremento deciso dal ministero dello Sviluppo guidato da Paolo Romani (ex Mediaset (n.d.c.).
mi chiedo se serva solo a distrarre da altre situazioni.
il problema non è nei redditi di chi governa ma nelle politiche di trasparenza di un'amministrazione, in tutti i settori.
i resi dei favori possono arrivare (e in genere è così) anche a distanza di tempo e in forma non necessariamente diretta e pecuniaria.
meglio sarebbe che lo stato rafforzasse e modernizzasse gli organi esecutivi, polizia e magistratura
Qualcuno ricordi che il suo capo (infimo) consigliava di non pagare le tasse e sbeffeggiava insieme a Tremonti (noto per il suo studio di fiscalista per ricchi) il povero Padoa-Schioppa che sosteneva che pagare le tasse fosse bellissimo (in un mondo perfetto)
www.corriere.it/Primo_Piano/Politica/2004/02_Febbraio/17/berlusconi2.shtml
Intanto la TV di regime non ci dice che il governo del fare tra le altre cose ha alzato la pressione fiscale (3^ al mondo)
www.corriere.it/economia/10_dicembre_15/fisco-italia-alto_45f3dc34-083f-11e0-b759-00144f02aabc.shtml