Riceviamo e Pubblichiamo alcune riflessioni del dott. Nichi Amodio sulle dinamiche politiche e amministrative del nostro paese.
Egr direttore,
non potendo parlare dei massimi sistemi, anche perché non si approderebbe a nulla, credo di dover focalizzare l’attenzione sulla situazione politica locale che é il riflesso della confusa situazione nazionale dove la politica sembra sempre più aver lasciato il cittadino alle sue esclusive capacità.
Quello stesso cittadino cui chiede il consenso elettorale per giustificare il diritto al governo. Ed è in questa veste che io, primo tra pari, mi sento abbandonato e derubato del mio diritto di esprimere punti di vista, opinioni di poter partecipare ai processi decisionali, in altre parole di essere rappresentato.
Credo che il guasto della politica si possa racchiudere in un unico male: l’autosufficienza del sistema di rappresentanza e degli stessi rappresentanti. Ho usato questo termine piuttosto che autoreferenzialità, che pure esiste, perché l’autosufficienza implica la non consultazione della base dei gruppi di appartenenza e di quei gruppi organizzati e deputati alla elaborazione dei bisogni che sono i partiti.
Il modo in cui si è designati alle elezioni politiche e il modo clientelare della proposizione facilita l’autosufficienza dell’eletto che si sente autorizzato ad ignorare le indicazioni del partito in cui milita. A livello locale sempre più frequenti sono i consiglieri che da soli fanno gruppo rappresentando se stessi e le proprie ambizioni, spesso alla ricerca della soluzione dei propri problemi. È di questo che abbiamo bisogno? Faremmo gestire i nostri risparmi da persone simili o riteniamo che le sorti politiche valgano meno di quelle economiche?
È chiaro che da questo sistema bisogna prendere le distanze ed è per questo che in coerenza con quanto premesso doverosamente, e non senza dispiacere, mi vedo costretto a prendere le distanze da quello che sta avvenendo nel PD, partito in cui milito sin dalla prima ora e nel cui progetto politico ho creduto ritenendolo l’unica possibilità di rilancio per la Nazione quanto per Conversano.
Ma evidentemente, immaginandolo vincente, è stato colonizzato da chi nella politica crede come occasione per realizzazione i propri bisogni e, in barba alle indicazioni degli organismi direttivi, assume comportamenti che diventano difficilmente giustificabili.
Penso di poter riassumere in queste poche parole la vita degli ultimi due anni e mezzo della sezione locale che pur ha provato fin qui a trovare una quadratura dei rapporti personali con quelli collettivi.
Il risultato è stato quello di essere letti nella città in maniera assolutamente poco chiara, spesso contraddittoria addirittura ambigua.
Ma non si può pagare per colpe di pochi, non può il PD essere imputato di colpe che non ha e soprattutto essere zavorrati nell’azione politica, propositiva o critica che sia, dalla inedia di chi invece dovrebbe essere trainante e propulsore.
Ho sempre pensato che la politica fosse cosa ben più nobile e che nulla avesse a che fare con simili miserie umane di attaccamento alle poltrone tanto da non svolgere appieno il proprio compito. Mi chiedo quindi se mai la nostra città potrà venir fuori dai guasti che la caratterizzano da quasi tre lustri (gli stessi da cui patisce la politica nazionale!), se sarà mai possibile un ricambio del personale addetto alla politica, quale esempio saremo per le generazioni prossime e se mai riusciremo a rialzare la testa ed essere orgogliosi della nostra storia futura quanto ci inorgoglisce quella passata.
Il problema investe comunque tutta la compagine politica. Basti pensare, infatti, che se la maggioranza non produce gli atti utili ad esigere un credito certo di oltre tre milioni di euro per il ristoro ambientale, le forze di opposizione non incalzano la responsabilità di questa deficienza. Mi chiedo chi dei due non svolge il proprio ruolo? Entrambi!
Dunque nessuno può vantare il diritto di redarguire l’altro e nessuno può prendere l’iniziativa di porsi sopra le parti avendo le stesse responsabilità anche se a titolo diverso. In questa situazione credo che solo una classe politica interamente rinnovata (anagraficamente e nel modo di agire) può rappresentare la speranza di un cambiamento credibile, una nuova primavera che credo sia il migliore augurio che si possa fare a Conversano.
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Commenti
Conversano, poteva essere da meno? Ma scherzi? “Opposizione costruttiva, cioè a te hanno dato la maggioranza e quindi ti spetta il pezzo più grosso… però ci sono io minoranza e quindi di conseguenza, non ti rompo e di conseguenza mi spetta il pezzo più piccolo”. Chi resta a digiuno,cosa può fare se non inca**rsi e chiedere il rispetto delle regole? Sconcia la mia rappresentazione ? Non voglio dilungarmi, in Italia, a Conversano bisogna sturare i condotti intasati dagli interessi personali per far circolare democrazia e libertà con un nuovo risorgimento seguito da un rinascimento. In quanti siamo? E’ meglio che entrambi espatriamo, in Thailandia!
ricorsi, ricorsi, ricorsi
per la gioia degli avvocati
in quanto a lei ,avv. iudice ,credo che sembri retorico quanto afferma.
il codice etico cui lei fa riferimento è uno dei miei punti di forza in quanto,in coerenza con esso ,e i miei comportamenti,ho potuto esprimere quelle osservazioni che lei ha condiviso.
magari non so quanti dei propositori di quel codice nel loro quotidiano possono dirsi coerenti
In quanto alle sue valutazioni politiche volevo dirle che il Paese sente la sua mancanza. E si chiede ancora : perchè non si è ricandidato nel 2008? per le critiche dell'opposizione o per riconosciuta ( da parte dei cittadini )incapacità di amministrare?