ANCORA CALO DI ISCRIZIONE ALLA SCUOLA MEDIA FORLANI
Quasi inevitabile l'accorpamento orizzontale con la scuola media Carelli, come da riforma Gelmini.
In consiglio comunale si infrange un tabù. Che a Conversano esistano due scuole medie, una di ‘serie B’ (la Forlani) e l’altra di ‘serie A’ (la Carelli) è convinzione diffusa nell’opinione pubblica. Molti genitori alimentano il ceto e marcano la differenza, preferendo ancora oggi iscrivere i propri figli alla Carelli piuttosto che alla Forlani, convinti di scegliere il meglio per il loro futuro.
La Forlani è per molti la “scuola della 167” (quartiere ‘ghetto’ della città) un marchio numerico infamante che negli anni si è sostituito alla ben più prestigiosa intitolazione dell'intellettuale canonico conversanese.
E mentre la Forlani rischia di scomparire, la Carelli è talmente gettonata da rischiare il sovraffollamento (30 alunni per ogni classe, contro una media di 18 alla Forlani).
Il quartiere bollato numero 167, emarginato ai bordi della elite, potrebbe perdere l’unico punto di riferimento storico-culturale che, nonostante tutto, ancora oggi conserva la memoria degli antichi fasti. Senza contare che alla Forlani è tutto funzionante: i laboratori di astronomia e scienze naturali, le tapparelle nuove, il quadro elettrico a norma, i canestri e la rampa per i disabili, la qualità indiscutibile degli insegnanti.
Il segreto di pulcinella - tale è visto che tutti sapevano e covano in città questo segreto - è approdato ieri sera in consiglio comunale nel punto aggiuntivo all’ordine del giorno introdotto dall’assessore Pasquale Silbilia.
Il consigliere Nico Mottola racconta l'aneddoto di quando arrivò per la prima volta da Roma a Conversano. Sua figlia era iscritta al primo anno della Forlani quando già all'epoca, negli anni '80, si diceva che fosse la ‘scuola degli agricoltori’, con il futuro degli alunni più o meno predestinato. "Era una falsa convinzione - sostiene Mottola - mia figlia, in quella scuola si è trovata benissimo e si è pure laureata".
LA LETTERA DEL DIRIGENTE - Il dibattito in consiglio si apre con la nota ufficiale inviata dal dirigente scolastico della Carelli, prof. Francesco Filomena, il quale esprime “parere contrario all’unificazione delle due scuole secondarie e/o alla soppressione di una delle anzidette scuole”.
Il finale della lettera suscita sgomento. In caso di unificazione - recita la nota - “anche i genitori si troverebbero in una situazione di evidente disagio nelle relazioni interpersonali, per motivi facilmente intuibili e, dato da non sottovalutare, si creerebbero conflittualità e difficoltà ingestibili al momento dell’individuazione della sede di frequenza dei nuovi iscritti”.
Ciò che è “facilmente intuibile” per il professore non lo è in aula di consiglio: disagio rispetto a cosa? Relazioni con chi? Forse i genitori della Carelli vorrebbero evitare l'accorpamento con i ragazzi della 167? Insomma, qui si rischia un clamoroso caso di intolleranza e discriminazione per un quartiere considerato malfamato e ai margini.
Appare sconcertato Matteo Salzo (Pdl), che nella seconda parte del consiglio siederà tra i banchi dell’opposizione (prove tecniche o segnali di avvertimento?). Nel question time i consiglieri si spostano come pedine su uno scacchiere che scotta ogni consiglio che passa.
“Non si può sottacere un fatto - osserva Salzo - La lettera del dirigente della Carelli che parla di genitori a disagio nelle relazioni sociali e di conflittualità, per motivi evidenti.”
CONTRARI ALL'ACCORPAMENTO DELLE DUE SCUOLE - Per l’ala critica della maggioranza non c’è Gelmini che tenga: “Riteniamo che l’autonomia della Forlani vada salvaguardata, esprimo piena contrarietà all’accorpamento dei plessi.” Così Covito vorrebbe lanciare un segnale forte a Regione e Ministero dall’intera comunità conversanese.
Obtorto collo, Bonasora apre all’ipotesi di accorpamento orizzontale: “E’ normale che preferiamo l’autonomia della Forlani, ma se si procederà con l’applicazione delle normative è meglio l’accorpamento orizzontale, piuttosto che l’unificazione verticale.”
Il dibattito si inserisce in un vortice di tensione che scatena la reazione sdegnata del primo cittadino rispetto alle dichiarazioni di Bonasora. “Bene che il sindaco abbia partecipato all’inaugurazione dell’anno scolastico della Carelli. Avrebbe dovuto farlo anche alla Forlani”.
“Lei dice cose gravissime e lo fa di frequente – è la secca replica di Lovascio – sono stato invitato, non mi presento di spontanea volontà.”
Le soluzioni per evitare l’accorpamento sono tentativi disperati. Berardi fa appello a misure urgenti per incrementare il numero di alunni della Forlani.
D’Alessandro vorrebbe indagare meglio il fenomeno sociale: “Perché la Forlani perde annualmente iscritti? Il sindaco deve trovare le motivazioni per cui i genitori iscrivono i propri figli alla Carelli, pur abitando nei pressi della Forlani, che spero non venga accorpata e non perda di autonomia.”
Il caso Forlani è il momento per riaccende il dibattito sul Pirp (Programmi integrati di riqualificazione delle periferie). “Se in quell’area si approverà il Pirp - prosegue fiducioso il capogruppo Pd che chiede l’intervento dei servizi sociali per la zona periferica - l’incremento degli iscritti sarà automatico.”
Per il consigliere Rotunno il problema ruota comunque attorno a una “falsa convinzione che esista una scuola meglio funzionante dell’altra.” La Forlani lavora con classi a tempo pieno, la qualità del corpo docente è elevata quanto alla Carelli.
Sembra possibilista all’accorpamento orizzontale anche il consigliere Coletta (Pd): “Si sta conservando uno status quo. Il ceto e le differenze si creano quando non si permette l’ingresso di altre categorie. Noi diciamo no al ceto. Dobbiamo migliorare lo status quo.”
“Faremo di tutto per mantenere l’autonomia, ma - avverte il sindaco – se sarà inevitabile si farà l’accorpamento orizzontale.“
Di forzare il flusso di iscrizioni alla Forlani non se ne parla. “Influenzare una scelta sarebbe da regimi non democratici - osserva Lovascio - Possiamo solo creare le condizioni, intervenire nella zona dove insiste la scuola che registra questo depauperamento.”.
L’assessore Sibilia rompe l’ultimo tabù, ricordando che cinque anni fa un preside della Carelli svolgeva attività politica. E non è un piccolo particolare.
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Commenti
Questo provincialismo uccide la visione di futuro ai giovani che già adesso la frequentano, ma vogliamo fare dei passi avanti???
Il sindaco abbassi la testa una volta per tutte, non stia con la testa in aria ad ammirare il cielo, guardi i problemi che ci sono una volta per tutte e non aspetti che gli diciamo tutti in coro: TE L`AVEVAMO DETTO. Si legga IL LIBRO CUORE lei sindaco e lei dirigente scolastico Francesco Filomena.
Se si accusa la "gestione" precedente di essere stata inflazionata e determinata dalla politica, bisogna ammettere che questa odierna non sembra proprio ... "asettica".
-Non esistono controindicazioni ad un accorpamento tra le due scuole. Al contrario, i danni si verificherebbero in caso di mancato accorpamento.
-La Forlani è ormai in coma irreversibile, ma solo dal punto di vista quantitativo.
-Sono anni ormai che gli insegnanti della Forlani non hanno la possibilità di riunirsi per dipartimento, tranne che per lettere e scienze matematiche; lingue, educazione tecnica, artistica, musicale e motoria non hanno la possibilità di confrontarsi: si riuniscono da soli e gli incontri per dipartimento sono indispensabili per redigere programmazioni e progetti.
-da anni dirigenti, insegnanti e personale di segreteria sono di passaggio alla Forlani: quale dirigente e quali insegnanti di ruolo aspirerebbero a trasferirsi in una scuola a rischio contrazione.
-La Forlani è una scuola in cui a causa di quanto predetto è diventata una utopia.
-Le scuole sottodimensionate (sotto i 500 alunni) non hanno titolo per ottenere il PON e il POIN: finanziamenti europei per la riqualificazione degli ambienti e l'efficientamento energetico degli edifici scolastici. La Forlani è sottodimensionata (216 alunni).
-Il quartiere in cui trovasi la Forlani è da oltre un decennio fermo dal punto di vista della edfificabilità e da sempre è privo di infrastrutture: provate a chiedere a coloro che vi abitano! Non c'è mercato sulle abitazioni del quartiere "Arcobaleno" nè spinta economica.
-Il governo locale dice: la Forlani deve restare autonoma, operiamo insieme perchè ciò avvenga, c'è la disponibilità del dirigente dell'altra scuola. Ma il plesso Forlani, in caso di accorpamento, sarebbe più avvantaggiato dalla prtesenza di un unico dirigente che avrebbe tutto l'interesse in quel caso ad operare per potenziare il plesso Forlani.
-La Carelli esprime parere contrario all'unificazione delle due scuole perchè, cito testualmente "i genitori si troverebbero in una situazione di disagio nelle relazioni interpersonali e si creerebbero conflittualità e difficoltà ingestibili al momento dell'individuazione della sede di frequenza dei nuovi iscritti" affermazione questa ai limiti della tolleranza, ma che sostanzialmente si risolverebbe positivamente solo in caso di accorpamento.
Non mi meraviglia allora che la Forlani venga smantellata mentre la sua Carelli si espande.
Idea per il salvataggio:
si faccia ridiventare la Forlani una costola del Seminario (ne ha di bunga-bunga con le minorenni da farsi contestualizzare, Silvio)
Io mi aspetto che la politica faccia qualcosa per la 167. Smontare queste false convinzioni e restituire dignità a quelle famiglie.
youtu.be/csvFKj2WEvw