Critica la posizione del Consigliere Nico Mottola (Pdl) tanto verso la presunta “incoerenza” addebitata alla maggioranza dal Consigliere Rotunno, quanto sugli atteggiamenti di chi si è “riscoperto ambientalista” ed ha promosso la fiaccolata dello scorso 19 agosto.
«Vorrei rilevare – premette il consigliere – che chi vuole esercitare la dizione ambientalista a tutto tondo non può semplicisticamente ridurre la causa di ogni male alla sola discarica. Si dovrebbe, per esempio, ragionare sul problema sempre più serio dovuto al traffico pazzesco che genera l’inquinamento da polveri sottili e sulla battaglia quotidiana per far capire l’importanza delle isole pedonali; o sui danni dell’elettrosmog, legati a situazioni ormai irreversibili con l’uso spasmodico per esempio dei telefonini e antenne di ogni genere, l’inquinamento dei fitofarmaci e dell’amianto ecc. ecc. È quantomeno riduttivo affermare che l’ecologia di Conversano nasce e muore con la discarica, anche se chi ha seguito il caso campano sa che, scientificamente, esiste una correlazione tra discarica e malattie tumorali. Ma, a questo punto, vi domando: “Perché l’ASL non ha mai promosso un’indagine epidemiologica che documenti il corso percentuale delle patologie neoplastiche correlabili degli ultimi trent’anni?”. Su questo nessuno s’interroga?».
Venendo alla manifestazione, Mottola commenta: «Fortunatamente non si è vista una partecipazione legata solo ad un consenso organizzato; ci sono state anche tante persone che, durante il tragitto, si sono unite spontaneamente al di là dei colori e delle appartenenze. Tuttavia, se volessimo liquidare il tutto con una battuta, direi che lo scorso 19 agosto la sinistra ha protestato contro se stessa. Non può sfuggire che, negli ultimi trent’anni, ai vertici istituzionali ci sono stati loro e la materia dei rifiuti, prima di oggi delegata a Regione e Provincia, era una competenza di gestione municipale. È memoria comune e di chi sta in buona fede anche a sinistra, la perdita, in anni passati, della possibilità di realizzare una gestione municipalizzata dei rifiuti, una soluzione che – creando la società mista – avrebbe consentito di unire il profitto del privato con l’interesse e il controllo del pubblico. È memoria comune la promessa di risolvere il problema Martucci fatta in campagna elettorale, sin dal 2005, dall’attuale presidente Vendola e ciò che invece ne è seguito, concedendo l’autorizzazione della nuova discarica definita di “servizio e soccorso”. È, infine, memoria comune il nome e cognome di chi era stato insignito del compito di difendere gli interessi di Conversano in Regione».
«Poi mi domando: era davvero utile organizzare tale protesta a stagione turistica ancora in corso? Noi abbiamo avuto tre ordinanze disattese dal Governatore della Regione Vendola, perché ci si è ricordati di mobilitare le coscienze dei cittadini solo ad agosto, compromettendo la vitalità di una cittadina a vocazione turistica? E non è una questione estetica, ma il frutto della riflessione di chi si batte e impiega risorse affinché Conversano possa riconquistare una posizione d’eccellenza, nell’interesse esclusivo dei cittadini e non di chi governa oggi o domani».
«Ragionando con il senno di poi – poiché nessuno poteva prevedere lo scenario che si sarebbe delineato all’indomani della sentenza del Consiglio di Stato – è stato un errore non aver coinvolto i vertici politici nazionali. In una vicenda in cui le scelte della Regione hanno decretato e certificato il proprio fallimento sia in materia di rifiuti che in quella sanitaria, avremmo dovuto giocare d’astuzia e far scoppiare l’emergenza lo scorso anno, quando abbiamo ricevuto i rifiuti del bacino leccese. In tal modo avremmo avuto l’intervento della Protezione Civile che poteva definitivamente sistemare le cose, così come è successo a Napoli e in Campania. Ad oggi, l’unica soluzione – e di questo sono sempre più convinto – è chiudere il ciclo degli impianti complessi di Contrada Martucci con un termovalorizzatore di nuova generazione. E non si tratta di credere al consigliere Mottola, chiunque può informarsi sulla realtà bresciana, dove un termovalorizzatore fornisce, in tutta sicurezza e gratuitamente, acqua calda a 80mila famiglie. Spero si abbia la lungimiranza di procedere in tale direzione, senza lasciarsi condizionare dalle lobbies degli “ambientalisti del no” che, già in passato, hanno segnato pagine nere per il rilancio della nostra comunità; si ricordi in proposito il boicottaggio esercitato contro l’impianto per l’energia eolica o contro l’impianto per il compostaggio».
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Commenti
T'aspetto tra gli "eletti"!
Se sei in vena di cambiamenti, convertiti all'Islam finché sei in tempo.
Inshallah
c'è un'autostrada dinanzi a noi che può condurci a decenni di prosperità!
basterà turarsi il naso o girarsi dall'altra parte.
bisognerebbe quindi, vagliare la ricca opzione 4 lotto + termovalorizzaore/inceneritore + centrale nucleare + base militare (... libica magari!).
per chi non è d'accordo, proporrei un bel campeggio "eterno" nel deserto!
il territorio deve diventare, secondo i costumi dei nostri nuovi modelli internazionali, una risorsa da sfruttare ... sino al midollo!
Si chiamano INCENERITORI e provocano TUMORI.
Brescia? Please cercare in rete gli studi epidemiogici relativi ai quelle zone.
La vera alternativa è la RACCCOLTA DIFFERENZIATA PORTA A PORTA e la RIDUZIONE DEI RIFIUTI mediante azioni politiche che incentivano il RICICLO e l'abbattimento dei rifiuti (detersivi alla spina, pannolini biodegradabili, riduzione degli imballaggi, etc etc). NON E' FANTASCIENZA. Vedi Los Angeles, San Francisco, ma anche Copertino in puglia.
INCENERIRE I RIFIUTI è assolutamente NOCIVO. NULLA SI CREA NULLA SI DISTRUGGE MA TUTTO SI TRASFORMA.
Ma non le poteva suggerire all'assessore perché non si dimettesse ?
Forse aspetta un rimpasto per subentrargli e coronare la scalata politica avviata con la presidenza del comitato S. Rita.
Se i nostri rappresentanti (lui compreso) non sono in grado di farsi valere a livello provinciale (e tanto meno regionale) è chiaro che poi la gggente scenda in piazza autonomamente