«Vergogna detto con rancore nei confronti di chi tende a gestire un territorio come se fosse l’ultima tasca di una giacca da buttare, dove poter riporre qualsiasi cosa» – questo il giudizio che il capogruppo di Conversano nel Cuore, avv. Cosimo Covito, esprime in merito ai recenti sviluppi di Contrada Martucci. «Vergogna verso chi non tiene in debita considerazione questa città. Ho già avuto modo di dire che la mia non è una battaglia contro chi gestisce la discarica che, come ogni imprenditore, fa il suo lavoro cercando di massimizzare il profitto. È una battaglia contro chi deve controllare, evitando che ci siano perplessità di qualsiasi genere. Ad esempio, la stessa Arpa, dotata di tecnici avulsi da un sistema di interessi, che devono monitorare costantemente l’evoluzione della situazione».
Ma se – come si vocifera – questi controlli vengono stabiliti a tavolino, quanto potranno essere veritieri?
«Gli ultimi controlli sono stati richiesti dal Comune e non stabiliti a tavolino. È chiaro che alla domanda: “Siamo certi che la Lombardi non ne fosse a conoscenza?”, posso esprimere seri dubbi ma non certezze. L’alternativa è munirsi di un corpo di polizia ambientale e di uno staff tecnico che faccia i rilievi in maniera indipendente, tuttavia – come più volte detto – la congiuntura economica non consente investimenti in tale direzione. Non resta, dunque, che avvalersi di uffici pubblici – come appunto l’Arpa».
Veniamo all’ordinanza che impone il sopralzo.
«Ho assistito come uditore al tavolo tecnico con la Provincia, stante l’impossibilità dell’Assessore Loiacono a parteciparvi. Quello che ho ascoltato è stata l’ASL, rappresentata dal dott. Miccolis, che rilasciava un parere favorevole al sopralzo di un metro e l’Arpa che, invece, riduceva a 50 centimetri – non perché fosse il limite massimo, ma come criterio presuntivo di legalità, giacché fino a mezzo metro non è necessaria una nuova AIA (autorizzazione integrata ambientale)».
C’è chi sostituisce a quei 50 centimetri l’ipotesi di un quarto lotto.
«Di certo non sarà mezzo metro, il problema del sopralzo è che non vi è esaurimento: prima di ‘toccare il cielo’ ci sarà sempre cubatura disponibile. Per questo la vicenda va affrontata con lungimiranza e contando sulla sensibilità della gente».
Una sensibilità che al momento tarda a farsi sentire?
«La città è stanca, pensa che nulla cambierà mai. Quando un ventennio fa ci furono le barricate, tutto fu risolto con una transazione. E per di più, oggi la gente vede lavorare in discarica le stesse persone che erano in prima fila a protestare. I cittadini sono chiaramente disillusi dall’azione politica di ieri e di oggi. C’è solo da augurarsi che la classe politica futura risulti più convincente e non cada nella stessa assuefazione alle direttive dall’alto, nella sterile e pacifica rassegnazione di fronte a quello che altri decidono».
È una critica all’attuale compagine politica?
«All’attuale quanto alla passata. Non posso prendermela con la città. Devo forse prendermela con l’incapacità di partorire una buona classe politica che sappia rappresentarci degnamente nelle aule della Provincia e della Regione. Uomini validi che non curino solo il proprio orticello, ma alzino la testa e guardino in prospettiva”.
Un commento sulla scelta dell’assessore Loiacono.
«Due risposte. Una a capo chino: effettivamente può essere una forte reazione ad un giudicato unilaterale. Alzando la testa, non posso che intenderla come un’azione che non serve a nulla: nei momenti più difficili è importante non abbandonare, bensì restare al proprio posto affrontando i problemi. Questo è il messaggio che sento di lanciare all’amico Pasquale Loiacono”.
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Commenti
1) «Vergogna detto con rancore nei confronti di chi tende a gestire un territorio come se fosse l’ultima tasca di una giacca da buttare, dove poter riporre qualsiasi cosa».
Salvo poi sottolineare:
2) "...la mia non è una battaglia contro chi gestisce la discarica che, come ogni imprenditore, fa il suo lavoro cercando di massimizzare il profitto..."
E allora con chi ce l'ha?
3) "...È una battaglia contro chi deve controllare, evitando che ci siano perplessità di qualsiasi genere. Ad esempio, la stessa Arpa, dotata di tecnici avulsi da un sistema di interessi"
E' chi ha interessi e cerca di massimizzarli? La risposta, il consigliere, l'ha data al punto 2) con tanto di messa a parte civile. Quindi, l'imprenditore nel perseguire i suoi legittimi interessi può chiedere di continuare a conferire i rifiuti in discarica, sopraelevare, scavare nuove fosse, accettare rifiuti di altri bacini ecc. ecc. Alla luce di tutto ciò chiedo: ce jè che scét vennen? I chiaccr vacand? Vergogna a chi?