Si chiude in bellezza, e per una volta è proprio il caso di dirlo, la stagione di prosa 2009/2010 del Cinema teatro Norba, promossa dal Teatro Pubblico Pugliese e dall’Assessorato alla Cultura di Conversano. Ieri sera in scena Luca Argentero, in “Shakespeare, in love”. Un percorso inverso il suo, che dal cinema ha deciso, non senza preoccupazioni, di sperimentare le sue capacità nel difficile mondo del teatro (vedi fotogallery in basso). Prima dello spettacolo, come di consueto, attori, registi e musicisti hanno incontrato nel foyer del Teatro giornalisti e fan. Vi riproponiamo alcune delle domande.
Nel titolo dell’opera, dopo "Shakespeare”, c'è una virgola. Ha un significato particolare questa scelta?
A questa domanda ha risposto il regista, Nicola Scorza: “La virgola è voluta ed è significativa, per sottolineare la nostra scelta di parlare di amore in senso lato. Anzi preferirei parlare di stagioni, perché l’amore viene raccontato in parallelo con l’età. In questo senso Shakespeare è un punto d’arrivo, ma allo stesso tempo di partenza. Lo spettacolo, infatti, è piuttosto ciclico e interdisciplinare, dal momento che si canta, si recita, si danza, si suona. Sicuramente l’emozione è al centro dello spettacolo. “
Come si crea una musica che supporti, ma non sovrasti la potenza espressiva di Shakespeare?
Umberto Sangiovanni, il musicista: “ E’ un’operazione molto complessa. Partendo dalla lettura dei lunghi monologhi, ho cercato di evitare un taglio troppo classico alla musica, visto che già il testo era complesso e ho provato a lavorare con la musica elettronica. La musica, almeno, ha il vantaggio di riuscire a superare brillantemente lo scoglio della traduzione, che spesso fa perdere l’armonia del testo originale“.
Per quanto riguarda la danza...come sono state create le coreografie?
Giorgia Maddamma, coreografa e ballerina: “Anche per le coreografie non è stato semplice. Tradurre Shakespeare danzando è quasi impossibile, per questo ho cercato di interpretare il senso di ogni singolo brano e interpretare, in danza, le emozioni che ne scaturivano”.
Luca, per te è la prima volta a teatro. Cosa ne pensi di questa esperienza?
E’ vero è la prima volta che sto su un palco e devo ammettere che è stato tutto molto difficile e stancante. È stato difficile imparare a memoria i brani, interpretarli, imparare i movimenti da fare..insomma una fatica immane. Infatti con le repliche va sempre meglio, perché riesco ad entrare meglio nel personaggio, nel tema. Tutto il teatro è nel complesso molto faticoso, così come lo è viaggiare ogni giorno una volta finito lo spettacolo. Si può dire che film e teatro sono quasi due mestieri diversi”. Sempre Argentero, ci dice che poi oltre alla fatica, la “beffa”, cioè il fatto che di uno spettacolo teatrale non resti più nulla, a differenza della pellicola di un film.
Luca, questa esperienza è stata molto faticosa, ma ti ha lasciato qualcosa? Pensi che contribuirà ad ampliare la tua esperienza, magari portando qualcosa in più anche nei tuoi prossimi film?
Certamente si, per me è stata proprio una forma di approfondimento, così come ogni cosa che imparo girando un film va già a costituire una base per quello successivo. Per cui è un’esperienza che rifarei, senz’altro.
Le ultime battute dell’attore, inevitabilmente, hanno riguardato la sua esperienza al Grande Fratello e la popolarità che ne è derivata. L’attore torinese ammette di aver avuto fortuna, e di dovere moltissimo non solo al GF ma a Ferzan Ozpetek, che lo scelse per “Saturno Contro”, lanciandolo definitivamente nel mondo del cinema. Prossimamente lo rivedremo sul grande schermo insieme a sua moglie, Miriam Catania, nel film “C’è chi dice no”.
Lo spettacolo, iniziato alle
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