"Sono molto soddisfatto per la riuscita del Festival". Le parole di Gino Locaputo, organizzatore storico del Festival del Mediterraneo, mandano definitivamente agli archivi la ventitreesima edizione della manifestazione. Edizione, quella appena conclusa, che rimarrà nella storia per svariati motivi: i contenuti e l'importanza degli appuntamenti organizzati, ma anche per la durata, di soli due giorni, ed il vespaio di polemiche creatosi intorno all'evento. Ma procediamo con ordine.
"Non è stato facile organizzare il Festival rinunciando alla durata alla quale eravamo abituati, cioè una settimana - continua Locaputo - accontentandoci di due soli giorni, non è semplice organizzare matrimoni con i fichi secchi, ma mi pare che i risultati, nonostante i problemi economici, siano stati ottimi. Credo ci sia stata un'ottima rappresentazione istituzionale grazie alla presenza del sindaco di Betlemme e di Sua Eccellenza Mons. Padovano a sancire l'avvicinamento alle problematiche palestinesi. Il tutto è stato reso possibile grazie ad Amira Abu Amra, il presidente della Comunità Palestinese di Puglia e Basilicata, grazie a lei si è concretizzato il nostro sogno".
Le polemiche, invece, riguardano la parte musicale. Oltre al concerto dei Modena City Ramblers, capaci di riempire Piazza Castello, era prevista l'esibizione del gruppo Yo Yo Mundi, successivamente annullata. Sulla propria pagina di Facebook, il gruppo aveva lanciato accuse verso l'Amministrazione Comunale, rea di voler censurare la loro esibizione.
A smentire il tutto ci pensano proprio le parole di Locaputo: "La storia della censura è una bufala. Anche perché non avrebbe senso censurare Yo Yo Mundi e lasciare campo libero ai Modena City Ramblers, le cui canzoni sono intrise di idee politiche. L'esibizione è stata annullata per mancanza di fondi. E poi la cosa che più mi infastidisce è il considerare il Festival di destra o di sinistra, il nostro è solo un progetto umano che non ha colore. L'Amministrazione ha fatto quello che ha potuto"
"Non è stato facile organizzare il Festival rinunciando alla durata alla quale eravamo abituati, cioè una settimana - continua Locaputo - accontentandoci di due soli giorni, non è semplice organizzare matrimoni con i fichi secchi, ma mi pare che i risultati, nonostante i problemi economici, siano stati ottimi. Credo ci sia stata un'ottima rappresentazione istituzionale grazie alla presenza del sindaco di Betlemme e di Sua Eccellenza Mons. Padovano a sancire l'avvicinamento alle problematiche palestinesi. Il tutto è stato reso possibile grazie ad Amira Abu Amra, il presidente della Comunità Palestinese di Puglia e Basilicata, grazie a lei si è concretizzato il nostro sogno".
Le polemiche, invece, riguardano la parte musicale. Oltre al concerto dei Modena City Ramblers, capaci di riempire Piazza Castello, era prevista l'esibizione del gruppo Yo Yo Mundi, successivamente annullata. Sulla propria pagina di Facebook, il gruppo aveva lanciato accuse verso l'Amministrazione Comunale, rea di voler censurare la loro esibizione.
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