
Sabato 11 febbraio il conversanese Niko D’Accolti, ventunenne studente all’Accademia delle Belle Arti, ha portato la sua arte nel programma di Canale 5 Italian’s Got talent. Ci siamo fatti raccontare com’è andata e un po’ della sua vita.
Come sono stati i tuoi inizi da artista?
"Ho iniziato da piccolissimo a scarabocchiare ovunque, non potevo e non posso fare a meno di avere una matita in mano. Piano piano negli anni, ho incominciato a sperimentare sempre più tecniche, a miscelarle insieme cercando di inventare stili nuovi e mettendomi alla prova".
Come sei approdato al format di Canale 5 e com'è stata come esperienza?
"Ho mandato la mail quasi per gioco, in realtà non avevo ben chiaro in mente cosa avrei fatto e se ci sarei andato per davvero. Fare un'esibizione in 2 minuti non è facile, ho pensato che la mia iscrizione al programma era stata troppo avventata, ma mi piacciono le sfide. Quindi sono partito per Roma ed è stata una bellissima esperienza: conosci nuova gente, vedi volti nuovi ed è una vetrina per mettersi in mostra e magari lasciare il tuo messaggio".
Progetti e sogni per il futuro?
"Sono un sognatore, ho mille progetti, di una cosa sono certo, due sono le mie più grandi passioni, una − come penso si sia capito − è disegnare, l'altra è scrivere. Voglio svilupparle entrambe e vivere di questo".
Cosa scrivi?
"Scrivo testi, poesie, frasi e ultimamente pezzi di una storia, che è tutta nella mia testa e sta prendendo forma. Tutto questo in modo molto disordinato ma magari un giorno ogni frase andrà al suo posto, ne uscirà qualcosa di concreto".
L'arte oggi viene messa un po’ in secondo piano, tu cosa pensi e secondo te come e quando cambieranno le cose?
"È vero molto spesso fra la frenesia non si pensa all'arte. Tuttavia, ai più scettici, ai più chiusi mentalmente, chiedo, perché ascoltate una canzone? Perché vi soffermate d'avanti a un quadro o a uno scatto fotografico? L'arte è tutta intorno a noi, l'arte è ciò in cui ci si può rifugiare e non sarà mai messa da parte, noi uomini abbiamo la necessità di "evadere" di sentirci per un istante a nostro agio in mezzo alla confusione. Quindi, tornando alla domanda, l'arte non sarà mai veramente in secondo piano; magari cambia forma e aspetto ma sarà comunque costante la sua presenza".
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