
La bambina Marianna affida al gelso bianco un terribile segreto, che poi verrà scritto in un diario, che alla fine diverrà il romanzo stesso. Marianna poi cresce, diventa donna, e la storia della sua famiglia è anche la storia dell’Italia intera, da nord a sud, durante tutto il corso del secolo Novecento. Vengono raccontate le due guerre mondiali, l’emigrazione, l’agricoltura, l’industria e le donne. Sullo sfondo la provincia barese, la grande America e la città di Torino.
Marianna non è come le altre ragazze, infatti i fratelli Antonella e Franco Caprio, gli autori del libro, la raccontano come una bambina/donna forte, nonostante la sua malattia, che conosce la sensibilità, unita alla caparbietà di scegliersi il proprio mestiere, che sarà lontano dai campi agricoli.
Il segreto del gelso bianco è il romanzo presentato giovedì 29 dicembre nella sala convegni del Castello Aragonese di Conversano. Una serata organizzata da Lector in Fabula, a cui hanno partecipato anche Annalisa Legato (testi recitanti) e Chiara Liuzzi (sottofondo musicale).
Un romanzo, dunque, pieno di riflessioni: l’evoluzione del mondo contadino; le grandi scoperte dagli anni venti ai trenta; l’emigrazione in America; lo scambio generazionale negli anni cinquanta e gli investimenti di capitale americano in Italia.
Una struttura dinamica accompagna tutto il racconto , che inizia negli anni quaranta, poi torna agli anni di fine ottocento e poi salta all’anno 1945 fino ai giorni nostri. Ma dinamico è anche il linguaggio stesso: romantico e ricco di aggettivi nella parte iniziale, fino ad arrivare al modo odierno di comunicare. (Infatti, per fare un piccolo esempio, cambiano anche gli articoli, da “lu ” a “u” a “il”).
Viene affrontato il tema dell’emigrazione degli italiani in America, che, prima di essere accettati, subivano pesanti controlli: non si poteva ridere troppo, altrimenti potevano sembrare infermi; non si poteva avere il muso altrimenti potevano sembrare affetti dalla malattia dell’umore e le donne sole erano tacciate di essere prostitute.
Fondamentale è il ruolo della donna. Donna è Marianna la protagonista. Donna è la voce narrante, Martina, la figlia di Marianna. E centrale è anche l’evoluzione del mondo femminile: prima obbediente e subordinato al cospetto dei mariti, che, anche da lontano, dettavano legge, poi indipendente e rivoluzionario con l’avvento della televisione e della moda, che ben presto, in quegli anni, diventerà il lavoro preferito dalle donne, che abbandoneranno i campi di grano, per conquistare la loro indipendenza.
Infine, la figura del gelso è molteplice: è, esso stesso, componente famigliare, custode dei segreti della protagonista, luogo di storie e ombra ristoratrice nelle caldi estati, che alla fine verrà abbattuto.
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