“Closed”, un riadattamento teatrale dell’opera “A Porte Chiuse” (Huis clos) di Jean –Paul Sartre del 1944, la nuova prodezza artistica del Centro Studi Musical, ubicato in via Soldato di Leo, 23 a Conversano.
La scuola nasce il 1 ottobre 2006 dall’unione intellettuale, professionale e creativa di due indiscussi talenti del panorama teatrale e musicale autoctono : Paolo Pace, diplomato in Flauto traverso al Conservatorio N.Piccinni di Bari, specializzato in canto jazz con i docenti del Mas (Music Art and Show) e Mirella Dalessandro, diplomata presso la stessa accademia di formazione dello spettacolo fondata nel 2004 a Milano.
Nati con l’obiettivo di formare in maniera pluridisciplinare e con programmi specifici, sulla base delle attitudini mostrate, i loro allievi, hanno improntato l’edificazione artistica del centro su spettacoli prettamente musicali, teatrali, di teatro danza e veri e propri musicals, attivando corsi di canto, danza, recitazione, doppiaggio e teatro –danza.
“Closed” , che è stato messo in scena venerdì 22 aprile presso il Cinema Teatro Norba, è uno spettacolo pilota che esula dal percorso didattico della scuola, nell’intento di creare una vera e propria compagnia, la Careda Company.
L’ambientazione del riadattamento dell’opera è uno pseudo inferno concettuale nel quale i protagonisti , Garcin, Estelle e Ines, sono costretti a convivere, riproponendo l’unità di tempo, luogo e azione che caratterizzava l’opera madre, fonte della ben più celebre e conosciuta frase di Sartre “L’inferno sono gli altri”.
Vi è’, infatti, una disposizione logistica mirata a creare un gioco delle parti, in cui si è costretti, volente e nolente, per la disposizione angusta degli spazi e per la profondità emotiva della location, a confessare le ragioni per le quali si è costretti a quell’inferno.
Quale intento interpretativo ha motivato la scelta di un tema così particolare, ricercato, insolito?
“La scelta del tema – risponde Dalessandro – è legata al fatto che Sartre non è molto spesso realizzato, proprio perché complesso. L’ambientazione è volutamente e strategicamente scarna. Riproduce una ipotetica camera d’albergo. L’intento è quello di sperimentare uno scambio di linguaggi tra teatro, teatro-danza, danza contemporanea e danza urbana, il cosiddetto Hip-Hop”.
Che riscontro ti auguri di avere, sul pubblico, in qualità di organizzatrice e coautrice dello spettacolo?
“L’impatto che si suppone lo spettatore possa avere è di essere calato per poco più di 1 ora in questo inferno in cui, per empatia, ci si dovrebbe impersonare ed immedesimare in uno dei personaggi. Daniele Colacicco, nel ruolo di Garcin, affianca due nostre allieve consolidate, Stefania Matarrese, nel ruolo di Estelle ed Anna Iacovazzo, nel ruolo di Ines e va a formare con me, Leandro Annese, Giorgio Azzone, Palmiriana Sibilia, Grazia Lovergine, Monica Aranzi, Francesca Laterza e Antonella Ventura il cast vero e proprio della compagnia”.
Quali le difficoltà nella cura della regia e della musiche?
“La regia non è stata facile – ammette Paolo Pace. Complicata perché ci si è trovati davanti ad un autore che nella scrittura-stesura ha lavorato molto psicologicamente, quindi gli attori si sono ritrovati a mettere anima e corpo, entrando totalmente nella psiche del personaggio ed è stato bellissimo notare che, una volta entrati, gli è risultato veramente difficile uscirne. Non è stato facile rendere lo spettacolo scorrevole perché gli unici oggetti di scena sono tre sedie e le difficoltà riportate dal testo sono davvero tante. Per la musica, invece, ho partorito il pezzo per 3-4 mesi, poi, di getto, ho iniziato a scrivere ed è venuto fuori un insieme di armonie jazz confinanti alla musica classica. L’idea di fondo delle sonorità dello spettacolo sono udibili nel pianoforte e nella presenza degli archi, nella fattispecie nel violoncello”.
A ciò si va ad accorpare uno stage di recitazione e scrittura creativa, in programma per fine mese e per una durata totale di 20 ore, con Marina Tagliaferri, attrice rinomata anche e non solo per la sua presenza nella fiction “Un posto al Sole” e con la collaborazione di Simona Ruffino, autrice di testi, con rilascio di attestato di partecipazione ed aperto a cantanti ed attori, che integra questa scelta formativa conscia e pregevole, il cui iter offre, indubbiamente, la possibilità di spaziare nell’interdisciplinarietà delle aree menzionate con serietà e meritocrazia.
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