È più giusto celebrare l'Unità o l'Unificazione dell'Italia? A questa domanda, e a tante altre, ha cercato di dare una risposta l'On. Luciano Violante durante il dibattito, tenutosi presso la Sala Forum Archivio-Biblioteca Diocesana “Domenico Morea”, dal titolo “Riflessioni sullo Stato italiano a 150 anni dalla sua nascita”.
“A mio parere è più giusto celebrare l'Unificazione d'Italia – risponde l' On. Violante al moderatore della serata, il Prof. Vito Giannuzzi – in questi anni, infatti, non c’è mai stato un sentimento comune che abbia tenuto il Paese unito, siamo stati uniti solo in eventi tragici, nell'ordinario, invece, facciamo ancora un pò di fatica ad essere compatti”.
Successivamente si è cominciato a discutere sulla cosiddetta “Questione Meridionale”, in particolare, viene chiesto all' On. Violante il ruolo del Sud nel processo di Unificazione dello Stato italiano: “Il Meridione, nell'Unificazione dell'Italia, fu più aggregato che aggregante – replica Violante – la spinta unificatrice partì dal Nord, che doveva liberarsi dal controllo delle forze straniere e, in un certo senso, assorbì il Sud, che era sotto il dominio borbonico, e che doveva far fronte ad una grave crisi sociale in quel periodo”.
Alla domanda se il Sud, in questi anni, sia stato un problema per il Nord, il Presidente spiega che “in questi 150 anni, il Sud è stata una risorsa fondamentale per il Settentrione, in quanto, mentre il Nord presentava, e presenta tutt'ora, vari sbocchi lavorativi, il Sud, invece, ha sempre fornito le ‘materie prime’. Nel coso degli anni la situazione non è mai mutata, in quanto noi del Sud, abbiamo dovuto subire l'esodo delle nostre giovani menti, che hanno notevolmente favorito il Nord”. Ed a proposito del federalismo, Violante non ha dubbi: “Se ci sarà deve essere sinonimo di autonomia e stabilità, e non di divisione”.
“Il Meridione ha rivestito, secondo molti, un ruolo secondario nell'Unificazione del Regno d'Italia – spiega il Sindaco Lovascio nel suo intervento – questo perché al Sud non c'è mai stata una vera classe politica che si sia saputa imporre a livello nazionale. L'obbiettivo di questi dibattiti è creare i politici di domani, affinché siano in grado di difendere la nostra Terra”.
“A questo proposito – chiosa Lovascio – è necessario creare un senso del cittadino all'interno dei più giovani e insegnarli così i vari valori della patria, che deve essere per tutti non un mito, ma un solido punto di riferimento”
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