Non dimenticare la Shoah e far si che tutti i giorni siano giorni dedicati alla memoria di questo tragico evento.
È questo il messaggio che è emerso dall’incontro organizzato da Regione Puglia, Associazione al Mediterraneo e associazione Presidi del libro, nell’ambito della terza edizione del Mese della Memoria svoltosi che si è svolto, lunedì 7 febbraio presso la sala Consiliare del Comune, e ha visto protagonista uno dei pochi sopravvissuti alla strage degli anni '30, Gilberto Salmoni, che ha raccontato la sua triste storia.
Salmoni, nato a Genova nel 1928, fu arrestato il 17 aprile 1944 dalla milizia della repubblica di Salò mentre si trovava alla frontiera svizzera. Sopravvisse ai campi di concentramento di Fossoli e di Buchenwald, dove fu liberato nel 1945, grazie all'esercito americano.
Intervistato dagli studenti dei licei di Conversano, Salmoni oltre a narrare la propria storia, ha esposto le sue opinioni su temi di più stretta attualità.
“Il ritorno a casa dopo la prigionia fu molto triste – racconta – infatti tornai in una casa ormai vuota, perché tutti i miei familiari, a parte mio fratello, avevano perso la vita nella deportazione”. “I primi tempi per me furono difficili – continua Salmoni – non mi andava di parlare con nessuno di quanto era accaduto, non mi sentivo ancora pronto. Solo in seguito capii l'importanza di informare gli altri su quello che mi era successo, affinché questi non dimenticassero questo tragico evento”.
Fra gli altri temi affrontati, c’è anche il ruolo che ebbe l'Italia in questo episodio: “Non ricoprì certamente un ruolo antirazzista in questi tragici eventi – ci dice Salmoni – infatti, insieme a Ungheria e Romania, fu alleata del nazismo tedesco”. Per questo Salmoni si sente in un certo senso anche “tradito dalla patria e costretto a dieci anni a non andare a scuola, e a vedere mio padre senza un lavoro”.
“È importante ricordare – continua Salmoni – che non furono solo gli Ebrei le vittime di questo massacro, infatti nella strage furono uccisi anche molti omosessuali, zingari, testimoni di Geova , ecc., i quali contribuirono ad accrescere l'incredibile numero di vittime stimato”.
In seguito viene chiesto a Salmoni se secondo lui l'Italia si sta muovendo nella giusta direzione, affinché questa strage non venga dimenticata. “In Italia la cosa positiva è certamente la nascita di associazioni che riuniscono ex-deportati e che contribuiscono, grazie ai loro racconti, a formare i ragazzi come cittadini. La documentazione in Italia c'è – sostiene Salmoni – e c'è anche la speranza che, grazie all’enorme flusso comunicativo dei nostri giorni, in futuro stragi del genere non si ripetano”.
Al dibattito è intervenuto anche l'Assessore alle Politiche Culturali Pasquale Sibilia, che ha voluto evidenziare come “bisogna parlare e dibattere sulla strage nazista, affinché quello che è successo non si dimentichi e per far si che episodi del genere non si ripetano mai più in futuro”.
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Commenti
Sempre!
La tendenza a dimenticare potrebbe consentire il ripetersi di periodi tragici e luttuosi come quelli del "nazismo" e del "fascismo" o ... tragicomici come quelli dell'odierna "pelocrazia" italiota.