Ieri sera il Teatro Norba ha aperto il sipario alla stagione teatrale 2010 – 2011, una ricca rassegna ideata in collaborazione con il Teatro Pubblico Pugliese con l’obiettivo di raccogliere ancora una volta il pubblico conversanese e non, giovani e adulti insieme.
Il primo appuntamento ha avuto inizio con il divertente spettacolo di Emilio Solfrizzi e Antonio Stornaiolo, “Tutti pazzi per l’italiano”. Lo spettacolo è stato preceduto da un incontro nel foyer con gli attori, presentati da Niky D’Attoma; una chiacchierata in cui Solfrizzi e Stornaiolo hanno dato spazio alle loro opinioni riguardo il teatro, la carriera e il cinema, il tutto intrecciato con la partecipazione degli spettatori che non hanno mancato di far sentire la propria voce attraverso alcune domande.
Alle ore 21,00 poi, il teatro ha cominciato a riempirsi di gente, fino al tutto esaurito. Un sentore del successo che presto si sarebbe ottenuto? Sta di fatto che dopo un breve intervento dell’Assessore alle Politiche culturali, Pasquale Siblia, e dopo aver spento le luci, si è accesa la luce sul palco.
La band di jumping jive, "Guy e gli Specialisti”, sulle note musicali che contraddistinguono gli anni ’50, ha aperto lo spettacolo per dare poi spazio ai du
e comici baresi, meglio conosciuti come Toti e Tata, che proprio a Conversano hanno consolidato il loro successo televisivo e teatrale. Il pubblico li ha gustati attraverso “Il cotto e il crudo” titolo dato all’insieme degli sketch da loro interpretati e scelto facendo riferimento al libro del filosofo Levi Strauss, il quale riassume nei vocaboli “crudo” e “cotto”, i concetti del “primitivo” – a cui spesso è bene ritornare – e quello del “surrogato”, cui la società sta andando inesorabilmente incontro.
Mediante un semplice canovaccio, la coppia barese ha estratto le sue armi dell’ironia e della semplicità attraverso cui pensieri e dialoghi rapidi si sono susseguiti a poesie più o meno originali, a divertenti giochi di parole e a della buona musica di repertorio: tutti mezzi che sono serviti per ironizzare su tematiche sempreverdi, quali la crisi economica e la situazione politica e sociale. Il tutto incorniciato da quelle espressioni tipiche baresi che hanno contraddistinto non soltanto la cultura comica pugliese, ma l’intera regione a cui gli attori non hanno risparmiato, con tono ironico e nostalgico, l’aggettivo di “Caput Mundi”. E noi almeno per quelle due ore in loro compagnia, ne siamo andati fieri.
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