La serata fresca di mercoledì è stata proficua per l’evento che vedeva la musica protagonista. A fare da padrone è stato un artista timido ma geniale, un compositore che ha saputo richiamare anche il pubblico più giovane. Stiamo parlando di Giovanni Allevi, 41enne compositore marchigiano, che col suo pianoforte, è riuscito a trasmettere emozioni forti.
Si pensava che questo evento fosse solo per i patiti di musica classica: “Pensavo di diventare un artista di nicchia, stimato da pochi, invece mi sono scoperto un trascinatore di folle” – come Allevi ama ripetere – ma la sua folla era composta da ben 1350 persone di diverse fasce d’età.
Il concerto è stato aperto con l’ascolto di brani di Wagner, per poi continuare con i brani tratti dalla lunga carriera del maestro Allevi che hanno affascinato il pubblico, soprattutto quelli seduti nelle prime file che hanno potuto vedere le mani dell’artista librarsi come farfalle sui tasti del pianoforte, o notare la destrezza nel suonare un brano con le braccia incrociate.
Davvero un bellissimo concerto sia per la musica sia per la genialità del personaggio. Perché Allevi lo è davvero: timidamente ha aperto il concerto e con altrettanta paura ha proseguito spiegando ogni brano al pubblico. Nessuno si sarebbe mai aspettato di vedere un compositore così eccezionale in t-shirt, jeans e scarpe da ginnastica. Su e giù dal palco, senza che ci fosse nulla di studiato.
Oltre alle autorità comunali, presente anche l’ex CT della nazionale Roberto Donadoni che, al termine del concerto, ci ha detto di essere entusiasta e che non avrebbe mai perso questo appuntamento. Oltretutto il mister, non è nuovo ad apparizioni nel barese, poiché trascorre le vacanze nella sua proprietà nei pressi di Fasano.
Non è mancato anche un noto pianista barese, Claudio Stea, che ha consegnato personalmente al maestro il suo ultimo cd con le composizioni più belle del suo repertorio.
Il concerto è durato all’incirca un’oretta, ma Allevi – sceso dal palco – ha concesso ai fan 3 ore di autografi, foto e parole di stima verso i piccoli compositori accorsi per regalargli le proprie opere. Così gentile col pubblico, così gentile anche con i giornalisti, che a tardissima ora, hanno avuto il piace di poterlo intervistare.
Maestro, come in ogni concerto, prima di salire sul palco, ogni artista ha un momento di panico. Come lo ha affrontato?
“L’emozione prima del concerto era tantissima, sono quasi entrato nel panico. Ma la musica è per me la liberazione della mia anima e sono riuscito a esprimere le mie emozioni ad un pubblico magnifico. Non mi aspettavo così tanta gente”.
La sua musica diventa quindi il suo antistress. Ma come si riesce a scrivere brani così belli inserendo anche riferimenti alla filosofia moderna?
“Ogni brano rappresenta per me un’esperienza di vita vissuta e ci sono molto affezionato. È bello poter tradurre piccoli stralci della mia vita in composizioni musicali. Io sono un comunicativo. Per esserlo bisogna rotolarsi nella vita, farsi anche graffiare. Solo così si riesce a mettere il cuore”.
Cosa pensa dei giovani che la seguono?
“Mi sono ero fatto un'idea diversa dei giovani, tutti presi con melodie più penetranti come il rock. Ora li vedo animati di entusiasmo. E, soprattutto, mi sono reso conto che i ragazzi non vogliono solo
canzonette, ma anche melodie che li facciano sognare”.
Abbiamo ascoltato brani dal suo penultimo album “Evolution”, dove la sua musica si affianca ad un’orchestra. Ha mai pensato di poter comporre un brano e aggiungervi una parte cantata, magari da un tenore o una soprano?
“Si…. È nei miei progetti futuri. Ho già scritto una cantata sacra per orchestra sinfonica, coro e polifonica a quattro voci e quattro voci soliste, che ho presentato proprio in Vaticano dal Papa. Non vedo l’ora di ascoltare con le orecchie ciò che per ora è solo nella mia testa”.
Ha mai pensato di unire la musica tradizionale, come potrebbe essere una Taranta, alla sua musica?
“Si è possibile perché rientra nel mio progetto, nel mio ideale di una musica classica contemporanea: nella classicità, che fa riferimento alle forme più estese, quelle tipiche della musica colta, organizzo dei contenuti presi della contemporaneità, che potrebbero anche essere frammenti estrapolati, ad esempio, dalla Taranta”.
Ha avuto modo di vedere la nostra città?
“Un’architettura favolosa, uno scenario medievale molto bello. Mi sono trovato davvero bene, soprattutto perché ho avuto un pubblico che mi ha seguito con tanto calore”.
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Commenti
Ma qualcuno riesce davvero ad emozionarsi ascoltando la "musica" di Allevi o magari si emoziona solo perché sta "vedendo" suonare il noto Allevi?
Mah!!
bentornato!
Ma lo cambio solo per una di Pizzaballa o Longobucco
www.youtube.com/watch?v=hTrg02DR9S4
spero di si!
mi manca ...
La mia speranza è che in futuro, appunto, vengano invitati altri compositori, magari anche di livello maggiore. Intanto, Allevi è già una bella conquista per il nostro paese.
it.wikipedia.org/wiki/Giovanni_Allevi#Critiche
ma vi state veltronizzando tutti ?
Per un oretta di musichine orecchiabili di scarso valore ?
Ammazza che bocca buona...
E se invitano valenti compositori di colonne sonore come N. Piovani o Wim Mertens (che infatti va ad Alberobello a prezzi popolari)
avreste parlato dei giganti della classica ?
Molto molto meglio le iniziative della Piantoni (a gratis).
Poi se volete dire che fa melodie da spot pubblicitari, fate pure... De gustibus non disputandum est... Ma è importante vedere una così grande e variegata partecipazione di pubblico nella nostra città... L'amore per la cultura, forse, non è ancora così sopito...