Un dibattito interessante, arricchito dagli intervento del pubblico, è quello che ha avuto luogo ieri sera nel chiostro della biblioteca civica “M. Marangelli”. Invitati dalla Fondazione Di Vagno, e moderati dall’avv. Gianvito Mastroleo, Paolo Pirani, segretario confederale Uil, e Gianfranco Viesti, professore associato di Politica Economica nella Facoltà di Scienze Politiche dell’Università di Bari ed ex assessore regionale al Diritto allo studio, hanno discusso di sud, di lavoro e di economia. Il pretesto è stato la presentazione del libro di Viesti “Più lavoro, più talenti - Giovani, donne, sud. Le risposte alla crisi”. L’evento è stato un incontro di preparazione al “Lector in Fabula 2010” che quest’anno si svolgerà dal 9 al 12 settembre.
Fondamentale la questione Mezzogiorno, lanciata partendo dagli attacchi di Tremonti ad un sud “cialtrone”. Accusa che secondo Pirani è fasulla e solo a scopo elettorale, capace di nascondere una mancanza di volontà di politiche per il Meridione, sebbene il divario tra le regioni del Sud e quelle del Nord sia sempre più crescente. Una soluzione sarebbe investire sulla criticità, portando il lavoro dove ci sono i lavoratori, e puntando sul Mediterraneo.
Viesti spiega, poi, che l’idea per il libro nasce da un quesito “un po’ alla Totò”: perché non succede quello che deve succedere? Perché gli economisti scrivono libri su cosa fare, e poi tutto questo non succede? Per dare risposta bisogna divagare, allontanandosi dall’economia e parlando di politica: “Il problema di questo Paese non è il mettersi a tavolino e scrivere la ricetta che ci serve, ma è quello di trovare le gambe su cui queste idee possono camminare”. In più “non si è fermata solo l’economia italiana, ma si sono fermati gli italiani: il dibattito collettivo del nostro Paese è andato all’indietro, le famiglie si sono chiuse in se stesse, ciascuno pensa ai fatti suoi e non hai fatti collettivi. La discussione nel nostro Paese è molto sciatta, gira intorno ai problemi ma senza confrontarsi seriamente sul modo di risolverli”.
La soluzione allora è nei giovani, nel coinvolgimento delle donne nella classe politica e in un’economia che unisca Nord e Sud, e che renda uno necessario all’altro.
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