Riceviamo e pubblichiamo la lettera di Giuseppe Bernarldo, parente del 27enne coinvolto nell’incidente consumatori nella mattina di domenica 13 novembre sulla provinciale 240, nel tratto che collega Conversano a Castellana. Come leggerete il problema sollevato è la pericolosità degli alberi piantumati ai margini della strada, in particolar modo in un punto dove la carreggiata tende a restringersi.
Buongiorno,
mi chiamo Giuseppe Bernaldo e sono un cittadino castellanese residente a Castellana che, per lavoro, ormai da un anno percorre quotidianamente la Castellana-Putignano. Ma questo ha poco a che vedere con la lettera in questione (purtroppo ce ne vorrebbe un'altra...).
Scrivo per l'incidente accaduto la mattina di domenica 13 novembre 2011 sulla Castellana-Conversano, in direzione Castellana.
Un incidente che sta rendendo difficile la sopravvivenza di un ragazzo 27enne, non proprio colpevole di aver preso in pieno un albero.
L'alta velocità, i colpi di sonno e la guida in stato d'ebbrezza (ma non è questo il caso) sono i maggiori responsabili di questi sinistri che vorremmo volentieri fare a meno di commentare.
La questione che voglio far "sorgere agli onori della cronaca" è la seguente: su una strada extraurbana principale, provinciale o comunale che sia, dove probabilmente il limite di velocità è di 50 chilometri orari (70 sui tratti extraurbani) è proprio necessario "TENERE IN VITA ALBERI CHE PORTANO LA MORTE ALLE PERSONE?!"
Tutte le testate giornalistiche (web e cartacee) che hanno parlato dell'incidente hanno commentato la notizia, aggiungendo che il tratto di strada non è nuovo a questo tipo di sinistri. Infatti. Basta guardare le foto del sito vivilastrada.it per accorgersi che, proprio l'albero imputato, conserva il ricordo del ragazzo morto qualche anno fa, nuovamente, a causa di un colpo di sonno. Il sottoscritto, poi, ricorda anche la perdita della cara Graziana D. qualche anno fa, a solo una settimana dal suo matrimonio...
Mio cognato, dopo 13 ore di sala operatoria (con medici davvero all'altezza della situazione), ora combatte seriamente per la ripresa, 'colpevole' solo di essere stato troppo stanco, dopo una giornata di lavoro. Stanco sì, ma con la cintura di sicurezza ben allacciata, per fortuna! Una buona 'pratica' che dobbiamo seguire tutti, che gli ha LETTERALMENTE SALVATO LA VITA!
Ora, le amministrazioni di tutti i livelli sono sempre molto 'attente' a frasi ad effetto che possano riguardare, ad esempio, la sicurezza stradale. Credo proprio che sia arrivato il momento di mettere in pratica queste 'meravigliose' parole. Sensibilizzare per la "GUIDA SICURA" è cosa "ONOREVOLE", ma non concretizzare le idee con atti amministrativi affinchè ci sia una riprogettazione stradale di quel tratto di strada è un atto grave.
La responsabilità va riconosciuta a tutti i livelli, quel tratto di strada è pericoloso anche perché vi è un netto restringimento della carreggiata, ad imbuto verso una fila interminabile di alberi secolari. Se presi in pieno, questi alberi, a qualunque velocità sono delle armi MORTALI. Sì, armi mortali sulla carreggiata che, invece, dovrebbe essere libera da qualunque ostacolo!
E non c'è molto altro da fare, se non prendere seri provvedimenti a riguardo.
Giuseppe Bernaldo
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