“Ho già fatto richiesta verbale alla società interessata di sospendere momentaneamente i lavori”. Con queste parole Lovascio apre l’incontro con i conversanesi firmatari della petizione popolare contro l’impianto di benzina in via Gobetti. Nello stesso momento, però, gli operai della Edileco lavorano addirittura con i fari accesi, a testimoniare l’inconsistenza della richiesta verbale del sindaco e la voglia di accelerare la costruzione dell’impianto.
Sono le 18,30 circa di lunedì primo febbraio e la sala consiliare è stracolma. Nonostante la tensione, e la chiara difficoltà dell’amministrazione, il dialogo procede nella maniera più corretta. La premessa del sindaco è questa: “voglio tranquillizzare tutti. L’amministrazione comunale si sta occupando di questa problematica”. Probabilmente però lo sta facendo troppo tardi. Infatti, come Lovascio stesso ricorda, la Edileco ha dato il via alle procedure a partire dallo scorso febbraio.
AGOSTO 2009 - Nel frattempo il gruppo consiliare del Pd, nell’agosto scorso, aveva interrogato la maggioranza a riguardo, senza ricevere risposte. Così, quasi nel silenzio più assoluto, a novembre la pratica istruttoria ha concluso il proprio iter. E così sono iniziati i lavori su quell’area una volta indicata come “area a servizio”, ma oggi caduti i vincoli imposti dal piano regolatore, venduta dai proprietari alla Edileco.
Lovascio mette le mani avanti: ”Questa non è una scelta dell’amministrazione e neanche dei tecnici, per cui non è possibile prendersela con nessuno perché questo è un fatto prettamente tecnico”. La sospensione dei lavori, osserva il sindaco stesso, può avvenire a patto che il tecnico dell’ufficio comunale riscontri dei “gravi motivi”. Per fare questo i tecnici comunali saranno affiancati da un legale del comune. Ma quali potrebbero essere i “gravi motivi” per i quali bloccare i lavori? Mentre la maggioranza brancola nel buio, l’opposizione si mostra più preparata.
LE RAGIONI DELLA SOSPENSIONE - Il consigliere Rotunno svela le mancanze che potrebbero far stoppare i lavori: “ quattro sono i motivi forti per cui il capo dell’amministrazione, stasera stesso, può scrivere al suo capo area per invitarlo a fare delle considerazioni per la sospensione dei lavori”. La prima motivazione sta nella non conoscenza da parte della sovraintendenza del progetto, considerando che nei pressi della zona in considerazione vi è una chiesetta rurale vincolata. Inoltre il permesso di costruire è stato richiesto dalla ditta interessata alla costruzione dell’impianto prima ancora che divenisse proprietaria dell’area: questo avrebbe già dovuto bloccare il tutto, poiché non si può chiedere il permesso di costruire su un terreno che non si possiede. Allora il permesso di costruire fu lasciato ai proprietari promettenti venditori del suolo con un compromesso né registrato né datato, e soprattutto, non sottoscritto da tutti i proprietari. Quindi privo di valore. Il quarto motivo grave è legato alla delibera 40 del comune di Conversano che prevede per ogni insediamento di urbanizzazione secondaria che il consiglio debba esprimersi a riguardo. Ma in questa occasione non l’ha fatto, perché l’amministrazione non ha ritenuto il caso di affrontare la questione in consiglio.
La maggioranza esce da questo incontro con i cittadini con le ossa rotte, scalfita dai duri attacchi dei cittadini preoccupati per la salute, per il decoro urbano e per un quartiere, quello di via Gobetti e dintorni, che non vuole questo impianto di carburante. Per il momento Lovascio e Bugna hanno deciso di “non decidere”. L’appuntamento è per il consiglio di venerdì prossimo.
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Commenti
questa frase è contraddittoria
Citazione:
questa è sgrammaticata (ma probabilmente si tratta di un refuso)