"NO A QUELLA COSA BRUTTA CHE STATE FACENDO"
Un suolo di sei mila metri quadri, ubicato in via Gobetti – angolo via Putignano, con il benestare dell’amministrazione Lovascio, sarà destinato alla realizzazione di una sorta di area attrezzata: impianto di distribuzione carburanti, ristorante e, per non farsi mancare niente, anche un piccolo supermercato.
Questa volta il Comune si fa’ cogliere con le mani nella marmellata: sperare che un colosso di cemento sfugga alla benevola disattenzione dei conversanesi era un po’ pretenzioso. E infatti,
all’indomani dell’autorizzazione a iniziare i lavori, le reazioni non si sono fatte attendere. Un gruppo trasversale di cittadini prima si è confrontato sul social network Facebook (http://www.facebook.com/group.php?gid=252162931882), poi è passato all’azione promovendo una raccolta firme, nei pressi della chiesa Maris Stella, finalizzata a bloccare la costruzione del nuovo impianto. A siglare il volantino di protesta anche alcune associazioni locali quali Demos, Coldiretti - Giovani Impresa, Legambiente e WWF. Da segnalare, inoltre, la mobilitazione di alcuni esponenti del centro-sinistra.
Qualcosa in più sulla vicenda la racconta Antonio Renna, uno dei portavoce del comitato cittadino: “I comuni, nel vigente sistema federale, hanno il potere - nonché il dovere - di programmare e pianificare le risorse del proprio territorio per il bene della comunità. Al contrario, di fronte al progetto presentato nel 2009 dalla ditta nocese Edileco srl, l’amministrazione non ha sentito l’esigenza di predisporre un piano di delocalizzazione per questo impianto, così come, in passato, non ha sentito l’esigenza di allontanare dal centro abitato tutti gli altri distributori che affollano i nodi nevralgici della cittadina.
L’amministrazione, insomma, non ha tutelato un quartiere ad altissima densità abitativa che necessitava, casomai, di spazi verdi. Non si può scaricare la responsabilità dell’accaduto sulla ditta, è Il Comune che non ha fatto il suo mestiere, ha preferito dormire. Un sonno colposo o doloso? A questo si aggiunge che ci sono stati ben cento imprenditori conversanesi che hanno chiesto di realizzare i propri opifici, in deroga al piano regolatore, e non sono mai stati considerati. Come mai, invece, per questo impianto – anch’esso in deroga – è stato sufficiente meno di un anno per ottenere il via libera?”.
Le firme raccolte sono state 75, ragion per cui si è deciso di continuare la campagna fino al raggiungimento del quorum (pari a 100 firme) necessario per presentare il riesame della pratica agli uffici competenti.

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