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Per le visite ai nostri cari defunti potrebbe essere un due novembre di sciopero quest’anno. È la clamorosa eventualità che potrebbe capitare fra qualche giorno, quando tutti coloro che vorranno rendere omaggio ai propri congiunti scomparsi, potrebbero trovare le porte del cimitero di Conversano serrate a doppia mandata.
Iniziativa che sarà probabilmente intrapresa dai signori Federico Girolami, Francesco Lorusso, Vincenzo Napoletano e Michele Marzico che hanno denunciato alla CGIL, ai Carabinieri e agli organi di stampa la loro situazione di creditori di cinque mesi di stipendio da parte del loro datore di lavoro. I quattro, custodi del camposanto locale, lamentano le mancate retribuzioni dei mesi di marzo, luglio, agosto e settembre, alle quali ben presto si aggiungerebbe “quanto dovuto anche per il corrente mese di ottobre 2009”, come si legge in una nota emanata dalla Camera del Lavoro comunale che li sta assistendo.
L’unica soluzione possibile, dopo mesi di diligente svolgimento delle mansioni, anche senza pagamento dello stipendio, sembra quindi l’interruzione volontaria del servizio destinato a gestire il cimitero, a partire dal 1 novembre prossimo, proprio in concomitanza con la ricorrenza dedicata ai santi e quella ai defunti. Tutto questo nonostante le istanze proposte in via amministrativa e la richiesta di esperimento del tentativo obbligatorio di conciliazione presso la Direzione Provinciale del Lavoro di Bari.
Girolami, Lorusso, Napoletano e Marzico, come spiega il comunicato, “non hanno interrotto la loro attività proprio perché potesse essere assicurato ai cittadini di Conversano un servizio essenziale. La situazione, tuttavia, è divenuta intollerabile”.
Anche la pregressa comunicazione della loro legittima richiesta all’amministrazione aomunale, stando a quanto riporta la CGIL, non è stata seguita da soluzione della delicata situazione. Oggi, gli istanti sono costretti a segnalare che “il grave stato di necessità e bisogno in cui versano è tale da divenire motivo di sospensione dell’attività.
La lettera inviata dalla organizzazione sindacale, invita l’amministrazione comunale a “porre in essere ogni opportuna iniziativa destinata a evitare che il servizio pubblico assicurato sino a oggi mediante l’impegno dei lavoratori possa evitare quelle interruzioni destinate, purtroppo, a creare gravissimo disagio per i cittadini”. Della situazione sono stati interessati, come dicevamo in apertura, anche i carabinieri della locale stazione.
Iniziativa che sarà probabilmente intrapresa dai signori Federico Girolami, Francesco Lorusso, Vincenzo Napoletano e Michele Marzico che hanno denunciato alla CGIL, ai Carabinieri e agli organi di stampa la loro situazione di creditori di cinque mesi di stipendio da parte del loro datore di lavoro. I quattro, custodi del camposanto locale, lamentano le mancate retribuzioni dei mesi di marzo, luglio, agosto e settembre, alle quali ben presto si aggiungerebbe “quanto dovuto anche per il corrente mese di ottobre 2009”, come si legge in una nota emanata dalla Camera del Lavoro comunale che li sta assistendo.
L’unica soluzione possibile, dopo mesi di diligente svolgimento delle mansioni, anche senza pagamento dello stipendio, sembra quindi l’interruzione volontaria del servizio destinato a gestire il cimitero, a partire dal 1 novembre prossimo, proprio in concomitanza con la ricorrenza dedicata ai santi e quella ai defunti. Tutto questo nonostante le istanze proposte in via amministrativa e la richiesta di esperimento del tentativo obbligatorio di conciliazione presso la Direzione Provinciale del Lavoro di Bari.
Girolami, Lorusso, Napoletano e Marzico, come spiega il comunicato, “non hanno interrotto la loro attività proprio perché potesse essere assicurato ai cittadini di Conversano un servizio essenziale. La situazione, tuttavia, è divenuta intollerabile”.
Anche la pregressa comunicazione della loro legittima richiesta all’amministrazione aomunale, stando a quanto riporta la CGIL, non è stata seguita da soluzione della delicata situazione. Oggi, gli istanti sono costretti a segnalare che “il grave stato di necessità e bisogno in cui versano è tale da divenire motivo di sospensione dell’attività.
La lettera inviata dalla organizzazione sindacale, invita l’amministrazione comunale a “porre in essere ogni opportuna iniziativa destinata a evitare che il servizio pubblico assicurato sino a oggi mediante l’impegno dei lavoratori possa evitare quelle interruzioni destinate, purtroppo, a creare gravissimo disagio per i cittadini”. Della situazione sono stati interessati, come dicevamo in apertura, anche i carabinieri della locale stazione.
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