Pubblichiamo l’articolo apparso ieri su Repubblica.it, a firma di Francesco Savino. Un campanello d’allarme che esplode ancora una volta per la città di Conversano e che le forze politiche, in special modo quelle di opposizione, non condividono, gridando all’ennesimo sfruttamento.
Una settimana di tempo e la discarica di Giovinazzo sarà esaurita. E a Bari esploderà l´emergenza rifiuti. L´allarme, denunciato dalla giunta provinciale, è già arrivato sulle scrivanie della Regione e del ministero dell´Ambiente, con tre lettere spedite dal presidente Francesco Schittulli dal 28 agosto a oggi in cui si segnala la «crisi emergenziale» sullo smaltimento dei rifiuti.
La Regione ha convocato un vertice per il prossimo 2 ottobre con le Province di Bari, Barletta-Andria-Trani e Foggia, per cercare una soluzione attraverso un tavolo tecnico. Ma sul calendario il cerchietto rosso è segnato due giorni prima dell´incontro: l´impianto di Giovinazzo, che ogni giorno smaltisce 215 tonnellate di rifiuti umidi prodotti a Bari, dal 30 settembre non sarà più in grado di garantire il servizio.
La discarica di San Pietro Pago, gestita dalla Daneco, sarà ampliata portando a sei i lotti attivi. Il progetto permetterà di gestire i rifiuti dell´Ato di Bari per un altro anno, in attesa che entri in funzione il nuovo stabilimento di biostabilizzazione del gruppo Marcegaglia a Conversano, che è nell´ultima fase di collaudo e dovrebbe aprire entro il 2010. Lunedì 28 settembre il piano di lavoro sarà affrontato in una conferenza di sevizi con l´Ato, il Comune, la Provincia e la Regione. Ma la parentesi che si aprirà due giorni dopo, con l´esaurimento dell´impianto di Giovinazzo, va riempita al più presto.
«È una situazione kafkiana» scuote la testa il presidente della Provincia di Bari Francesco Schittulli. La soluzione avanzata dagli uffici in via Spalato è di dirottare i rifiuti di Bari nell´impianto di Trani, fino a quando Giovinazzo non tornerà disponibile. Le decisioni sono rinviate al 2 ottobre, il giorno in cui il tavolo tecnico in Regione affronterà la questione che dal 30 settembre rischia di lasciare pieni i bidoni baresi.
La discarica di Bitonto, gestita da una società che fa capo a Salvatore Matarrese, è stata sequestrata dalla magistratura e non è utilizzabile. L´impianto di Conversano, che sarebbe il più vicino, assorbe già le 215 tonnellate di rifiuti secchi prodotti nella città di Bari e quelli di Lecce.
«Se non ci fossero stati i rifiuti extraprovinciali, non avremmo avuto problemi nel trovare una soluzione» spiega l´assessore provinciale all´Ambiente Giovanni Barchetti. Uno dei rischi è che adesso, spostando lo smaltimento dei rifiuti al di fuori della Provincia, aumentino anche i costi per i cittadini.
Una settimana di tempo e la discarica di Giovinazzo sarà esaurita. E a Bari esploderà l´emergenza rifiuti. L´allarme, denunciato dalla giunta provinciale, è già arrivato sulle scrivanie della Regione e del ministero dell´Ambiente, con tre lettere spedite dal presidente Francesco Schittulli dal 28 agosto a oggi in cui si segnala la «crisi emergenziale» sullo smaltimento dei rifiuti.
La Regione ha convocato un vertice per il prossimo 2 ottobre con le Province di Bari, Barletta-Andria-Trani e Foggia, per cercare una soluzione attraverso un tavolo tecnico. Ma sul calendario il cerchietto rosso è segnato due giorni prima dell´incontro: l´impianto di Giovinazzo, che ogni giorno smaltisce 215 tonnellate di rifiuti umidi prodotti a Bari, dal 30 settembre non sarà più in grado di garantire il servizio.
La discarica di San Pietro Pago, gestita dalla Daneco, sarà ampliata portando a sei i lotti attivi. Il progetto permetterà di gestire i rifiuti dell´Ato di Bari per un altro anno, in attesa che entri in funzione il nuovo stabilimento di biostabilizzazione del gruppo Marcegaglia a Conversano, che è nell´ultima fase di collaudo e dovrebbe aprire entro il 2010. Lunedì 28 settembre il piano di lavoro sarà affrontato in una conferenza di sevizi con l´Ato, il Comune, la Provincia e la Regione. Ma la parentesi che si aprirà due giorni dopo, con l´esaurimento dell´impianto di Giovinazzo, va riempita al più presto.
«È una situazione kafkiana» scuote la testa il presidente della Provincia di Bari Francesco Schittulli. La soluzione avanzata dagli uffici in via Spalato è di dirottare i rifiuti di Bari nell´impianto di Trani, fino a quando Giovinazzo non tornerà disponibile. Le decisioni sono rinviate al 2 ottobre, il giorno in cui il tavolo tecnico in Regione affronterà la questione che dal 30 settembre rischia di lasciare pieni i bidoni baresi.
La discarica di Bitonto, gestita da una società che fa capo a Salvatore Matarrese, è stata sequestrata dalla magistratura e non è utilizzabile. L´impianto di Conversano, che sarebbe il più vicino, assorbe già le 215 tonnellate di rifiuti secchi prodotti nella città di Bari e quelli di Lecce.
«Se non ci fossero stati i rifiuti extraprovinciali, non avremmo avuto problemi nel trovare una soluzione» spiega l´assessore provinciale all´Ambiente Giovanni Barchetti. Uno dei rischi è che adesso, spostando lo smaltimento dei rifiuti al di fuori della Provincia, aumentino anche i costi per i cittadini.
(fonte: Repubblica.it)
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