
Martedì 20 Dicembre, presso l’Archivio di Stato di Potenza, è stata inaugurata la mostra sugli atti del processo Di Vagno. Un appuntamento dalla grande valenza storica e culturale. Non solo perché chiude un intenso anno di celebrazioni per il Novantesimo anniversario della scomparsa del martire, ma soprattutto perché è presso questo istituto culturale che si conservano i fascicoli del processo per il primo “omicidio fascista” in Italia. L’ intera documentazione del processo è conservata nell’Archivio di Stato di Potenza poiché nel 1947 il giudizio fu trasferito dalla Corte di Assise di Bari a quella di Potenza. Causa del trasferimento fu la necessità di trattare il caso con maggiore tranquillità, lontano dalle tensioni delle diverse fazioni.
Ai saluti delle rappresentanze del Comune di Potenza, con la dott. Piera De Marco, del Comune di Conversano, con il vice sindaco Carlo Gungolo e della Provincia di Potenza con l’Assessore alla Cultura Francesco Pietrantuono, hanno fatto seguito gli interventi di Valeria Verrastro, Direttore dell’ Archivio di Stato di Potenza, del professore Paolo Mattera, docente di Storia contemporanea presso l’Università degli Studi Roma Tre, autore della relazione “Giuseppe Di Vagno e il PSI nel Biennio Rosso”, e di Gianvito Mastroleo, presidente della Fondazione “Giuseppe Di Vagno (1889-1921)”.
Ad aprire l’iniziativa è stata la dott. De marco che ha tenuto a sottolineare l’entusiasmo dell’amministrazione lucana verso questa iniziativa, mentre Gungolo ha auspicato che la mostra possa essere allestita anche a Conversano. Pietrantuono, invece, ha voluto rendere omaggio alla figura di Di Vagno appellandola come modello per i giovani d’oggi e viatico per comprendere anche gli avvenimenti della nostra contemporaneità.
L’intervento della dott. Valeria Verrastro, promotrice della mostra, ha ricostruito la vicenda del ritrovamento degli atti. Un rinvenimento fortuito, avvenuto nel 2008, dovuto ad un errore archivistico ma che ha avuto un esito felice. La documentazione da cui è stato possibile ripercorrere le vicende processuali è piuttosto voluminosa. Si tratta infatti di sedici fascicoli di grande spessore, per un totale di seimila fogli. “Oltre agli atti veri e propri” - ha sottolineato la Verrastro – “è stato possibile recuperare anche gli allegati alla carte processuali: le perizie sul luogo del delitto e la denuncia del morente Di Vagno dove affermava di poter riconoscere il volto dell’attentatore”.
Il prof. Mattera, affrontando la vicenda da un punto di vista storico, ha voluto sancire la rilevanza nazionale della figura del martire conversanese. Di Vagno, infatti, secondo Mattera “è la prima vittima di rilevanza nazionale del fascismo. Con l’omicidio del deputato il movimento mussoliniano fa quel salto di qualità che lo porterà poi all’assassinio di Matteotti”.
In chiusura, il presidente Mastroleo, ha espresso la propria felicità per la conclusione delle celebrazioni del Novantesimo anniversario a Potenza. Luogo da cui ha avuto inizio questa ricerca storica di altissimo valore che ha coinvolto ed interessato studiosi di livello nazionale.
La mostra sarà visitabile sino al 30 marzo 2012 nei seguenti orari: lunedì-giovedì 9.00-13.00, 15.00-17.00; venerdì e sabato 9.00-13.00.
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