
E’ durato oltre un’ora l’incontro di ieri pomeriggio tra il sindaco Giuseppe Lovascio ed il Governatore della Regione Puglia, Nichi Vendola. Al centro del colloquio il futuro dell’ospedale “Florenzo Jaia”, e più in generale il piano dell’offerta sanitaria sul territorio con particolare riferimento ai cittadini di Conversano. L’incontro è stato voluto dal Presidente della Regione che, lo scorso 8 dicembre, ha contattato il primo cittadino fissando un appuntamento inizialmente privato, successivamente aperto anche ad altri componenti dell’amministrazione e del "Comitato permanente per la tutela della Salute” (costituito dall'Associazione dell'Anziano, Avis, Acli, Anmil, Confagricoltura, Cia, CC.DD, Associazione della Terza Età, Upsa Confartigianto, Uil, Copagri). A Bari, ieri pomeriggio, infatti, c’erano anche il Presidente del Consiglio Pasquale Gentile, il suo vice Stefano Sisto, il consigliere comunale Pasquale Bonasora e c’erano anche quattro membri del comitato, tra cui Saverio Lonero e la dott.ssa Carmela Fanelli. Il presidente Vendola si è mostrato molto disponibile, pronto ad ascoltare le istanze della delegazione.
Il sindaco Lovascio ha preso la parola per primo, esponendo la posizione della città, parlando della salute come diritto di tutti, e specificando che, quella di Conversano, non è una posizione chiusa, bensì aperta, ma da misurare con la necessità di tutelare i cittadini penalizzati da una serie di disservizi . “Il confronto è stato utile e costruttivo”, ha dichiarato Giuseppe Lovascio, “finalmente da parte della Regione e della Asl è giunta una proposta che sarà molto utile per il lavoro che andremo a compiere da questo momento in poi: loro ci propongono di rinunciare all’ospedale per acuti, ma nello stesso tempo offrono una riconversione della struttura con una serie di servizi e con la presenza di poliambulatori di terzo livello. E’ stato fatto un grosso passo avanti”, ha aggiunto il primo cittadino, “perché questa proposta comporta un impegno ed era quello che noi cercavamo. Di fatto, si tratta di una proposta che costituisce una base, ma non è certo su questa proposta che ci dobbiamo fermare, noi dobbiamo chiedere di più”.Il Presidente Vendola, alla presenza della delegazione ha chiesto un impegno al direttore della Asl Colasanto (anch’egli presente insieme al responsabile del distretto Gigantelli e Attolini, direttore Ares), ovvero di reperire immediatamente un cardiologo per far lavorare con tranquillità i reparti fino alla fine di questa fase di concertazione.Un colloquio, quello di ieri sera, che di fatto preannuncia numerosi cambiamenti che non consisteranno solo in tagli, bensì nell'introduzione di nuovi importanti servizi. La delegazione, inoltre, ha chiesto di fermare, nelle more di questa concertazione, tutti i provvedimenti penalizzanti per il nostro ospedale.“Si tratta di una svolta nel dialogo”, ha dichiarato in serata Giuseppe Lovascio, “finalmente c’è concertazione, ci sono degli impegni. E’ la prima volta che da quella parte giunge un progetto: da un lato il presidente ha dato grande disponibilità, dall’altro noi non abbiamo parlato di ospedale in modo specifico, ma di diritto alla salute, di assistenza socio sanitaria e di eccellenza. Su queste basi si è aperto un dialogo che secondo me porterà dei risultati importanti”. Adesso non resta che stare a guardare l’evolversi di questa situazione che si è senza dubbio sbloccata grazie all’intervento del Comitato permanente per la tutela della Salute, senza il cui contributo, probabilmente non si sarebbe arrivati fino a questo punto.
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Commenti
Si dà il caso che, checché ne dica la redazione in chiusura dell'articolo, la proposta di base dell'accordo, che è stata quella poi vagliata in regione, altro non è che il frutto del lavoro di quei nullafacenti dei partiti.
Mentre i laboriosi protestatori continuavano ad urlare il loro risentimento senza altri obiettivi.
Forse forse, chi fa sbaglia, ma intanto ha lavorato.
Chi urla però ha sempre ragione. Anche se non fa, proprio perché non sbaglia.