È stata presentata ieri in Sala Consiliare, la Relazione Sociale d’Ambito, a cura della dottoressa Tarulli. Presenti gli assessori dei servizi sociali di Monopoli e Polignano, Campanelli e Montalbò. Assente l’assessore conversanese Lippolis, rappresentata per l’occasione dal sindaco Lovascio, che ha dichiarato: “Siamo qui a verificare i risultati di un grande lavoro svolto in sinergia dai tre comuni dell’ambito. Il segreto del successo di questa collaborazione è il lavoro di squadra, che ha dato un senso all’azione sociale. Abbiamo raggiunto risultati importanti, oltre tredicimila contatti. Le scadenze sono state rispettate e i servizi sono stati forniti. Tutto ha funzionato, nonostante i tagli venuti dall’alto. Siamo riusciti a mantenere integri tutti i servizi, con numerosi sacrifici, anche considerando che molte di queste spese gravano sul patto di stabilità del comune”. (Proprio dall’alto, infatti, i colleghi PDL hanno stabilito che tra il 2008 e il 2011 il Fondo Nazionale per le Politiche Sociali passasse da 2 miliardi e 527 milioni di Euro a 274 milioni di Euro).
L’assessore Campanelli, del Comune di Monopoli ha espresso medesima soddisfazione, sottolineando che “i servizi sociali, da semplici elargizioni di denaro, sono diventati veri e propri servizi di assistenza”.
Montalbò, assessore del Comune di Polignano a Mare, ha ribadito il merito dell’ufficio di piano e la comunione d’intenti dei tre comuni, ricordando come il buon funzionamento di questo tipo di servizi abbia “importanti ricadute sul territorio”.
La relazione, illustrata anche alla presenza del dottor Gigantelli dell’ASL, consta di sei capitoli e tre allegati e serve a fare il punto sul lavoro svolto quest’anno, in quello che è il secondo ambito a livello provinciale.
La dottoressa Tarulli ha spiegato come siano state presentate 6.800 domande presso il segretariato sociale e circa 3.200 presso i servizi monetari. Dunque circa il 68% di queste, richiede servizi assistenziali, piuttosto che interventi monetari. Sono aumentate le richieste di servizi comunitari e domiciliari. Trentuno gli interventi attivati dal Piano Sociale e circa 6.500 utenti. In Puglia, solo il 9% delle associazioni opera nell’ambito socio-sanitario, dunque è molto significativo il numero degli interventi rispetto al personale e ai costi. Costi che, come ha sottolineato la dottoressa Tarulli, per la maggior parte gravano sul bilancio comunale e personale insufficiente, perché molti dei fondi per l’assunzione di nuovi addetti ai lavori sono bloccati.
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