In questi giorni è stata avviata una petizione popolare, proposta dai Moderati per Conversano, volta ad annullare le disposizioni adottate dalla Regione Puglia, dalla Direzione Generale della Asl di Bari e dai direttori sanitari degli ospedali “Florenzo Jaia” di Conversano e “San Giacomo” di Monopoli, che riguardano il diritto alla salute della comunità conversanese e del territorio a sud est di Bari. Il partito, rivolgendosi ai massimi organi di governo nazionale e regionale, ha promosso questa raccolta firme nel nostro paese per dire NO alla:
- chiusura del Pronto Soccorso nelle ore notturne stabilita dalla direzione generale della Asl Ba con circolare n. 57106/1;
- cancellazione del turno di reperibilità per i reparti di Radiologia e Tac di recente inaugurati;
- chiusura dei reparti di chirurgia e ortopedia;
- riduzione delle attività del Centro trasfusionale, del laboratorio analisi, degli ambulatori chirurgici;
- chiusura dell’Unità Operativa Complessa di Medicina Generale;
- chiusura del centro di Pneumotisiologia, anti tbc, anti tabagismo e allergie;
- riduzione del personale per l’Assistenza Domiciliare Infermieristica.
Si specifica inoltre che, per l’ospedale “Florenzo Jaia”, sono stati impiegati finanziamenti pubblici per la costruzione di nuovi reparti mai attivati e attrezzature mai messe in funzione, motivo per cui è ritenuta opportuna dai promotori della richiesta, una indagine per verificare la destinazione di circa 15 milioni di euro.
Attualmente, chi volesse firmare, può rivolgersi alla caffetteria-creperia “
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Commenti
essendomi già operato di ernia, posso sostenere senza problemi una sfida di correttezza, non certo di difesa tifosa.
Dovete sapere che la politica non ha interesse spesso a parlare di sanità perchè è un tema sul quale ci si può dare la zappa sui piedi e si è costretti ad assumersi responsabilità.
Nella pratica, in un piano di riorganizzazione a risorse decurtate, i sindaci anzichè incatenarsi, dovrebbero fare il loro lavoro.
Tale lavoro consiste nel concertare un piano di zona (nel nostro caso bisognerebbe mettere insieme le teste di tre comuni, impresa davvero biblica eh?) con una organizzazione razionale delle risorse.
Purtroppo qui si fa il tiro alla corda per accaparrarsi qualche voto in più, fregandosene del buono stato della corda.
Vi ricordo, inoltre, che i dirigenti sanitari sono tenuti a raggiungere gli obiettivi concertati con i sindaci, pena la cattiva valutazione del loro operato con decurtazione della quota per raggiungimento obiettivi, se non ricordo male fino a un 30% dello stipendio.
Siccome queste son strade che obbligano ad esporsi nei confronti di pericolossisssssime sovrastrutture, le amministrazioni difficilmente le intraprendono.
Col risultato che mentre il mondo si muove, c'è chi tira il freno, anche semplicemente lasciandosi andare a peso morto. Molto più facile di quanto si possa immaginare.
pertanto l'ospedale di conversano per restare aperto e funzionare non ci vuole la raccolta di firme, ma ci vuole una rivoluzione cittadina che ormai con i politici che abbiamo le rivoluzioni non servono se non altro a mandarli a casa per lo scarso interesse che hanno avuto su questo tema.
a furia di sforzarti per difendere questa amministrazione ti verrà l'ernia.
La destinazione di 15 milioni di euro fatta anni addietro è presto spiegata: ristrutturazione di edifici ed impianti fatiscenti ed attivazione di nuovi reparti.
Naturalmente erano soldi stanziati ben prima della sorpresa dei tagli nazionali che hanno compromesso tutto il sistema regionale (e non solo da noi).
Son piuttosto da verificare i tagli nazionali di circa 350 milioni alla regione Puglia; il tutto a fronte di una aumento della spesa militare l'anno scorso, da circa 3 a circa 30 MILIARDI di euro.
27 MILIARDI in più. Che, scritti con i dovuti zeri, fanno 27.000 milioni di euro.
Almeno il pudore di tacere per cortesia.