A Conversano ci sono storie e scheletri da ricomporre: il sotterraneo della nostra città potrebbe nascondere una vera e propria necropoli. Ieri mattina gli ultimi ritrovamenti, a tre anni di distanza dalle scoperte di via Guglielmi.
In via Fiume, le ruspe hanno finito di scavare ieri mattina. Da queste parti ci si deve muovere con cautela: si scava solo sotto la costante presenza di un funzionario della sovrintendenza. E’ proprio in questo punto, all’altezza di via Dante, che un complesso di tre tome risalente probabilmente al 400 a.C. ha ritrovato finalmente la luce. Da una fossa emergono in bassorilievo, le ossa di un bambino. Accanto una tomba svela un puzzle da ricostruire, con cocci, anfore e vasi. Una terza fossa è stata depredata.
L’arch. Lovecchio è il progettista dei cantieri (nonché della Cattedrale): spetterà alla sovrintendenza decretarne o meno il prosieguo dei lavori finalizzati alla costruzione di una casa.
Tecnici e archeologi si affannano a spolverare e ispezionare con pennelli e palette, a setacciare il terreno umido. Somiglia alla più classica scena di un delitto: ci sono esperti, giornalisti e curiosi che si accalcano oppure si limitano a osservare dall’alto, dai cinque metri che separano il manto stradale dal luogo del ritrovamento.
C’è il responsabile locale Ninì Cavallo, il dott. Vincenzo Ursi (sovrintendenza archeologia), l’occhio vigile della dottoressa Tansella sostituta della Ciancio (ispettrice di zona).
Arriva il sindaco. L’assessore Carlo Gungolo, accompagnato da Walter Scazzetta, non nasconde una certa soddisfazione. Questo ultimo ritrovamento potrebbe accelerare tempi e speranze di apertura del museo archeologico San Benedetto. “Da lunedì si riprende a scavare – spiega Gungolo – poi tutto il materiale rinvenuto sarà trasferito alla Sovrintendenza di Taranto e Gioia, dove ci sono esperti che studiano e catalogano ogni reperto”.
La prima tomba con i più importanti reperti è stata individuata nella giornata di giovedì e conferma la ricchezza del nostro patrimonio storico. Ieri mattina, l’architetto della sovrintendenza e dirigente regionale Buonomo, accompagnato da Pellegrino e dall’archeologo Fabio Galiandro, ha visitato il castello e San Benedetto. “Stiamo intensificando i rapporti con gli enti preposti – osserva Gungolo – stiamo individuando la migliore soluzione per il futuro museo archeologico”.
foto: C. Spada - N. Teofilo
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