Dopo l’intervento del Sindaco e dell’ing. Longo, la parola è passata al dott. Raphael Rossi, consulente del Comune di Conversano per la pianificazione della gestione dei rifiuti, il quale ha delineato un iter costituito da tre passaggi.
Il primo è la stesura di un piano di prevenzione e riduzione dei rifiuti. Su questo punto Rossi ha speso parole di lode per Conversano, Comune primo in Puglia e tra i pochissimi in Italia ad essersi posto tale obiettivo che, seppur previsto dalle direttive, è spesso disatteso giacché “in Italia si ci muove sempre nella logica dell’emergenza: piuttosto che partire dalla fonte, la prevenzione, abbiamo l’abitudine di partire dalla coda, lo smaltimento”.
In concreto, questa prima fase mirerà a sostituire le “iniziative-spot”, in cui finora si è investito, con una pianificazione sistematica ed organica che, dopo aver analizzato tutte le buone pratiche di cui si ha nozione, valuti quali possano essere attivate nella realtà conversanese e con quale priorità debbano essere cantierizzate.
Il secondo passaggio consterà nell’aggiornamento del regolamento sulla gestione dei rifiuti, recependo norme e direttive susseguitesi nel tempo nonché le esigenze del nuovo modello di raccolta. Ultima tappa della consulenza sarà il sostegno all’Ente nella definizione del nuovo servizio.
Tra i criteri, che con buona probabilità saranno presenti in questo nuovo servizio, spicca il compostaggio domestico, già avviato dall’Amministrazione per le grandi utenze, il quale consente di bloccare il “ciclo spezzato” – ossia produrre beni utilizzando materie prime che, invece di essere riutilizzate, vengono destinate alle discariche – e la raccolta porta a porta in sostituzione del sistema stradale. “Nel corso degli anni – spiega Rossi – si sono messi cassonetti sempre più grandi credendo che questo facilitasse la raccolta dei rifiuti, in realtà l’unico risultato è stato raccogliere sempre più rifiuti, nel nostro caso anche aziendali o agricoli”. La proiezione di una serie d’immagini ha dimostrato come, dopo la rimozione dei cassonetti stradali, gli spazi pubblici prima sequestrati dai rifiuti ritornino fruibili, con un aumento dello stesso decoro urbano.
Esaurita la spiegazione del percorso che si seguirà nei prossimi mesi, Rossi ha proseguito il suo interveto con una carrellata di azioni di prevenzione e riduzione dei rifiuti che potrebbero essere attuati a Conversano. Vale sempre la premessa, cui già accennavamo, sulla necessità di vagliare con attenzione i dati sulla produzione dei rifiuti e comprendere “quali siano cogenti e convenienti per il nostro territorio”.
Per ragioni di sintesi ci limitiamo a segnalare solo alcune delle proposte avanzate. In primis la tariffazione puntuale: “I cittadini pagano in base a quanti rifiuti producono, un sistema che diventa possibile con il porta a porta”. A seguire, la valorizzazione dell’uso dell’acqua pubblica: partendo dal presupposto che “nella grandissima parte dei comuni italiani, l’acqua del rubinetto è migliore di quella imbottigliata”, sarebbe vantaggioso censire le sorgenti potabili e monitorare la qualità dell’acqua erogata, oltre che “realizzare nuove fontane pubbliche di acqua microfiltrata, refrigerata o addizionata di anidride carbonica – che oggi hanno costi bassissimi – e a censire le aziende che consegnano a domicilio”, con relativa promozione del vuoto a rendere.
“Un lavoro importante andrà fatto sulla riduzione dei rifiuti cartacei”, puntando sull’informatizzazione della modulistica e sul controllo della pubblicità postale con “adesivi che indichino la volontà di non ricevere materiale informativo ed apposita ordinanza comunale atta a sanzionare chi non rispetti tale volontà”. Stessa cosa per la plastica, investendo in teli agricoli biodegradabili o compostabili, vale a dire interamente recuperabili.
Riconoscimento di un marchio di qualità per tutti gli esercenti o le associazioni che prendano determinati impegni utili a ridurre l’impatto sull’ambiente, prodotti sfusi o alla spina, donazione dei freschi invenduti, nascita di distributori automatici di prodotti alimentari, riciclo e riuso di alcune tipologie di rifiuti ancora commercializzabili, realizzazione di un sito internet in cui i cittadini possano avere informazioni su negozi dell’usato, noleggiatori di servizi o riparatori, onde evitare l’acquisto superfluo. Questi alcune delle altre idee indicate dal dott. Rossi per consentire l’inverarsi della “sostenibilità”, definita come “l’equilibrio fra quanto noi incidiamo sull’ambiente e quanto l’ambiente è in grado di assorbire il nostro impatto”.
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Commenti
Bisogna vedere se la nostra macchina, con tutti i suoi punti poco o troppo oliati, e la cultura (?) civile lo consentirà.
Già immagino la gente che per non pagare le tasse butta il rimmato nei campi.
Non certo come oggi quando, in Via Carelli (traversa di C.so Umberto) rinvenivo due buste di "rimmato" abbandonate sotto l'arco...