Lo scorso 18 febbraio, il Giurì dell’Autodisciplina Pubblicitaria ha emesso una sentenza che ordina la cessazione dello spot promosso dal Forum Nucleare, andato in onda nel dicembre 2010, poiché “ingannevole”, come precisato dall’art. 2 del Codice di Autodisciplina della Comunicazione Commerciale.
Riportiamo di seguito la risposta di Greenpeace Italia, la prima associazione a denunciare l’irregolarità della “partita a scacchi” non propriamente imparziale se si considera che, tra coloro che hanno finanziato la campagna costata circa 6 milioni di euro, comparivano nomi noti dell'industria nucleare: dall’Enel all’Ansaldo Nucleare, passando per l’Edf (Électricité de France) e l’ E.On Italia”.
A gennaio rispondiamo con un contro spot e un sito web nei quali - senza il bisogno di nascondere il nostro nome - mettiamo in evidenza le contraddizioni della campagna pubblicitaria del Forum.
In particolare:
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“Le scorie si possono gestire in sicurezza”. E da quando? In sessant'anni l'industria nucleare non ha ancora trovato una soluzione per la gestione di lungo termine dei rifiuti nucleari;
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“Tra 50 anni non potremo contare solo sui combustibili fossili”. È vero, ma anche l’uranio è limitato;
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“Le fonti rinnovabili non bastano”. Sicuro? Uno scenario energetico 100% rinnovabile è possibile, come dimostrano analisi dell’Ue e dell’industria.
Il video, lanciato sul web senza gli ingenti investimenti pubblicitari del Forum Nucleare, è rimbalzato sulla rete grazie al passa parola, raggiungendo le 200.000 visite. Un buon risultato per noi, ma niente in confronto ai numeri raggiunti grazie alla televisione.
Il presidente del Forum Nucleare Chicco Testa, noto nuclearista italiano e già presidente di Enel, aveva dichiarato: “La nostra è un'iniziativa molto equilibrata. Dubito che una campagna pubblicitaria di Greenpeace, ad esempio, saprebbe essere altrettanto onesta intellettualmente”.
A parte ogni considerazione sull'"onestà intellettuale" di Chicco Testa, vista la decisione del Giurì sarebbe adesso il caso di trasmettere anche il nostro spot in televisione, per avere un vero equilibrio nella discussione sul ritorno del nucleare in Italia.
Il 2011 è un anno cruciale per fermare lo sviluppo del nucleare in Italia. Tra pochi mesi (la data non è stata ancora fissata) si terrà un referendum che può fermare i nuovi progetti di centrali nucleare per sempre. L'industria nucleare si sta già muovendo con un'imponente campagna pubblicitaria e di convincimento.
Salvatore Barbera
Responsabile campagna Nucleare
Greenpeace Italia
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