Gentile redazione, mi permetto, confidando nella Vostra democratica e benevola attenzione, di proporre un argomento che esula (ma non troppo) dalle vicende squisitamente locali: lo “scandalo Ruby” e tutto quel che ne consegue.
Credo che a ognuno di noi, anche qui a Conversano, spetti il compito di affermare l'esigenza di rispetto della legalità costituzionale e delle regole democratiche. Voglio perciò sperare che, almeno intimamente, anche in questa città, si reagisca allo spettacolo lascivo di un settantacinquenne impomatato che frequenta ragazze, anche minorenni, elargendo loro del denaro e "gratificandole" con cariche pubbliche.
Mi piacerebbe immaginare perciò che in molti sentano l’urgenza di prendere le distanze da un politico in cui sembra materializzarsi sempre più la caricatura di “Cetto La Qualunque”. Che si cominci a riflettere sulla drammaticità democratica di un Governo svilito a consiglio di emergenza stretto intorno agli affari privati di un despota.
Questo nostro Paese, nella disincantata (ma reale) visione che ne ha il mondo, sta, di giorno in giorno, sprofondando nel ridicolo. Ridotto a una licenziosa barzelletta da un "superuomo" sempre più beffardo. Accerchiato da leccapiedi che, in ogni programma televisivo, urlano insulti su chiunque osi porre legittimi interrogativi. Questi loschi figuri sono intenti a prodigarsi per sovvertire le leggi e interpretare, stuprandola, la stessa procedura penale. Di fatto, a loro non interessa la grama realtà dei fatti. Preferiscono ignorare che l'articolo cinquantaquattro della nostra Costituzione imponga, a chi ricopre funzioni pubbliche, disciplina e onore.
La sceneggiata della menzogna non ha dunque freni di sorta. Gli uomini del Cavaliere amano ripetere che il novello Re Mida è vittima di una persecuzione giudiziaria. A nulla serve considerare che ben prima del '94, lo stesso, fu condannato per aver mentito circa la sua appartenenza alla P2. Che Silvio Berlusconi ha fondato il suo impero sulla corruzione di un magistrato, grazie alla quale si sottrasse la Mondadori a Carlo De Benedetti (Tra l'altro è ampiamente provato che ha corrotto l’avvocato inglese David Mills!).
Nel processo milanese Berlusconi si è salvato ma l’ha fatto perché, la propria posizione è stata salvaguardata da varie leggi studiate a tavolino con i suoi legali (divenuti Ministri o parlamentari e ... pagati anche con denaro pubblico). I "cultori" delle "verità" di regime se lo volessero, potrebbero soffermarsi a considerare come, il loro "rispettabile" leader, abbia incontrato più volte boss mafiosi; che ha utilizzato quale banca erogatrice di credito la Banca Rasini, (la stessa che Giovanni Falcone dimostrò, essere la banca di Cosa Nostra) e che oggi, le vicende che condussero alla nascita di Forza Italia sono oggetto delle inchieste sulle stragi mafiose del 92 e del 93...
E invece, no! La manfrina della mistificazione continua a non conoscere soste. Indefessa e molesta. I lacchè dell'arzillo Cavaliere, anche sulla vicenda Ruby, dimostrano tutta la loro mala fede. Invocano la privacy sapendo che, quest’ultima, in ogni indagine, deve, necessariamente, subire un limite. Blaterano di spese ingenti e spropositate ma dimenticano che Berlusconi, è indagato (anche) per un giro di prostituzione minorile. In altre circostanze e per uomini “normali”, è bene dirlo chiaramente, sarebbe parso logico persino l’arresto. Ruby, sfogandosi con un’amica, dice che il suo “benefattore” le ha chiesto di “di fare la pazza”. Risultano agli atti dell'inchiesta bonifici bancari in favore di svariate ragazze. Si parla addirittura di riunioni con le escort coinvolte per concordare l'inganno mediatico e giudiziario!
Sembrano sussistere in pratica, le condizioni previste dall’art 274 c.p.p. (inquinamento probatorio). Chiunque di noi avesse agito in maniera così spregiudicata, di certo, sarebbe in carcere o sospeso da ogni incarico pubblico!
Questi insomma sono i fatti. Anche per questo siamo giudicati e denigrati all'estero. Al di là dalle ipotesi sui reati, mi chiedo perciò, come sia possibile che il mio Paese non abbia un moto di ribellione dinanzi a tanto squallore. È normale che delle giovani “intrattenitrici” abbiano il numero di cellulare di “Papi”? È normale esser costretti a pagare i propri rappresentanti anche in virtù dell'assurda e volgare graduatoria “meritocratica” del bunga bunga? Davvero si vuol far credere che il denaro elargito dal “filantropo” sia spicciola beneficenza? E, tra l'altro, davvero non conta nulla il fatto che, sotto la sua illuminata “pelocrazia” la progressiva erosione del mercato del lavoro in Italia abbia ormai raggiunto livelli di vera emergenza e che la disoccupazione sia ormai al 10%?
In definitiva, cosa succede in un Paese che si compiace di definirsi “civile”, al cospetto dell'immenso disastro d'immagine e ... di sostanza? Nulla di significativo! Anzi no, qualcosa succede purtroppo ... Un irridente Berlusconi resta stabilmente in testa nei sondaggi tra gli elettori, divenuti oramai indifferenti, indulgenti e forse, … troppo simili a lui.
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Commenti
Non sono mai stato uno di quei moralisti che piangono per l’esistenza dei network, della libera concorrenza e del denaro, anzi mi sono sempre adeguato al mutare dei tempi, cercando di vivere decorosamente e in agiatezza senza troppo sottilizzare su chi mi dava pane e companatico.
Ma – nonostante ciò – sento oggi la necessità di parlare di una storia che ho saputo grazie alle intime confidenze di un’amica, ricca e facoltosa signora della borghesia lombarda.
A quanto mi ha raccontato la mia amica, persona in tutto degna di fede, il dottor Silvio Berlusconi, il famoso proprietario delle Tv private più importanti e di numerosi giornali a grande tiratura, come il famigerato TV Sorrisi e Canzoni, organizza periodicamente a casa sua delle “seratine televisive“.
Il titolo curiosamente familiare nasconde in realtà un gioco di società assai divertente e appetitoso che il geniale imprenditore piduista ha inventato per sé e per i suoi più fidati amici (qualche socialista cocainomane, qualche industriale, qualche mafioso). Il gruppo, riunito come in un racconto del marchese De Sade davanti alla Tv, sceglie ogni sera, tra presentatrici, ballerine e showgirls dei programmi di Retequattro, Italia1 e Canale 5, quelle che dovranno essere chiamate a soddisfare le voglie dei presenti in un crescendo di situazioni viziose.
Basta poi una telefonata del boss e ai direttori di rete mandano a casa Berlusconi, impacchettate e pronte a tutto, le schiave della serata. Programmi specificamente allestiti, come Viva le donne,M’ama non m’ama, Drive In, ecc. assicurano il giusto flusso di carne fresca per il “divino Silvio”.
Ora io non voglio fare un discorso moralista, né spezzare una lancia a favore della castità. Riconosco al dottor Berlusconi un grande senso pratico in queste faccende e non discuto neppure sul fatto che lui si diverta così. Ma non posso non sentirmi infastidito se penso che, tra i tanti “amici” che sono stati invitati a godersi le ballerine e le presentatrici, il mio nome non figura mai. (...) ora camorristi, ora rapitori e riciclatori di denaro sporco, ora trafficanti di cocaina, ora assassini prezzolati, ma non è mai stato invitato nessun uomo di cultura, nessun intellettuale e – senza voler essere demagoghi – nessun proletario.
Come mai? Eppure – faccio notare – io, come tanti altri intellettuali, lavoriamo per Berlusconi, partecipiamo ai suoi programmi, rendiamo culturalmente accettabili anche le puttanate più forti del network. E credo che ci meriteremmo almeno una piccola ballerina.
(...)
Riportino sì o no, dispiace che un imprenditore così accorto come Berlusconi sottovaluti gli intellettuali, proprio quando si tratta di spartirsi “la gnocca”.
(dove lavora una nostra concittadina vostra collega)
www.arte.tv/fr/3667432.html
il peone barese Di Cagno Abbrescia si adegua ai gusti del capo
www.youtube.com/watch?v=o-h-2grfZVE
www.youtube.com/watch?feature=player_embedded&v=SEk_aPqTK9M
"Smettete di parlare delle ragazzine come Ruby e parliamo invece delle vite dei santi"
(Mons. Cosmo Francesco Ruppi)
credo che la vera nota amara della lettera non sia tanto l'accento sullo stupro delle istituzioni.
Credo sia l'abbandono di ogni senso critico da parte dei nostri connazionali.
Uno scenario da 1984, da nazione da dittatura propagandistica (scenario da dittatura comunista di cui tanto hanno paura i Berluscones?).
Faccio un appello a tutti.
Prima di perdere ogni controllo sulla nostra mente e sul senso comune critico, USCITE DALLE VOSTRE CASE.
Chi ha qualcosa da dire o da aggiungere al discorso pubblico bussi alle porte del vicino, partecipi direttamente ai movimenti politici e non, di destra o di sinistra che siano, mantenendo sempre la propria (vera) autonomia di pensiero.
Partecipi alla vita pubblica, partecipi agli incontri con la cittadinanza, ai consigli comunali, alle manifestazioni di ampio respiro!
Riprendiamo il nostro posto nel nostro mondo, è l'unico modo per riprendere a farlo girare.
p.s.: ringrazio la redazione per aver seguito questo mio appello prima che lo facessi, entrando nel dibattito e dandoci occasione di esprimerci in questo spazio
(Minetti, a proposito di "meritocrazia").
Mi ricorda tanto quell'antico e mai tramontato adagio intonato con enfasi da chi aveva raggiunto un dignitoso traguardo nella sua vita professionale("Per arrivare dove sono ora, mi son dovuto fare un c... così!") ...
ricordo al nostro amico indignato che questo paese senza speranza ha espresso (grazie al porcellum elettorale di Calderoli) una sua Nicole Minetti coinquilina di Sabina Began e sodale di Tarantini