Ritorniamo a occuparci della “dolina” sita in Contrada Boschetto.
Nell’ultima intervista all’Assessore all’Urbanistica, arch. Walter Scazzetta, avevamo sollevato le nostre perplessità sulla possibilità (e sulla convenienza economica e ambientale) di realizzare, all’interno di un’emergenza morfologica, la “Struttura socio-assistenziale diurna e residenziale per minori” della Fondazione Martino e il Distretto Socio-Sanitario.
Scazzetta, ricorderete, aveva vincolato tutto al parere del competente Ufficio regionale, cui aveva inoltrato richiesta di deroga. L’atteso responso è arrivato con Deliberazione della Giunta Regionale, la quale rilascia attestazione di compatibilità paesaggistica per entrambi i progetti.
DUE PROGETTI, UNA SOLA ISTRUTTORIA – Analizzando la Delibera, non tutto appare chiaro. Apprendiamo, ad esempio, che “essendo le due opere [Distretto e Fondazione Martino] contigue, il competente Ufficio del Servizio Assetto del Territorio ha proceduto all’istruttoria tecnica congiunta delle domande di deroga”.
Dalle descrizioni degli interventi proposti, si evince l’eterogeneità dei due progetti sotto il profilo della tipologia, della tecnica edificatoria e delle volumetrie; dunque è da ipotizzare che altrettanto eterogeneo sia l’impatto di dette opere sulla dolina, un territorio caratterizzato da discontinue debolezze strutturali. Non sarebbe stato più opportuno procedere a una separata disamina, piuttosto che propendere per un “effetto domino”?
LE MOTIVAZIONI DELLA DEROGA – Stando alla Delibera di Giunta Comunale (la numero 208 del 02/12/2010), le motivazioni che inducono a richiedere tale deroga sono:
- la compatibilità con le finalità di tutela e valorizzazione delle risorse paesaggistico-ambientali;
- la dimostrata assoluta necessità e utilità pubblica:
- l’assenza di alternative localizzative.
Nulla quaestio su necessità ed utilità. Meno convincente la “compatibilità” del cemento con una dolina (zona che come dispone il PUTT/P è sottoposta a “tutela integrale”) e, soprattutto, l’assenza di “alternative localizzative”. Almeno per il Distretto Socio-Sanitario, non sfugge la presenza di numerosi locali inutilizzati dell’Ospedale
“Florenzo Jaia”, recentemente ristrutturati o, in ogni caso, adeguabili con costi nettamente inferiori ad un'edificazione ex novo. La Regione ci parla di “sanità a corto di risorse”, di piani di riordino necessari a razionalizzare, salvo poi destinare 6 milioni di euro per una “struttura doppione”, che potrebbe trovare la sua più che adeguata sistemazione all’interno del Presidio Ospedaliero, idea che – tra l’altro – proponemmo in tempi non sospetti al Sindaco Lovascio, il quale conveniva sul risparmio di soldi pubblici e s’impegnava a farsene portavoce presso i vertici dell’ASL. Dobbiamo, forse, concludere che si continua ad “investire sul mattone” per poi trovarsi l’ennesima “cattedrale nel deserto”, priva di personale e attrezzature?
LA COMPATIBILITÀ E LE PRESCRIZIONI – Nella documentazione trasmessa dall’Amministrazione alla Regione, si “rappresenta che l’aria d’intervento è circondata da maglie quasi completamente edificate di edilizia residenziale privata”. Il tutto suonerebbe come una legittimazione alla prosecuzione della “speculazione”: poiché, in passato, si è concesso di edificare a due passi da una dolina, non si vede motivo per cui non continuare a percorrere la strada maestra. Errore legittima altro errore?
Comunque sia, preso atto che “i progetti, per quanto attiene alla loro localizzazione, interferiscono con l’area di pertinenza di una dolina, peculiarità paesaggistica degna di specifica tutela individuata nella Carta Geomorfologica della Puglia dall’Autorità di Bacino”, la Regione impone il rispetto di quattro prescrizioni utili a “perseguire un miglioramento dell’inserimento paesistico-ambientale delle opere in progetto nel contesto paesaggistico di riferimento”.
Oltre all’indicazione dell’Autorità di Bacino, che suggeriva “l’adozione di adeguati provvedimenti sotto l’aspetto sia idraulico, sia statico, sia ambientale”, si ordina che “le superfici non edificate interne ai due lotti siano non impermeabilizzate” e che la superficie dell’area d’intervento “sia lasciata libera o eventualmente sistemata a verde con essenze arboree e arbustive autoctone al fine di garantire il deflusso delle acque meteoriche”.
Ulteriore misura di mitigazione prevede che “l’assetto geomorfologico d’insieme dell’intera area d’intervento sia mantenuto”. Questo, ci fanno notare, sarebbe possibile solo se le due opere fossero costruite a mezz’aria, poiché nello stesso momento in cui s’inizia uno scavo, l’assetto geomorfologico (“la forma dei rilievi del territorio”) è inevitabilmente compromesso.
Segue uno scioglilingua, su cui ci stiamo ancora interrogando: “l’andamento orografico sia per quanto possibile coincidente con la morfologia del terreno esistente”. E infine si approda a quello che definiremmo il principe dei paradossi: “In fase esecutiva sia eseguita una adeguata campagna d’indagini geologiche/geotecniche, efficaci per individuare cavità nel sottosuolo, al fine di individuare con maggiore precisione l’area di pertinenza” della dolina.
Se ben capiamo, si concederebbe una deroga per opere finanziate con denaro pubblico senza avere certezza di quale sia la reale perimetrazione della dolina e la sua relativa area di tutela (100 metri, stando alle prescrizioni del PUTT/P). Prima s’iniziano i lavori e poi, “in fase esecutiva” ci si accerta se le distanze sono state rispettate o no. E qualora si sconfinasse, come si procederebbe?
Eppure, nella relazione geologica allegata al progetto del 2008, commissionata al geologo Pirulli dalla stessa Fondazione Martino, si parlava di calcari fratturati e fessurati – che a precisi livelli di profondità presentavano variabile cedevolezza – e di cavità/inghiottitoi ricoperte di terra rossa che incidevano sull’indice di resistività del terreno.
Buon senso prevedrebbe di attuare analisi più approfondite in fase preliminare e non già a partita iniziata. Ci rimettiamo alla sensibilità e alla lungimiranza dell’Amministrazione e degli Uffici comunali direttamente interessati.
ARTICOLO CORRELATO
ULTIMI COMMENTI
- Attentato a Brindisi, Con...
antigone anche io la penso come te ma non condivido l'i... - Attentato a Brindisi, Con...
Mi dispiace ragazzi, ma i morti sono morti. Non si può ... - Attentato a Brindisi, Con...
Ogni cittadino esponga una bandiera dell'Italia vista a... - È nata IRIS, associazione...
bravi ragazzi andate avanti così, abbiamo bisogno di vo... - Bloccata una monovolume c...
Conduceva un veicolo a servizio di piazza con conducent... - Mottola: No all’uso di a...
Bevono per dimenticare i loro amministratori .... - Scavi C.da Pozzovivo, rag...
Che tristezza...e qualcuno dovra' prendersi pure le sue... - Dispute e perplessità sul...
I "problemi". - Mottola: No all’uso di a...
Mottola il solo sensazionalista-fascista, uno che ha te... - D’Alessandro, question ti...
Ma quando mai il Partito Democratico e la sinistra si s...
La voce del Network
-
UN POMERIGGIO DEDICATO ALLE FAMIGLIE
Casamassima
-
Coordinamento Genitori: "100, 1000 scuole "Morvillo-Falcone"
Cassano delle Murge
-
Come Resistere a mafiopoli: nelle parole di Giovanni Impastato.
Acquaviva delle Fonti
-
VIA AMLETO PESCE: NUOVO INCIDENTE FERROVIARIO
Monopoli
-
DOPO IL SIT-IN UNA FIACCOLATA CONTRO OGNI MAFIA-foto
Gioia del Colle
-
Attentato a Brindisi: le foto del corteo antimafia
Rutigliano
-
Attentato a Brindisi: le foto del corteo antimafia
Putignano
-
Attentato a Brindisi: le foto del corteo
Turi



Commenti
Han tagliato tutto agli amm.locali lasciando loro qualche margine sulle tasse e la possibilità di vendersi tutto il territorio facendo partire la cementificazione: li avete votati? mo che volete? lo scudo fiscale bis ?
Ringraziate Giulietto e non solo la peona Elvira e le mance dei decreti di fine anno (il famoso assalto alla diligenza)
Ingrati!
Le responsabilità di contorta e ristretta viabilità del quartiere e gli interessi speculativi sull'intera area, sono chiari a tutti.
Non mi risulta che possano certo derivare da questa amministrazione.
Qualcuno però, con un po' di attenzione (e, sfruttando le competenze dei bravi tecnici di cui giustamente ci si gloria), potrebbe cominciare ad arginarli!