PER I TELI AMMESSI SOLO I COLORI OPACHI: BIANCO E CORDA
E’ stato approvato in Commissione il primo regolamento dei dehors e gazebo per i locali pubblici di Conversano.
Il testo dovrà ora essere discusso in consiglio comunale per eventuali emendamenti e definitiva approvazione. Sarà ‘legge’ prima dell’arrivo dell’estate.
La vera novità è il regolamento stesso, uno strumento che consente finalmente di disciplinare in dettaglio alcune norme in materia di decoro e arredo urbano, uno strumento normativo ormai in dotazione nelle principali località turistiche d’Italia.
Scorrendo le 20 pagine del regolamento, evidenziamo le principali caratteristiche normative con obblighi per gli esercenti commerciali.
Intanto, è bandito l’uso di sedie, tavoli e arredi in plastica.
I dehors, strutture esterne definite nelle varie tipologie consentite, potranno essere stagionali (richiesti e autorizzati per un periodo complessivo inferiore all’anno solare, per un massimo di 240 giorni, con interruzioni per un durata minima di 60 giorni) o permanenti (fino a un massimo di 5 anni).
Potranno essere istallati nelle zone storico-ambientali con particolari caratteristiche geometriche della strada, a condizione che sia garantito uno spazio adeguato per la circolazione dei pedoni e delle persone con limitata o impedita capacità motoria.
CARATTERISTICHE E SUPERFICI DIMENSIONALI
Potranno occupare una superficie non superiore al doppio della superficie del locale pubblico.
La struttura portante dovrà essere autonoma o agganciata all’esercizio o a fabbricati secondo particolari deroghe illustrate in dettaglio nel regolamento.
La struttura del dehors potrà essere realizzata in ferro o legno, cercando di uniformarsi a eventuali strutture preesistenti. Saranno ammessi solo colori opachi: bianco o corda.
Le strutture a carattere stagionale saranno realizzate con copertura di tipo leggero nei colori corda o bianco.
Le strutture a carattere permanente saranno realizzate con copertura di tipo rigido, uniforme ai materiali della struttura, per garantire idonee condizioni climatiche all’interno.
Importante l’aspetto relativo alla canalizzazione e deflusso delle acque piovane.
La pavimentazione aggiunta deve essere facilmente amovibile.
OMBRELLONI di forma rotonda, quadrata o rettangolare, disposti singolarmente o in serie con mantovana oltre i 2,20 metri dal marciapiedi.
Elenchiamo infine le varie tipologie di dehors:
TENDE ALLA ROMANA – Telo ricadente, opaco, in tinta unita di colore bianco o corda;
TENDE A PANTALERA;
STRUTTURE CON COPERTURA A UNA O A DOPPIA FALDA;
STRUTTURE CON COPERTURA A VELA, A DOPPIA CAPOTTINA;
CON COPERTURA A PADIGLIONE (ammessa solo al di fuori del centro abitato);
COPERTURA A GAZEBO (ammessa su tutto il territorio comunale);
STRUTTURA TELESCOPICA ESTENSIBILE.
Le sedie, i tavoli e gli arredi esterni dovranno essere in acciaio o legno naturale. Sono vietati tavoli, sedie e arredi in materie plastiche e similari.
PROCEDURA – La domanda per la realizzazione dei dehors deve essere accompagnata da generalità complete del richiedente, codice fiscale o partita IVA, ubicazione dell’esercizio di somministrazione relativa all’esercizio pubblico, dati della licenza di somministrazione, indicazione tipologia temporanea o permanente.
I dehors, gazebo, strutture precarie, sono assoggettate alle normative sull’occupazione del suolo pubblico, con pagamento della TOSAP (con incremento del 20% se il dehors è temporaneo). La superficie occupata dai dehors costituisce imponibile ai fini della TARSU sui rifiuti limitatamente al periodo di impiego.
Violando le disposizioni del regolamento, si va incontro a sanzioni amministrative pecuniarie da un minimo di 75 euro a un massimo di 450 con obbligo di ripristino dello stato dei luoghi.
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Commenti
moscola cocchiera ?
e il deterrente della multa ? ne è stata mai elevata una ?
si potrebbero usare i soldi per ridipingermi casa come han fatto a BO ?
Circa la differenziata nei locali, d'accordisimo e verrà fatto, secondo le ultime dichiarazioni!
Ora avanti con la rivalorizzazione del centro storico. Aboliamo orride palette di colori ed interventi strutturali anti-storici, tipo improbabili pensiline tirolesi in mezzo ad un centro storico del sud...
poi perché ai privati che vivono nel castello si concedono antenne, parcheggio auto e ape, infissi in anti-corodal, persiane multicolor, stendipanni stile quartieri spagnoli, ecc ?
(per non parlare dei fari piazzati per mesi sui merli delle torri da organizzatori di dubbi eventi sportivi di nessuno spessore)
prima il dovere di differenziare..poi ovviamente l occhio vuole la sua parte.. e il decoro e' bello si.... con gazebo in legno e quant altro.