Il rischio che il fotovoltaico da risorsa si trasformasse in speculazione ai danni del nostro territorio era già stato messo in evidenza lo scorso marzo dall’opposizione, tramite un question time presentato dal capogruppo del PD Vincenzo D’Alessandro. In quell’occasione s’invitava l’amministrazione ad adottare un piano che disciplinasse la costruzione di tali impianti.
A distanza di sette mesi, il piano non c’è e le polemiche sul “business dell’energia rinnovabile” si riaprono. Ci riferiamo al realizzando Parco fotovoltaico, ubicato in Contrada Iavorra. Molti sono i dubbi che investono l’opera, commissionata dalla Val Sole S.r.l., i cui lavori sono diretti dall’architetto Manco.
Il primo riguarda l’ubicazione: l’impianto di produzione di energia fotovoltaica sorge a ridosso del Lago Petrullo, uno degli undici siti che costituiscono la Riserva Naturale Regionale Orientata dei “Laghi di Conversano e Gravina Monsignore”. Quella Riserva che è stata, proprio negli ultimi tempi, oggetto di numerosi progetti (ultimo in ordine cronologico è “Erpetovie”, costato circa 400mila euro) e di altrettanto sostanziosi finanziamenti pubblici. È nata financo un’associazione ad hoc – Infolaghi – per promuovere forme virtuose di turismo e valorizzazione delle risorse ambientali.
Ora, ammesso che siano stati rispettati i 150 metri di distanza dai siti protetti (come disposto dalle vigenti normative), siamo davvero convinti che fosse “il posto giusto”? Anche in considerazione del fatto che l’area in questione si caratterizza per la presenza di numerosi siti d’interesse, come le molte masserie ivi dislocate?
Sembra, dunque, essere una peculiarità tutta conversanese quella di consentire che luoghi a rilevanza naturalistica o paesaggistica vengano utilizzati per costruire opere “d’interesse” (pubblico o privato lo lasciamo decidere a voi).
Altro aspetto oscuro è la tipologia della struttura, estremamente impattante a causa dell’altezza dei pilastri su cui saranno installati i pannelli. Ci viene suggerito che, così facendo, si sarebbe attuata una vera e propria variante al Piano, convertendo senza i preposti atti amministrativi una zona verde in una zona industriale. Se proprio non vi erano alternative, in ragione della peculiarità del territorio, si sarebbe potuto “suggerire” l’adozione di moduli di “impianti a bassa altezza”, i quali garantiscono per lo meno una migliore integrazione e mimetizzazione. Uno stratagemma, tra l’altro, adottato per gli altri parchi realizzati nelle contrade limitrofe.
Fa discutere anche la presunta assenza della cosiddetta “zona asservita” che, come sancisce la Legge Regionale n. 31 del 21 ottobre 2008, deve essere “estesa almeno due volte la superficie radiante”. Precisando che la “superficie non occupata dall’impianto deve essere destinata esclusivamente a uso agricolo”.
Non sfugge la cementificazione dei muretti a secco – probabilmente per meglio piantare i paletti della recinzione – vietata in base alle vigenti normative. Infine, sarebbe da imputare al passaggio degli automezzi pesanti il deterioramento della strada e la compromissione dell’integrità delle pareti.
In chiusa ricordiamo che ci troviamo di fronte ad un impianto che non ha nulla a che fare con l’autoconsumo, configurandosi come strumento di profitto: produzione e vendita di energia. E, se si esclude il proprietario del terreno che guadagna qualche migliaio di euro l’anno, l’unico interesse tutelato è quello dell’azienda appaltatrice, la quale consegue utili sia attraverso l’energia immessa in rete sia con il tortuoso meccanismo della vendita dei certificati verdi, indispensabili per “riabilitare” chi produce “energia sporca”.
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Commenti
Ti invito ancora una volta a mettere la faccia su certi commenti, altrimenti di astenerti.
Perchè si può essere anche serpenti senza conseguenze.
Ma i vigliacchi fanno una fine peggiore.
Mafia verde, bufera su Pisanu
"Parole fraintese, non c'è allarme"
Pareri contrastanti dopo l'allarme lanciato dal presidente della commissione antimafia sulle infiltrazioni dei clan nell'energia verde.
bari.repubblica.it/cronaca/2010/12/12/news/mafia_verde_bufera_su_pisanu_parole_fraintese_non_c_allarme-10093802/
e che la nuova P3, tra gli altri affari, s'era buttata sull'eolico in Sardegna
....ci occupiamo della vostra sicurezza e non vi va bene
.....vi togliamo i rifiuti dalla strada e non vi va bene
....volevamo costruirvi la Cittadella dell'Università e non vi va bene
.....adesso nemmeno l'eneggia altennativa vi va più bene
a voi di Convessano ci vuole che capiate i motti per inquinamento elettromagnetico
quanti sono
per cappire che noi della famiglia siamo
e tanto tanto bbene vi vogliamo.
www.giornalettismo.com/archives/103008/pisanu-eolico-fotovoltaico-puglia-criminalita/
www.ilfattoquotidiano.it/2010/07/08/verdini-e-la-cricca-delleolico/38143/
se le regole non vengono rispettate, perchè non annullare le autorizzazioni e costringere gli "eco-imprenditori" responsabili al ripristino dello stato dei luoghi?
Leggiamo accuratamente i commenti rilasciati, inseriamo gli asterischi a moderazione del "turpiloquio" o, a volte, emendiamo espressioni o riferimenti scorretti.
Tuttavia il nostro metro di giudizio può, giustamente, non coincidere con la tua sensibilità (non parlerei al plurale, giacché è la prima segnalazione in tal senso).
Per tali evenienze si offre la possibilità di avvalersi dell'opzione "Segnala all'amministratore" e sarà cura della Redazione provvedere in merito.
www.report.rai.it/dl/Report/puntata/ContentItem-56b9b197-40cb-4d37-90d6-58cdd84209a7.html
Se il fotovoltaico e l'eolico fossero un bene tout court allora le ecomafie sarebbero le associazioni più verdi ed ambientaliste d'Italia...