Si è tenuta ieri sera presso la chiesa di San Giuseppe la tavola rotonda sullo stato e il futuro dell’istruzione pubblica, organizzata dal Circolo di Conversano di Sinistra Ecologia e Libertà.
Molti interventi per ribadire, ancora una volta e con forza, il disagio di studenti, docenti, personale scolastico. Si è parlato soprattutto di futuro, quello di cui tutti si affrettano a scrivere nei loghi dei partiti, ma di cui nessuno si interessa davvero.
“Minare l’istruzione pubblica significa fare un attacco al mondo del lavoro: non solo per quanto riguarda tutti quegli insegnanti che resteranno a casa, ma anche per quanto riguarda il lavoro dei giovani. I nostri ragazzi non conoscono il principio del posto fisso e quasi mai svolgono il lavoro per cui hanno studiato. È straziante vedere quanti laureati, bravissimi, vanno a finire in call-center sottopagati e sfruttati”. A dirlo è Claudio Menga, segretario provinciale CGL Scuola, che ha ribadito come “la competizione nel mondo del lavoro sia attualmente di tipo quantitativo, a scapito della qualità e di come con la scusa della delocalizzazione le grandi aziende ricattano i lavoratori”.
Interviene anche la maestra Manchisi del Primo Circolo Didattico a spiegare come nella scuola elementare due elementi in particolare hanno reso estremamente difficile seguire gli alunni dando loro un insegnamento di bassa qualità. L’aumento del rapporto alunni-docente e l’abolizione della compresenza hanno fatto sì che molte attività, come le visite in laboratorio siano praticamente impossibili da gestire per un solo insegnante.
Questi e molti altri gli interventi. Ma non si protesta solo nella nostra città. Tutto il mondo della scuola è in rivolta. Ieri davanti a palazzo Madama sono state lanciate simbolicamente delle uova, per protestare contro i tagli indiscriminati della riforma Gelmini. In tutta Italia ci sono state occupazioni, sit-in, lezioni alternative, cortei. Sono stati occupati atenei, aeroporti, luoghi turistici, uffici. A Roma c’è stata addirittura una breve occupazione del Colosseo. A protestare i giovani ricercatori, le maestre delle elementari, gli universitari che non possono più scegliere alcuni corsi di lauree specialistiche, perché sono stati soppressi.
Anche il presidente della Regione Nichi Vendola, ha partecipato alla protesta nella capitale, salendo sul tetto della facoltà di architettura dell’università “
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